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Cormano, 24 marzo 2018, non solo Bullfight!

E così anche questa volta siamo riuscite ad arrivare, dopo due ore di viaggio: bus, metrò e corriera. Erika Corvo non perde occasione per tirare fuori la sua vena cabarettistica. “Mi scusi, dove devo scendere, per viale Europa?” “Guardi, dovrebbe scendere dopo il primo ponte” risponde l’autista. “Il primo ponte è quello del XXV Aprile”, replica lei. “Ci vuole così tanto?” Il conducente sta al gioco e si scatena un dialogo surreale in cui si discute della possibilità della Erika di portarsi a casa un paletto metallico del bus.

nella foto, in alto: l'immensa struttura a nostra disposizione
Nella foto, in alto: l’immensa struttura a nostra disposizione.

Ma eccoci arrivate: viale Europa 11, un bellissimo complesso sportivo enorme, con parecchie tensostrutture ampie, ben riscaldate e illuminate. Non ci sono molte prenotazioni ma speriamo tuttavia in un pubblico numeroso. Siamo state molto bene accolte e ci hanno fatto trovare tavolino, sedie, e tutti ci chiedevano se avessimo bisogno di qualcosa. Oggi saremo in compagnia: dividiamo il tavolo con Alessandro Paleari, che scrive sul suo blog ed è il personaggio oscuro che a volte pubblica su “We, The Wrestling”. Manca il servizio catering ma, all’interno del complesso, poco distante c’è un bar che ha roba buona a prezzi accettabili. Massì, va bene! Il pubblico comincia ad affluire all’interno, e ci sono persone di tutte le età, dai bambini agli anziani.

Nella foto, in alto: l'elenco dei match
Nella foto, in alto: l’elenco dei match

Questo show è tutto italiano, e il fatto ci entusiasma per due motivi. Primo: che dimostra sia possibile mettere in piedi eventi di buona qualità anche senza stranieri. Il secondo è… collaborazione, una parola quasi sconosciuta all’interno del panorama italiano. Ci sono atleti in rappresentanza di ben SEI federazioni diverse che si alterneranno sul ring, stasera: la ICW di Mr. Excellent, Lodi. La FIW di Red Devil, Torino. Dojo Kazama di Kyo Kazama, Brianza. La KOX di Manuel Bottazzini, Mantova, FCW di Giacomo Giglio, Pero, e Bullfight di Simone Spada, Torino. E li troviamo tutti lì a montare il ring e a prepararsi senza che ci sia il minimo screzio, il minimo litigio… Oddio, questo è un sogno! Bellissimo!  Presenta, come doverosa ciliegina sulla torta, Fabio Tornaghi della Rising Sun Promotion come Garibaldi a capo dei Mille che unirono l’Italia.

Ecco che lo show inizia! Però se permettete, il primo match lo racconteremo per ultimo. Capirete dopo il perché di questa piccola stravaganza.

Nella foto, in alto: Sportivamente, Kyo rende onore all'avversario
Nella foto, in alto: Sportivamente, Kyo rende onore all’avversario sconfitto.

