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La Regione Lombardia lascia nei guai i dializzati

 

 

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Forti disservizi per i malati di reni costretti a ore e ore di attesa nelle strade. Aned scende in piazza contro la mal gestione dei trasporti  Aned e i pazienti dializzati, venerdì 30 giugno alle 10.30, si muoveranno verso la piazza Città di Lombardia (sede degli uffici regionali), per far valere le loro ragioni contro l’inaccettabile situazione in cui versa il sistema dei trasporti da e per i centri dialisi lombardi. Le altre ceriche dell’Associazione chiedono un intervento imminente da parte dell’Assessore al Welfare. Nonché da parte degli altri responsabili per risolvere il problema che coinvolge 7.600 malati in tutta la Lombardia. La delibera di Giunta X/4702 del 29 dicembre 2015 paradossalmente ha peggiorato la situazione, perché molti associazione anche di volentariato non ritengono equa la renumerazione del servizio e quindi si sono ritirate.

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Nella foto, in alto: due pazienti in dialisi

Il prossimo venerdì, i vertici dell’Associazione e i pazienti emodializzati manifesteranno, difatti, sotto la Sede della Regione per ribadire l’inefficienza del sistema dei trasporti da e per i centri di cura. “La situazione è critica da parecchio.  Il 13 ottobre del 2015 il sistema dei trasporti per i dializzati è stato travolto dallo scandalo appalti che ha coinvolto l’ex assessore Mario Mantovani. La delibera regionale vigente si è rivelata addirittura peggiorativa”, dichiara il presidente di Aned Giuseppe Vanacore, che prosegue “la normativa che doveva razionalizzare i costi e controllare le prestazioni delle società e associazioni appaltanti, è diventata, invece, fonte quotidiana di abnormi disservizi: dilatazione dei tempi di attesa e scarsa professionalità. Viste le mancate risposte, siamo costretti a procedere con azioni concrete per assicurare ai nostri associati il corretto esercizio di un diritto fondamentale”, conclude il presidente. La gravità della situazione acuisce dal momento che il trasporto dei dializzati è un LEA (Livello essenziale di assistenza), sancito e riconosciuto dal Sistema Sanitario Nazionale.

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Inoltre, i 7.600 malati che si contano in Lombardia sono per la maggior parte anziani che versano in condizioni precarie di salute; questi disservizi – e in particolare le lunghe attese – comportano un’ulteriore sofferenza in persone già duramente provate dalla malattia, indebolite e stanche dopo la dialisi, che è una terapia salva vita. Le criticità, dopo la promulgazione delle nuove regole, sono ampiamente superiori alla soglia fisiologica e rischiano di peggiorare a fronte della scadenza di nuove convenzioni. Aned chiede l’intervento immediato da parte dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera, e di tutte le istituzione coinvolte. Mariella Scagliusi per il Comitato Aned Lombardia ricorda l’appuntamento di venerdì e aggiunge: “Invitiamo soci, pazienti e familiari di tutti i centri lombardi a diffondere questo annuncio e invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare al presidio per sollecitare gli interlocutori regionali. Non possiamo accettare che la regione Lombardia, che vanta di avere uno dei sistemi sanitari più efficienti d’Italia, non garantisca il diritto al trasporto dei malati “.

Giovanna Lombardo

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