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La concezione architettonica di Mies Van der Rohe

La concezione architettonica di Mies Van der Rohe si fonda sui principi costruttivi; fin qui nulla da dire essendo un architetto. La novità consiste che  gli elementi costruttivi dovevano  rispondere ai quei canoni di bellezza tipici dell’arte. Considerare l’edificio non solo come un insieme di luoghi con un ruolo ben preciso.

Mies Van der Rohe, nacque ad Aquisgrana sul confine tedesco-olandese nel 1886. Fu architetto, pubblicista e organizzatore di mostre. Profondo conoscitore dei materiali edilizi, dovuto al fatto del padre, muratore. Nei suoi progetti da un’esatta valutazione delle caratteristiche dei materiali e dei sistemi costruttivi. “Disciplina” è stata la parola d’ordine della vita e del lavoro di Mies: disciplina, ordine, chiarezza, verità… al punto che fece sue le parole di Sant’Agostino: “ la bellezza è lo splendore della verità”. A soli quindici anni abbandonò la scuola professionale per fare l’apprendista presso diversi architetti di Aquisgrana con l’obiettivo di concentrarsi sugli aspetti propri del costruire, dell’edilizia. Nel 1907, a soli 21 anni, ebbe il suo primo incarico: la progettazione di una villetta. Dopo questo incarico entrò nello studio dell’architetto Peter Behrens nel 1908. Mies fu molto impressionato dalla sua  architettura, molto monumentale in stile Neoclassico.

Nella foto, in alto: un’altra costruzione del famoso architetto

Apprese dall’ architettura neoclassica di Karl Friedrich Schinkel (1781 –1841), il porre gli edifici su ampi piedistalli. principio fondamentale del classicismo era quello di trovare soluzioni universali applicabili al futuro. Edifici di purezza formale, Spazi architettonici semplici. Nel 1913, aprì il suo studio a Berlino e qui si allontana dalle idee e ciò che gli aveva insegnato Behrens. Il suo modo di progettare ora ha come obiettivo non più la forma ma la struttura dell’edificio insegnatogli da un altro architetto Berlage. Finita la prima guerra mondiale nel 1919  Mies iniziò a progettare torri di vetro; i grattacieli, studiando l’impatto della luce che rifletteva sulle pareti in vetro delle facciate dell’edificio. Grande conoscitore dei nuovi materiali cemento, acciaio e vetro. Costruì i suoi primi grattacieli in cemento armato e acciaio utilizzati per l’ossatura dell’edificio e il vetro la pelle delle facciate. Divenne a questo punto un architetto moderno. In contrasto al grattacielo di pura avanguardia, costruisce un quartiere residenziale a Berlino. Una serie di ville tutte in mattone. Le dimensioni delle ville erano multipli esatti della misura standard del mattone. Qui preferì il tradizionale mattone perché si rese conto che è molto più resistenze, dicendo che la “vecchia muratura in cotto” a i suoi vantaggi:” se ben costruito a i suoi vantaggi”. Maria Ludwig Michael Mies muore a Chicago nel 1969.

Stefania Monciardini

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