E dunque, match numero 2: Gianni Verga contro Kyo Kazama. Gianni arriva sparando coriandoli colorati e ha sui pantaloni dell’attire delle figure femminili che ricordano vagamente le Charlie’s Angel. Kyo si presenta come se fosse appena uscito dalla doccia, con un asciugamano attorno alla vita, e ci torna alla mente quella volta che fece il suo ingresso in ciabatte infradito e costume da bagno. Ma ce le avrà, le mutande, sotto l’asciugamano? Sì, ce le ha. Dorate con le paillettes, ma ce le ha. È accompagnato dalla bella Michela, sua attendente nonché compagna nella vita reale. Abbiamo sempre rimproverato a Kyo di fare sempre incontri a base di calci, ma stavolta ci dà soddisfazione e mostra ciò che davvero sa fare sfoderando un repertorio ampio e ciccioso. Ad esempio, applica al povero Verga una Romero Special e una hurricanrana, una slingshot, una mutah lock, uno spinning kick e un reverse STO, più altre simpatiche chicche. Tra un suplex e un moonsault, come si vendica, Verga? Acchiappando Kazama, portandolo giù dal ring e cercando di fargli baciare la Erika Corvo come massima punizione infernale e demoniaca, sbattendo insieme le loro zucche. Il risultato non può che risultare esilarante. Tornati su, Verga mette a segno parecchi colpi e i due avversari proseguono fino allo sfinimento. Dopo la parentesi di fighting spirit, Gianni zompa su Kazama con un bel moonsault e lo massacra con una death valley driver, ma niente da fare. Kyo torna a colpire e dopo una bellissima codebreaker, Verga cede ad una anaconda vise. Sportivamente, Kyo solleva il braccio dell’avversario. Bello, bravi! E dopo aver visto finalmente Kazama darci dentro e fare sul serio, tutti vivremo più felici. È stato interessante il tifo bellicoso di un bimbo di colore che per tutta la serata ha inneggiato allo sterminio. Lasciamo che i bimbi sfoghino la loro aggressività in modo sportivo a bordo ring o, quando sanno più grandi, sul ring. Spiegando loro che è solo qui che è permesso farlo e con le dovute regole e precauzioni, piuttosto che vederli crescere bullizzando i compagni nei corridoi delle scuole.

Nella foto, in alto: La codebreaker di Cage provoca a Charles la frattura del setto nasale
Nella foto, in alto: La codebreaker di Cage provoca a Charles la frattura del setto nasale

Oh, la serata delle sorprese! Ora c’è un tag team match: Aaron Cage e Grudge contro gli Spaghetti Strong Style, ovvero Big Charles e Daniel Romano. Naturalmente, Big Charles non è altri che il simpatico Carlino Forchini! Spesso lo nominiamo per il tifo che dirige sapientemente nei vari eventi laddove presenzi come pubblico, e anche perché viene ogni volta menato da Horus o da qualche altro atleta. Sedici anni per centonovantasette chili, allegrone e irriverente, questa volta possiamo cavarci la soddisfazione di vederlo combattere. Orca, è bravo! Molto molto agile nonostante la mole, diverte e convince. Il match inizia con una scorrettezza: Cage si avvicina a Romano dell’opposto tag team mostrandogli la custodia di un cd: i migliori match di Daniel Romano. Quando questi lo apre, c’è dentro qualcosa di bianco e polveroso, probabilmente farina o talco, e con una botta improvvisa da sotto fa volare tutto in aria accecando l’avversario. Un low blow mette Daniel fuori uso, e Big Charles si trova da solo a contrastare un attacco combinato di Cage e Grudge. Madò, quante sventole! No, non siamo noi che non stiamo a dirvi i nomi delle mosse, è che la faccenda degenera in una epica scazzottata da saloon. Tornati sul ring, la head scissor su Charles lascia a desiderare: invece di flippare fa la ruota, ma vedere uno che sfiora i duecento chili fare la ruota sulle mani, non è da poco. Flippare, lo sanno far tutti. La ruota, pochissimi. Potrebbe essere una bella mossa da personalizzare, come fa Gravity con le sue handspring.

Nella foto, in alto: anche un pollo va bene per suonarle all'avversario
Nella foto, in alto: anche un pollo va bene per suonarle all’avversario

