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“Gorgeous” George Wagner, la prima gimmick della storia del wrestling

Bene, oggi ho il piacere e l’onore di presentarvi un nuovo amico. Qualcuno avrà notato negli ultimi articoli i nostri ringraziamenti a Birrachiara, per il contributo alla parte tecnica. E finalmente eccolo qua: fan di wrestling e di sport marziali, un ragazzo promettente dallo stile di scrittura chiaro e preciso. Questo articolo è suo, e speriamo sia il primo di una lunga serie. Vi invitiamo seriamente a leggerlo perché attraverso le sue parole si riesce ad intravedere anche una personalità notevole, colta e brillante. Vai, Birrachiara: a te la parola!

Spesso quando si parla tra fans, si dice “Eh, ma (nome wrestler) ha una gimmick da…”. Ma a chi dobbiamo l’uso di questo termine,  “GIMMICK”? Con “gimmick”, attualmente si intende tutto quell’ insieme di comportamenti, catchphrase, look, theme song e mosse che delineano la personalità che un atleta porta sul ring.

Gorgeous George, l'inventore della gimmick
Nella foto, in alto: Gorgeous George, l’inventore della gimmick

Il merito di aver inventato dal nulla il concetto di GIMMICK lo dobbiamo a “Gorgeous” George Wagner, wrestler attivo nel territorio nordamericano tra gli anni ’30 e gli anni ’50. Il personaggio di George, come poi è rimasto nella memoria dei più esperti, fa capolino sulle scene nel 1932. George si rese conto del suo grande carisma e dell’impatto che questo aveva sul pubblico quando verso la fine degli anni ’30, sul ring, chiese la mano di colei che poi divenne davvero sua moglie. Una trovata che in realtà non aveva nulla a che vedere con la sua keyfabe: era la vita reale! Ma la scena ebbe così tanto successo agli occhi del pubblico che venne poi copiata e ripetuta più volte da altri atleti svariati anni dopo (vedi Macho Man con Miss Elizabeth e John Cena con Nikki Bella). George decise di vestire poi i panni di quello che ora si definisce HEEL: il cattivo, o quello da odiare. Movenze edonistiche esasperate, quasi effeminate, non potevano che far infuriare i tifosi di sesso maschile presenti nell’arena.

Gorgeous George con la moglie
Nelle foto, in alto: Gorgeous George con la moglie Betty Hanson.

George non poteva contare su un gran fisico (1.75 m d’altezza per 98 kg di peso), né su una tecnica sopraffina. Ma aveva carisma, e il look. Di fatto, l’arrogante amore narcisistico per il suo stesso aspetto fu la prima vera gimmick che il mondo del wrestling abbia mai conosciuto. Atteggiamenti effeminati, tecniche scorrette, esaltazione del proprio aspetto (ad esempio la necessità di potersi ammirare in uno specchio che un manager-addetto doveva sempre tenera a portata di mano a bordo ring, la pretesa che venisse srotolato un tappeto rosso al suo passaggio, l’ordine di spruzzare disinfettante ovunque avesse messo i piedi il suo avversario o lui stesso, e via dicendo). Soprattutto, fu il primo a usare una theme song: “Pomp And Circumstance” di Edwar Elgar. Quella stessa theme che ora invece riporta alla memoria l’immancabile interiezione “OOOH YEAH” del compianto Randy Savage. Con l’avvento della televisione e l’arrivo in onda dei programmi dedicati al Wrestling, il successo (e quindi il numero dei tifosi paganti nelle arene) di Gorgeous George aumentò a dismisura.

Nella foto, in alto: Gorgeous George fa il suo ingresso sul ring
Nella foto, in alto: Gorgeous George fa il suo ingresso sul ring

Durante la sua carriera affrontò mostri sacri come Lou Thesz, Bruno Sammartino (ricordiamo che ai tempi del loro scontro, Bruno fosse un debuttante mentre George al tramonto della carriera), “The Destroyer” Dick Beyer.

Ma ecco cosa dissero di lui alcuni colleghi e superstars del mondo dello spettacolo.

Secondo Lou Thesz, George aveva buone doti atletiche e tecniche ma era rovinato dal personaggio dell’heel cordardo e vanaglorioso.

Muhammad Ali (all’epoca noto come Cassius Clay) affermò che la presenza scenica di George Wagner fu per lui fonte di ispirazione .

James Brown affermò di aver copiato alcune pose dello stesso George per – cito testualmente – “creare il James Brown così come il mondo lo conosce”.

Bob Dylan confessò che fu George a incoraggiarlo a non mollare la musica e iniziare quella che poi sarebbe stata una carriera piena di successi.

George si ritirò soltanto a 47 anni, età ragguardevole per un wrestler. Verso fine carriera, con 250.000 dollari accumulati durante gli anni di attività sul ring rilevò dapprima a Beaumont (California) un ranch con un allevamento di tacchini, poi un ristorante, ma non fu fortunato: una volta ritiratosi si ritrovò indebitato fino al collo nel giro di poco. Oppresso dai problemi finanziari morì di infarto a soli 48 anni a Los Angeles, un solo anno dopo il ritiro, la sera della Vigilia di Natale del 1963. Ex campione mondiale AWA e NWA, George è presente in molte Hall Of Fame, tra cui quella della WWE,  in cui fu introdotto nel 2010.

Note biografiche: George Wagner nasce a Butte, Nebraska, il 24 marzo 1915. In tutto ebbe due mogli, un’amante (allora si usava questo brutto termine), due figli biologici e due adottati. La prima moglie fu Betty Hanson (1913 – 2011) dal 1939 al 1951, deceduta alla veneranda età di novantotto anni, da cui non ebbe figli. Nello stesso anno del divorzio sposò Cherie Dupré, (1927 – 2000) con cui rimase fino al 1962. Nel 1946 nasce Gorgeous George II da una relazione extraconiugale. Anni dopo, nel 1990, in UWF fece la sua comparsa Gorgeous George III di cui era prozio, meglio noto al pubblico americano come “The Maestro”(al secolo Robert Kellum, cm 185, 111 chili). Pianista nella vita reale, sul ring interpretava il personaggio di un musicista classico ispirato a Mozart.

                                                                                                                                                                                           Andrea Birrachiara

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