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La figura del Samurai

È una figura nata in Giappone nel periodo feudale.  In un periodo di lotte interne tra i vari clan ovvero caste aristocratiche giapponesi. Pertanto il Samurai era un guerriero al servizio del clan. La storia Orientale e Occidentale li ricorda come guerrieri invincibili e intorno a questa figura ruotano molte leggende. Seguivano un loro codice d’onore il bushido che significa, la via del guerriero. È una religione che trae le sue origini dal Confucianesimo. Avevano il culto dell’imperatore e a lui dovevano assoluta obbedienza.  Praticavano le arti marziali (disciplina del combattimento). La loro disciplina era il bu jutsu che significa, tecnica dell’uccidere. Con loro nasce l’arte marziale in Giappone. I Samurai combattevano sia con armi che a mani nude. Con il passare dei secoli si svilupparono altre discipline che si differenziano tra loro non solo nello stile ma anche nella filosofia. Per citarne qualcuna, a mani nude abbiamo il judo e con armi l’aikido. Alla figura del Samurai è collegata in particolar modo una spada il “Katana” che significa spada. La tradizione e cultura giapponese ci dice che è vista come una divinità volta alla morte o difesa della vita. Con la nascita del Giappone moderno, meta 1800 e l’apertura verso l’Occidente viene a perdersi a livello sociale la struttura feudale per assomigliare più a quella occidentale. La maggior parte delle tradizioni scomparvero insieme alla figura del Samurai. Le arti marziali vennero adoperate solo dai militari e dai pochi maestri che riuscirono a fondare scuole indipendenti.

                                                                         Nella foto, in basso: un samurai

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Stefania Monciardini

 

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