Dopo di questo, precisiamo anche che molta gente pAlleggia ma poca gente pOlleggia: Romano tira fuori un pollo incellophanato da sotto il ring e lo tira sul muso di Cage. Ci torna alla mente anni fa quando Scandalo (TCW) prese l’avversario a POLLATE con un pollo di gomma di quelli tipo giocattoli per cani, e tutto il pubblico gridava “Pollalo! Pollalo!”. Bene, in due minuti abbiamo visto qualcosa di davvero innovativo! Esselunga Match! Poco dopo, Cage tira fuori una kendo stick e cominciano col suonare Charles, poi il bastone passa di mano in mano e se le suonano tutti. Che sia il momento delle puntine da disegno? No, Cage ce lo fa credere, ma in realtà il sacchetto che tira fuori è pieno di cereali da colazione. Lo rovescia sul ring, e Charles se li mangia. Ben rifocillato, trasforma un tentativo di superplex in una tower of doom. Fallito qualche tentativo di schienamento mentre tutti sono a terra, decide di tirar fuori l’artiglieria pesante e da sotto il ring appaiono quattro sedie. Una codebreaker di Cage gli procura una abbondante epistassi. (Non è una parolaccia, significa “perdita di sangue dal naso”.) Cage e Grudge improvvisano un tavolo posizionando un’asse disteso sulle quattro sedie, e indovinate chi ci spatasciano sopra? Il nostro povero Charles che sanguina come se al posto del naso avesse un rubinetto aperto, e l’arbitro batte il pin di tre. Per fortuna c’è sempre qualcuno che ha del ghiaccio a portata di mano e bastano pochi minuti a ridurre l’emorragia. Dai, Carlino, sei stato bravissimo! Certo, è agli esordi e ha tante cose da imparare, perfezionare, rifinire e modificare, ma promette bene e ha gestito bene l’infortunio! Sapremo solo oggi che in effetti c’è frattura del setto nasale destro. Auguri di buona guarigione, Carlino, get well soon!

Nella foto, in alto: Charles viene schiantato sulla tavola
Nella foto, in alto: Charles viene schiantato sulla tavola

A questo punto c’è una piccola pausa e ne approfittiamo per andare fuori a fumare, controllare il povero naso di Carlino e scambiare due chiacchiere con gli atleti.

Nella foto, in alto: le frange fru fru delle mutande di Bottazzini
Nella foto, in alto: le frange fru fru delle mutande di Bottazzini. Non si notano molto ma ci sono!

Si riprende con un match tra maestri: Bottazzini vs Mr Excellent. Il Botta ha una entry molto bella, ricorda He Man in modo impressionante. Mr Excellent non ha bisogno di niente per essere Mr Excellent. Egli È e basta. Due grandi per l’Italia. Ma la nostra vena irriverente ha il sopravvento, e durante tutto questo chain, con tutto questo torcere e ritorcere le membra, ci tornano alla mente certi aeroplanini con propulsione ad elastico ritorto che usavamo da piccoli e ci immaginiamo che appena uno molli il braccio dell’avversario, questi voli via.

Nella foto, in alto: aeroplanino con propulsione ad elastico ritorto
Nella foto, in alto: aeroplanino con propulsione ad elastico ritorto

Unico appunto su Bottazzini: ma con tutto questo machismo esibito, perché ha le mutande con le frange fru fru? Ora sapete bene che preferiamo match acrobatici, veloci e dinamici, ma questo non ci impedisce di gustarci i due maestri in azione. Notevole la octopus hold di Mr Excellent e poco dopo la spaccagamba mentre Bottazzini è all’angolo. (Domanda da un milione di dollari: perché se chiamiamo quella mossa “spaccagamba” sembra che non capiamo una cippa di wrestling e se appena la traduciamo in inglese “leg breaker” che è la stessa cosa, allora sì che quello è il nome di una mossa?) A questo punto il nostro Eccellente va avanti per cinque minuti buoni ad accanirsi sulla sola gamba sinistra dimenticandosi che l’avversario è il Botta tutto intero. Infatti, tutto il Bottazzini esclusa la gamba acciaccata, si dà da fare e rifila all’Eccellente una spinebuster mica da ridere. Un minuto dopo si inventa dal nulla una samoan drop e chiude l’incontro con una vittoria.

