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Si può decidere quando e dove morire?

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Nella foto, in alto: DJ Fabo prima

E’ di questi giorni la notizia che il noto dj Fabo è arrivato in Svizzera per morire.  Si è fatto accompagnare da Marco Cappato , noto esponente dei radicali, e nella sua piattaforma Twitter , Fabo  posta un video in cui enuncia “ Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato  e lo ringrazio fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille “ aggiunge. “ grazie a te Fabo “ è la risposta del Cappato sulla propria pagina Twitter. Ma facciamo un po’ di chiarezza. Fabiano Antoniani, 39 anni di Milano, noto come Dj Fabo, è diventato cieco e tetraplegico in seguito ad un grave incidente stradale.  Fabo ha chiesto al presidente della repubblica Mattarella di poter avere accesso alla morte assistita.  In questi giorni il parlamento sta vagliando la legge sul bio testamento. Attualmente nel nostro paese non è  possibile in nessun caso procedere legalmente ad avviare pratiche e contesti di morte.  Non è legale neppure se la richiesta di ” convolare a giusta morte ”  viene espressa con la piena facoltà di intendere e di volere.  In Italia, oggi, non è legale sottoscrivere un proprio testamento dichiarando presso un funzionario di legge le proprie volontà in merito alla fine della propria  vita. Nessuno, per lo stato italiano, può disporre dei tempi in cui emanare l’ultimo respiro. Marco Cappato ha scritto, sempre nei suoi profili social, che lo stato ha perso. Sempre Coppato definisce come una condanna l’ “ esilio della morte “ribadendo che nessuno stato civile ha il diritto di emanare leggi che ledono la piena libertà della persona.  “Il compito dello stato “ continua Cappato “è assistere i cittadini, non costringerli a rifugiarsi in situazioni illegali“. Fabiano è morto in svizzera alle 11.40 del 27 febbraio 2017.  La Svizzera è il paese più vicino al nostro dove l’eutanasia non si applica senza logica ma richiede l’approvazione di una equipe di medici che ne deve constatare la finalità positiva. Tanti i dibattiti creati da  questa delicata questione etica. Tanti i pro. Tanti i contro. Sono stato molto colpito dai dati emersi in questi giorni riguardo le richieste in Svizzera per “morire dolcemente“. Fonti ufficiali riportano che dal 2015 ad oggi sono 117 le persone che hanno fatto domanda di morte assistita. Molte di queste, dopo aver ottenuto il nulla osta dei medici, hanno deciso di rientrare in Italia. Avuta la certezza che si poteva fare, hanno valutato l’idea di pensarci ancora per un po’.Come persona con delle emozioni pulsanti e vive,  mi trovo in seria difficoltà a schierarmi da una parte o dall’altra della barricata. Favorevole o contrario alla morte come diritto ?  A livello legale si dovrebbe parlare di diritti.  Marco Cappato ha espressamente dichiarato che , rientrato in Italia, andrà a costituirsi alle autorità che gli contestano il reato “di  istigazione al suicidio “. Roberto Saviano si schiera dalla parte del Cappato e definisce Fabiano “ un Cristo “. Saviano  scrive un lungo post nel suo profilo facebook dove chiede scusa a Fabiano per questa religiosità vuota che non lo ha riconosciuto come il Cristo che avevano di fronte. “non esiste“ aggiunge Saviano “giustificazione e urgenza possibile per la mancanza di empatia, di attenzione e di umanità del Parlamento e del Paese in cui ti è toccato in sorte di nascere e dal quale sei stato costretto ad auto esiliarti per morire“  Sono parole forti quelle che escono dalla bocca di Roberto.non posso non fare emergere nella mia testa una parola chiave del pensiero del Saviano. Un concetto  che , a suo modo legittima e avvalla il tutto. Una parola che lo rende credibile. Mi riferisco alla  parola “ sorte “.  La “ sorte “ è  “  Fatalità “,  “ Casualità “. E’ la non logicità del perché la vita porta a scenari diversi, a strade non programmate. La vita è soggetta al fato ? La vita è casuale o ha in se’ uno scopo? Questo il vero nocciolo della questione. Questo ci vuole testimoniare Fabiano. Siete d’accordo con lui? Il cardinale Bagnasco scrive che Dio non sbaglia mai. Che Tutto ha un senso e che l’Amore non rinnega se stesso nemmeno quando siamo nella prova. Cristo ci insegna che la sofferenza può meritarci la salvezza: “Beati coloro che soffrono a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5, 10) Santa Faustina, suora e mistica polacca, ribadisce il concetto biblico e scrive nel suo diario che la sofferenza racchiude in se  un progetto d’Amore e di purificazione elevatissimo per un’anima.  Che il dolore, nell’ottica di una volontà di Dio di donarci la vita oltre la vita , è un’elevata testimonianza del suo Amore. Quell’ Amore  che ci vuole puri al suo cospetto.

Thomas Tolin

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