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I parrucchieri di Nairobi lanciano una nuova moda. La pettinatura al Coronavirus

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Speciale by Cronista Africa ExPress

Nairobi

I saloni dei parrucchieri a Nairobi, capitale del Kenya, hanno visto i loro guadagni contrarsi vistosamente a causa della pandemia che ha colpito pesantemente anche il continente africano. E per cercare di risollevare il loro business hanno pensato bene di lanciare la pettinatura al “Coronavirus”. Un’acconciatura che imita l’aspetto del virus come appare al microscopio: una sfera con aculei pungenti.

Le ragazze devono entrare dal parrucchiere e accomodarsi sulla poltrona indossando le mascherine di protezione. Poi chinano la testa tra smorfie e sorrisi e lasciano che il “maestro” lavori in pace per un’oretta giocando con la loro chioma.

Parrucchieri all’opera in un salone di Nairobi

Il nuovo stile è stato “inventato” a Kibera, il più grande e desolato slam della capitale keniota, ma si è subito diffuso in tutto il Paese.

Semplice ed economico

I tre parrucchieri che l’hanno messo a punto sono i proprietari del Mama Brayo Beauty Salon. Iniziano la loro opera dividendo i capelli delle loro clienti in una dozzina di ciuffetti ciascuno dei quali viene attorcigliato e avvolto con uno spesso filo nero, in modo che possa restare dritto in una continua sfida con la forza di gravità. Le ciocche che risultano assomigliano alle proteine ​​dei picchi del coronavirus come appaiono al microscopio.

“È semplice ed economico si può fare sulla testa di chiunque”, ha spiegato alla Reuters la stilista Diana Andayi. Una acconciatura simile è stata lanciata non successo anche il Nigeria. Il costo di questo lavoro d’artista è più o meno equivalente a un euro. Prezzi tagliati a causa dei budget impoveriti da virus.

Altre due ragazzine con un’acconciatura da coronavirus

In Kenya il Coronavirus ha infettato 384 persone e ne ha uccise 15 e ha provocato il caos dell’economia, in particolare per i lavoratori precari e con bassi salari.

I saloni di parrucchiere possono rimanere aperti ma con forti restrizioni. Pochi hanno aderito alla richiesta delle autorità di chiudere volontariamente.

Anche in Kenya i loro affari sono crollati. Prima dello scoppio dell’epidemia, una buona giornata portava in cassa 3000 scellini (più o meno 28 euro). Ora, la cifra è scesa a un quarto, ha raccontato la proprietaria del salone Leunita Abwala. “Stiamo ancora soffrendo perché la domanda è molto bassa –  ha poi spiegato – Ma speriamo che lo stile ‘Coroavirus’ incrementerà il business”. E già nei negozi di parrucchieri cominciano ad arrivare i poster con le prime foto per lanciare la nuova moda.

Cronista Africa ExPress
twitter @africexp

www.africa-ExPress.info

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