Nella foto, in alto: gli Urban Guerrilla, Callaghan e Riot
Nella foto, in alto: gli Urban Guerrilla, Callaghan e Riot

Arrviamo al quinto match della serata, un tag team match: gli Headhunters (Entertrainer e Kronos) contro gli Urban Guerrilla (Callaghan e Riot) Oh, ma che bello, altra innovazione fondamentale: perché menare sempre l’avversario, quando puoi menare l’arbitro? Il povero Andrea Cesana che dirige l’incontro ne prende un fracco e una sporta, e meno male che il ring si trova al piano terra, altrimenti l’avrebbero ridotto ad uno straccetto. I due team sono di quelli tosti, acrobatici e dinamici come piace a noi. Partenza a tutta birra in un dentro e fuori, sopra e sotto totale. Dopo tre ore che si menano arriva la campana di inizio match. Si vede che l’ora legale è arrivata in anticipo… Riot cerca di strozzare Entertrainer, poi gli rifila un back breaker e una double stomp, il Cacciatore di Teste replica con due elbow drop. Se non avevamo visto usare fior di calcioni da Kazama, eccoli qua ad uso e consumo dei Guerrilla. Avalanche e frittatine varie si sprecano. I guerrilla attaccano con una bella bella combo, poi se la prendo di nuovo tutti con l’arbitro che, messo ko, non vede lo schienamento subìto da Kronos. Guai a far incazzare uno della sua stazza! Riot e Callaghan cercano di far di lui frittatina tirandogli un bidone in testa ma il Titano si sposta e i due avversari si schiantano tra loro stessi. A questo punto, per il gigante milanese è uno scherzo schienare Riot. Bello, gustoso, divertente, e pare che non finisca qui, dato che dopo il suono della campana sono tornati Cage e Grudge a muso duro a far sapere agli Headhunters che la cintura la vogliono loro!

Nella foto, in alto: e chi non vorrebbe battersi con lui?
Nella foto, in alto: e chi non vorrebbe battersi con lui?

Sesto match, laddove Mirko Mori avrebbe dovuto battersi contro Akira. Ma Akira è ancora con la caviglia steccata, ne avrà ancora per qualche settimana. Risuona la sua entry music ma ovviamente lui non si presenta. Mirko è furibondo: l’hanno chiamato? Bene, allora che gli diano un avversario contro cui combattere, e che sia un avversario altrettanto valido di Akira! Presto fatto! Risuona una entry sconosciuta, e tra le risate generali fa il suo ingresso in sala un coso mascherato alto circa come Grande Puffo e con un fisico dotato di panza alla zuava e seno flaccido passibile di multa per atti osceni in luogo pubblico: Panceros. Le risate qui non hanno fine. Il povero Panceros viene malmenato in tutti i modi e in tutte le salse, goffo e impacciato da non essere in grado di fare danno o anche solo di reagire. Avete presente quando si pesca un polpo, che per ucciderlo velocemente bisogna acchiapparlo per i tentacoli e sbatacchiarlo più volte con la testa sulle rocce? Bene, conieremo apposta il termine “Polpo Move” ad indicare questo tipo di massacro.

Nella foto, in alto: Polpo move!
Nella foto, in alto: Polpo Move!

Volendo infierire in modo sadico, Mirko non si limita a suonarlo come una campana: ogni volta che il poveretto cade, è lui a rialzarlo apposta perché l’arbitro non gli conti il pin e potergliene dare ancora. Match giusto in tema, essendo la settimana di Pasqua, che esprima il vero significato della “passione di un povero Cristo”. Non potendo inscenare una crocifissione sul ring, ci siamo dovuti accontentare di una jumping piledriver che sancisse la sconfitta del simpaticissimo, povero Panceros. Ma pare che non finisca qui, perché non appena Akira sarà tornato in forma, allora sì che si affronteranno, e con Silas come arbitro speciale… Mi sa che non ce lo dobbiamo perdere!

Nella foto, in alto: il bellissimo Nemesi
Nella foto, in alto: il bellissimo Nemesi

