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Lotta Svizzera. Cattivi gentiluomini e.. vacche come premi

Nella foto, in alto: l’ex re della lotta svizzera, Jörg Abderhalden, con il suo premio “in natura”

Se parliamo di cioccolato e orologi a tutti viene in mente un piccolo Paese incastonato tra le Alpi e i laghi, la Svizzera. Ma se parliamo di schwingen, non a tutti viene in mente la lotta svizzera. Questo sport locale in Svizzera è molto più famoso e importante del calcio. Al torneo nazionale, organizzato ogni tre anni, partecipano più di duecentomila spettatori e il biglietto d’ingresso costa molto caro. È una pratica ancestrale dei pastori e simbolizza la tradizione e l’identità svizzera. Gli incontri vengono accompagnati da canti, balli, concerti dei corni delle Alpi, gran mangiate e bevute. Non è solo sport, ma sono delle vite che si incontrano, uno spirito che domina. Bicchiere alla mano, gli spettatori seguono i match sugli schermi giganti.Le radici non sono chiare: sicuramente rinvia a costumi alpestri atavici, feste propiziatorie e legate a momenti particolari dell’anno, ma non si può determinare con certezza una data di inizio delle fonti. Secondo il Dizionario Storico della Svizzera, è documentatacome forma di combattimento solo dopo il 1600 circa. La formula Ringen und Schwingen, frequente dopo la Riforma, indica due forme di lotta: abbiamo attestazioni nel xiii e nel xvii secolo.Un momento di cambiamento si ha con la prima Festa di Unspunnen nel 1805, sotto la dominazione francese. L’occasione diviene, quindi, sviluppare la coscienza nazionale. L’Associazione federale di lotta svizzera, che stabilisce le regole moderne e dirige gli odierni centoventi appuntamenti annuali, viene fondata nel 1895. Le feste di lotta svizzera più prestigiose sono: la Festa federale di lotta svizzera che si svolge ogni tre anni, la festa di Unspunnen, l’Expo nazionale e la Kilchberger-Schwinget.La maggior parte dei lottatori, o “Böse” (cattivi), sono agricoltori o artigiani, ma c’è un’élite di lottatori professionisti, sponsorizzati e che fanno di questa disciplina un lavoro. Bisogna essere forti come dei tori indomati, ma molto rapidi e tecnici. Conta molto l’evitare la mossa dell’avversario più che buttarlo subitoa terra. I lottatori si incontrano su ring circolari di una decina di metri di diametro e sulla segatura. Vestono la famosa culotte o mutandona in tela di iuta legata da un cinturone e portata sopra i vestiti. La passe (Gang) dura dai cinque agli otto minuti e la finale dai dieci ai venti. In questo tipo di lotta non sono previste categorie di peso.Una competizione, conosciuta sotto il nome di festa di lotta, è divisa in due fasi. I migliori due si qualificano per la finale (Schlussgang) e il vincitore viene incoronato re e guadagna.,Si pratica su una superficie circolare ricoperta da segatura, chiamata “rond de sciure”. Ogni incontro dura dieci minuti, o finché un lottatore non viene costretto dall’altro con la schiena completamente a terra. I lottatori devono sempre avere una presa sulla “culotte” dell’avversario. Nel manuale di questa lotta sono previste più di cinquanta movimenti (Kurz, Übersprung,Brienzer, Hüfter, Buur o Wyberhaagge…). Interessante è il fatto che alla fine di ogni incontro il vincitore toglie la segatura dalla schiena dell’avversario sconfitto.Come premio? Il vincitore viene premiato in natura del tavolo dei doni (Gabentisch): campane decorate per le mucche, mobili tradizionali e spesso un magnifico toro (Muni). Concludendo il vincitore, come i vinti, torna dalle sue magnifiche mucche e all’alba del giorno dopo lo possiamo vedere, già, tutto intento alle sue piccole… forse con qualche livido in più.

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