
Il talento e le medaglie non bastano più a mettere al riparo dalle critiche. Lo sa bene Manila Esposito, la ginnasta azzurra ventenne finita nel mirino dei social durante gli Europei di Zagabria. Mentre era impegnata a gareggiare ai massimi livelli, c’è chi ha preferito vestire i panni del nutrizionista da tastiera, definendola “in carne” o fuori forma. È la triste conferma di quanto il bodyshaming sia radicato. Il corpo di Manila non è un manichino da vetrina: è un corpo forte, muscoloso, scolpito da anni di sacrifici e allenamenti durissimi. È la macchina perfetta che le permette di volare in pedana e vincere per l’Italia. Eppure, facciamo ancora fatica ad accettare la fisicità reale di un’atleta, ostaggi di modelli estetici rigidi e superati.

Nella foto, in alto: la grande Manila Esposito
La cosa più bella è stata la reazione di Manila: zero polemiche, solo la scelta di mostrare quei commenti per denunciare l’assurdità della situazione. La verità è che dovremmo smetterla di misurare il valore delle donne con il metro della bilancia. Quando abbiamo smesso di applaudire la bellezza di un corpo in salute che fa grandi cose? È ora di fare il tifo per il talento, lasciando perdere i difetti che solo gli invidiosi vedono.
Eradis Josende Oberto