E veniamo al main event: Nick Lenders contro Nemesi. L’incontro è a stipula speciale. I due atleti andranno avanti per trenta minuti e vincerà colui che in questo lasso di tempo avrà schienato l’avversario più volte. Non so se avete un’idea di cosa voglia dire, del fiato e della resistenza che ci vogliano per stare sul ring mezz’ora intera a suonarle e farsi suonare. Non staremo a fare la lista delle mosse, capirete anche voi che data la tempistica del match verrebbe fuori un elenco più lungo delle Pagine Gialle! E allora, riassumendo: ha vinto Lenders per quattro schienamenti a tre dopo una candian destroyer fatale al Mezzo Demone. I due hanno dato il meglio di sé verso la fine dopo un inizio in sordina. Lenders è stato spesso scorretto mordendo le dita di Nemesi. Le mosse stupende sono state tantissime, una più bella dell’altra. Non dimentichiamoci che questi due sono due grandi veterani del ring! Giusto per dirvene qualcuna, crippler crossface, headscissor, swanton, frog splash, cutter, sitting powerbomb, package piledriver, pedigree, superkick, canadian destroyer… E che volete, di più? Da notare: è risaputo che la canadian sia tra le mosse più pericolose di questo sport, eppure solo in questo mese l’abbiamo vista eseguire alla perfezione parecchie volte. Che gli americani non siano poi così irraggiungibili?

Nella foto, in alto: il giovane Dylan Rose
Nella foto, in alto: il giovane Dylan Rose

E adesso torniamo al primo match, Phoenix contro Dylan Rose. Un match davvero bruttarello senza zucchero e senza sale. Lento, moscio, mosse eseguite male…Sapete che non è nostra consuetudine parlare male di nessuno, in quanto c’è già troppa gente che parla male del wrestling e non è il caso che ci si metta anche noi. E c’è sempre qualcosa di buono che si possa dire su qualsiasi cosa. Ma questo match, a nostro avviso è stato una cosa a parte ed è assolutamente obbligatorio parlarne bene anche se probabilmente è stato uno degli incontri più brutti che abbiamo mai visto. Allora cominciamo col dire che i due atleti si sono conosciuti un’ora prima del match e non hanno avuto tempo di provare nulla, di capirsi e di capire. Arrivano da scuole diverse e sanno fare cose diverse. Quello che sanno fare tutti e due, lo fanno in modo diverso. Se non bastasse, con un avversario praticamente sconosciuto, ci dicono che Phoenix sia andato in confusione e si sia dimenticato quello che doveva fare. E come la gestisci, ‘sta cosa? Peggio che costruire un mobile dell’IKEA senza il foglietto delle istruzioni! Però… però… dicevamo all’inizio che stasera c’erano sul ring atleti di sei, dico sei federazioni diverse dove già da soli, talvolta si litiga. Che cosa pretendevate, con questi presupposti? E invece è andato tutto bene. E cosa volete che sia, un match venuto male, paragonato a tutto quello che è venuto bene? Sono andati avanti fino alla campanella finale. Non hanno litigato. Non sono volati insulti nel backstage. Si sono scusati e tutto è finito lì. Collaboreranno ancora. Si sono abbracciati e stretti la mano. Forse qualcosa sta cambiando davvero, nel mondo del wrestling italiano, e questo show ha dimostrato che si possa davvero fare qualcosa insieme, nel bene e nel male. Se c’è rispetto e volontà di collaborare, ci vorrà poco perché di match brutti non ce ne siano più. Per tutti questi motivi, probabilmente, questo è stato il match migliore della serata. Ci ha insegnato qualcosa. Complimenti, ragazzi. Siamo orgogliosi di voi.

Nella foto, in alto: anche Erika si dà da fare!
Nella foto, in alto: anche Erika si dà da fare!

Terminato il tutto, ecco che nuovamente scatta la collaborazione e tutti si danno da fare a smontare, a metter via sedie, panche e tavoli, a raccogliere i coriandoli di Gianni Verga e lasciare tutto in ordine. Finiamo che sono le due del mattino, e tutti hanno una fame boia. E allora tutti in pizzeria, prima di tornare a casa a dormire… sì, ma mica tutti! Perché per qualcuno non è ancora finita, c’è da accompagnare all’aeroporto chi arriva da lontano, e se hanno il volo tra qualche ora, non vale nemmeno la pena di andare a dormire. Cosa non si fa, per questo sport!

Nella foto, in alto: Tutti in pizzeria!
Nella foto, in alto: Tutti in pizzeria!

Stay tuned, che di eventi da raccontare ne avremo sempre tanti!

Grazie a Birrachiara per la consulenza tecnica

                                                                                                                                              Erika Corvo

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