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Coronavirus. Ruandese ignora restrizioni, inghiottito da coccodrillo

Tutto il mondo è Paese. Anche in Africa molti sottovalutano il pericolo COVID-19 e ignorano le restrizioni imposte per sconfiggere il micidiale coronavirus. E così un ruandese, sprezzante del pericolo e delle norme governative, aveva deciso di andare a pesca al vicino fiume Nyabarongo, nel distretto di Kamonyi, nella Provincia del Sud del Ruanda. Invece di tornare a casa con un cesto colmo di pesci, ha riempito la pancia di un coccodrillo.

L’incidente mortale è stato confermato alla BBC dal sindaco del distretti di  Komonyi, Alice Kayitesi, questa mattina. Finora l’uomo non è ancora stato identificato. La Kayitesi ha precisato che la vittima del coccodrillo è tra le poche persone che non ha dato seguito alle raccomandazioni delle autorità di Kigali.

La polizia ruandese ha sparato contro due giovani, uccidendoli. I ragazzi, entrambi sulla ventina erano in giro senza giusta causa e, dopo essere stati fermati dagli agenti hanno cercato di aggredirli. Il fatto è stato confermato dal portavoce della polizia nazionale ruandese, John Bosco Kabera.

Paul Kagame after an interview con Massimo Alberizzi
Il presidente del Ruanda, Paul Kagame poco dopo un’intervista con il direttore di Africa ExPress, Massimo Alberizzi, qualche anno fa

Molti Stati del continente africano non solo hanno chiuso tutte le frontiere, ma hanno imposto severe restrizioni volte a arginare l’espandersi della pandemia. Tra questi il Ruanda. Paul Kagame è stato chiaro: Restate a casa, niente uscite inutili; scuole di ogni ordine e grado sono chiuse, vietati assembramenti e cerimonie religiose. Rimangono aperti solamente i servizi essenziali, inclusi farmacie, ospedali e supermercati. Finora nel Paese sono stati registrati 40 casi si COVID-19.

Africa ExPress
@africexp

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