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Conoscere Milano. I Navigli

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Nella foto, in alto: la Darsena

Milano ha una caratteristica particolare rispetto alle altre città italiane. Ha i Navigli. Canali artificiali disposti ad anello intorno alla città. Come una piccola Venezia. Milano dal Medioevo in poi non possedeva solo un Naviglio. Bensì quattro. Sono il Naviglio Grande, costruito tra il 1179 e il 1257, che termina nella Darsena di Porta Ticinese. La Martesana (1457-1462). Il Naviglio di Pavia detto “Pavese” (1805-1819), occupando gran parte del suolo milanese. Con il passare dei secoli la nascita delle ferrovie e dell’automobile la città cambia volto. C’è bisogno di strade, e infrastrutture che nel 1884 nel Piano Regolatore Generale detto “piano Beruto”, si pensa alla copertura di una parte dei Navigli presenti nell’attuale centro storico di Milano, Perdendo così la sua caratteristica. Essere città d’acqua. Storicamente, a differenza d’oggi, i Navigli furono realizzati per scopi pratici, difensivo di navigazione e d’irrigazione. Difatti il marmo di Candoglia, che serviva per la costruzione del Duomo di Milano, fu fatto arrivare attraverso i Navigli. Per lo sviluppo fluviale dei Navigli per la navigazione in città intervenne anche Leonardo da Vinci. Prima con Ludovico il Moro circa nel 1482, poi sotto il re di Francia nel 1507. I suoi progetti li possiamo trovare nel Codice Atlantico che si trova nel chiosco della chiesa di Santa Maria delle Grazie e, più  precisamente, nella sacrestia del Bramante. In occasione dell’EXPO troviamo una parte del Codice anche nella Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana. Aperta al pubblico per l’occasione. Il Codice Atlantico è una raccolta di disegni e scritti di Leonardo da Vinci ed è conservato sin dal 1637 presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano.

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Nella foto, in alto: la Biblioteca Ambrosiana

Oggi, si visitano i Navigli come una splendida opera d’arte in contrasto al grigio dell’asfalto e zona di relax per il cittadino milanese, per uscire dalla frenesia del traffico cittadino. Zona affascinante romantica e suggestiva. Potete arrivare a Porta Genova e camminare costeggiando i Navigli. Se si va verso la Darsena fino ad arrivare a Porta Ticinese  potrete fare una sosta e ammirate la chiesa di Sant’Eustorgio, in stile romanico.

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Nella foto, in alto: la Chiesa di Sant’Eustorgio

Una delle tante chiese importanti per la storia di Milano. Se, invece, siete in bicicletta potete percorre il Naviglio Grande, verso l’Alzaia Naviglio, nel tratto che parte da porta Genova fino ad arrivare a Vigevano e Pavia. Nel procedere incontrerete degli angoli molto romantici che hanno ispirato molti artisti e pittori. Vi imbatterete in una chiesetta molto antica. La chiesa di San Cristoforo sul Naviglio, in stile gotico, con il suggestivo ponticello che la tradizione vuole che gli innamorati debbano darsi un bacio su quel ponte per suggellare il loro amore. Anche il Naviglio Martesana, che si trova nella periferia di Milano, zona di Melchiorre Gioia, ha una pista ciclabile che arriva fino al fiume Adda.

Stefania Monciardini 

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