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Wilding. Le donne prime vittime della violenza

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Un corso di difesa personale per tutti. Le donne, infatti, hanno un rapporto “difficile” con l’autodifesa. Sono le prime vittime della violenza. Si potrebbe dire che il concetto di difesa personale femminile è nuovo. La violenza sulle donne non è certo una novità dell’ultima ora, ma l’idea di poter reagire, quella sì che è più recente. Le donne, infatti, hanno un rapporto “difficile” con l’autodifesa. Per molte persone, in genere uomini, frequentare un corso di difesa personale è una velleità dettata dal desiderio di apparire più forti e non una reale necessità. Ma per le donne, nella quasi totalità dei casi, non è così. Se una donna decide di frequentare un corso di difesa personale non è mai per una forma di velleità, ma per un bisogno reale di maggiore sicurezza. Per loro frequentare un corso di difesa personale è un bisogno dettato da una paura reale. Come già più volte ribadito, le donne sono davvero le prime vittime della violenza. Questo accade perché sono più deboli degli uomini e hanno avuto nella loro infanzia (imprinting) un’educazione repressiva, dove l’uomo è la forza e la donna il contrario. Sono pure, in genere, culturalmente e psicologicamente meno portate a reagire con decisione alle aggressioni, verbali o fisiche che siano. Per questo diventano facili vittime, attirano l’attenzione degli spregevoli individui che proprio in ragione di questa debolezza si sentono sicuri nell’aggressione.

                                                                                                                                                                                                             Giuliano Regiroli

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