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La depressione. La piovra dell’anima

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Nella foto, in alto: lo spettro che incalza

La depressione fa paura. E’ l’incubo che tutti noi abbiamo nel cassetto. E’ un fantasma silente che si cela nelle viscere del nostro io più profondo. È’ un predatore pronto ad alimentarsi delle nostre debolezze, delle nostre fragilità. Conosce molto bene i nostri punti fragili e ci marcia, ci specula, ci scruta perché di noi ha bisogno come l’aria. Siamo cibo per questo mostro. Tutti , se non direttamente, abbiamo sperimentato momenti di buio. Tutti, l’abbiamo vista in faccia questa piovra dell’anima. Ma cos’è la depressione? Che origine ha? La depressione è un disturbo dell’umore molto diffuso. Si stima che il quindici per cento della popolazione ne abbia fatto esperienza almeno una volta nella vita. Bussa alle porte dell’anima principalmente tra i 25 e i 40 anni e nel panorama adulto predilige le donne. Nei bambini non ha distinzione. Si stima che colpisce maschi e femmine in ugual misura. Ma non confondiamo un calo dell’umore con un disturbo depressivo. La depressione clinica presenta sintomi chiari. L’umore è storto ed è giù di tono, si tende al pianto e a lamentarsi per ogni cosa. Ci si sente stanchi, affaticati, disinteressati verso le situazioni, verso le persone, verso la quotidianità che viene percepita come un peso. Si perde la fame e si tende a dimagrire nonostante non si è a dieta. Si dorme poco e male e si riscontra una ipertensione evidente. I movimenti diventano lenti e ci si percepisce senza energia. Difficile concentrarsi, il mostro mangia le nostre energie, i nostri pensieri positivi. Ci scava dentro e ci toglie la luce . Pensieri suicidi sono facili se stiamo vivendo una situazione di preda. La depressione gioca sul farci sentire inutili e usa tattiche sporche. Ci fa credere che la colpa è nostra, che siamo vittime di noi stessi a tal punto che ci può condurre ad odiarci, togliendoci la speranza. Tutto sembra impossibile e tutto diventa un problema. Veniamo invasi da una costante voglia di piangere e di dormire, di staccare la spina e non pensarci più. Vogliamo fuggire da noi, da tutto. La depressione svuota la mente e la riempie di buio. Qualsiasi segnale di luce da fare entrare nella mente costerebbe fatica ed energie. Il depresso non dispone di tanta forza e non si aspetta nulla da niente e da nessuno. Il depresso, la vittima, la preda della piovra, si sente isolata. Si vuole isolare perché il confronto con la realtà richiede tempo e controllo. Il tempo però, ha il volto di un attimo pesante da vivere. Non esistono proiezioni future perché nel domani c’è ancora più buio e da quel buio si prende le distanze. Se un depresso, inoltre, ha in atto un una patologia conclamata, rischia di aggravare la malattia. Non reagisce alla cura.Quali sono le cause ? La depressione può avvalersi di fattori biologici ( genetica ) come psicologici ( infanzia) e questi due fattori possono interagire l’uno con l’altro. Il fattore scatenante è spesso qualche evento di stress. Lutti, perdite di lavoro o di persone, relazioni finite o relazioni impegnative . Le difficoltà degli altri, delle persone che amiamo come possono essere quelle dei figli o del coniuge come di un genitore. La tristezza nelle persone che amiamo che ci lasciano inermi ed impotenti. E’ molto facile e semplice trovare la causa del perché scatta in noi il mostro . Difficile è capire quando lo stato depressivo continua o si ripresenta. Come guarire ? Nel “piccolo principe“ la volpe dice che l’essenziale è invisibile agli occhi. Ed è questo invisibile che deve emergere per guarire. Il bambino che abbiamo dentro. Quello che siamo stati e che non possiamo rinnegare. Quello che ci portiamo dentro. Questo bambino deve uscire. Devono uscire le sue paure, i suoi timori. Per guarire devono uscire i mostri dal buio della stanza. Terapie cognitivo-comportamentali e il giusto utilizzo di farmaci saranno alleati per configgere il male e lasciarlo a digiuno. Ma il segreto, quello unico e vero e importante, è non rinnegare il mostro, ne durante la fase inibitoria, ne durante la fase in cui ci sentiamo bene. Conoscere a sua volta i suoi punti deboli e le modalità, i sintomi che proviamo quando inizia a giocare per mangiarci ancora, risulta essenziale. Vitale direi. La depressione deve diventare una nostra alleata. La dobbiamo chiamare per nome. Appena si fa strada nella nostra mente, dobbiamo sconfiggerla con l’amore. Fatevi abbracciare. Fatevi baciare, coccolare e stringere. Affidatevi all’altro. Chiedete amore per ottenere luce. E’ l’amore la dieta per la depressione.

Thomas Tolin

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