
MILANO . La medicina estetica deve scrollarsi di dosso le logiche puramente commerciali e la viralità da social network per rimettere al centro l’evidenza scientifica, l’anatomia e, soprattutto, la sicurezza del paziente. È questo il messaggio forte e chiaro lanciato dal professor Maurizio Cavallini, specialista in Chirurgia Plastica e Presidente di Agorà, durante il 28° Congresso Internazionale di Medicina Estetica svoltosi a Milano all’Allianz MiCo . Con il claim emblematico scelto per l’edizione di quest’anno, “Evidence Shapes Aesthetics” (“L’evidenza modella l’estetica”), Cavallini ha voluto tracciare una linea di demarcazione netta tra la pratica medica rigorosa e i trend passeggeri del web. Il trattamento estetico è un atto medico. Nel suo atteso intervento, coinciso con il debutto della prima Giornata nazionale per la sicurezza delle cure in medicina estetica, il professor Cavallini ha ricordato fermamente che ogni intervento sul corpo o sul viso del paziente non può e non deve essere banalizzato. Cavallini ha, infatti, sottolineato che la medicina estetica richiede rigorosa competenza anatomica, un’accurata anamnesi e ambienti idonei, ribadendo che la salute del paziente viene prima di qualsiasi logica commerciale.

Nella foto, in alto: il noto professor Maurizio Cavallini
Oltre le “tecniche virali”: l’importanza dei dati. Il Presidente di Agorà ha messo in guardia contro le mode lanciate dai social network, ricordando che la validità clinica non dipende dalla risonanza mediatica.
- Il focus clinico: L’importanza di agire su dati solidi e appropriatezza terapeutica.
- La medicina rigenerativa: Riconoscendo il valore di trattamenti come PRP ed esosomi, Cavallini ha evidenziato la necessità di superare l’eterogeneità metodologica puntando a standard scientifici condivisi.
Il Congresso Agorà 2026 ribadisce infine che la bellezza non prescinde dalla salute, affidando ai medici il compito di tutelare i cittadini dalle derive commerciali.
Carla Rossi

