
Nella foto, in alto: i Carabinieri intervenuti
Nessun ordigno è esploso ieri a Milano: la minaccia si è rivelata un gigantesco falso allarme, ma la paura ha paralizzato ben sei centri commerciali tra la metropoli e l’hinterland, costretti a evacuazioni immediate nel pomeriggio di mercoledì 5 agosto 2026. Il caos è scattato intorno alle ore 16:00. Le direzioni delle strutture hanno ricevuto una e-mail identica, scritta con toni confusi e deliranti. Il testo conteneva la minaccia esplicita di aver piazzato bombe per fare «molte vittime», unita alla bizzarra richiesta del mittente anonimo di parlare con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’allarme ha costretto le forze dell’ordine e la sicurezza interna dei complessi commerciali a far evacuare migliaia di dipendenti e clienti in un pomeriggio afoso. I centri colpiti dal blocco coordinato sono stati lo Scalo Milano Outlet & More a Locate di Triulzi, il Fiordaliso a Rozzano, Le Cupole a San Giuliano Milanese, il Centro Commerciale Bonola nel quartiere Gallaratese di Milano, il Carosello a Carugate e l’Acquario a Vignate.

I Carabinieri e la Polizia di Stato, supportati dai nuclei cinofili e dagli artificieri, hanno immediatamente cinturato i rispettivi complessi. Le procedure d’emergenza si sono svolte senza scene di panico ingovernabile, ma l’incertezza tra la folla radunata nei parcheggi è rimasta altissima per ore. Le ispezioni interne sono proseguite fino a tarda sera e, come confermato dagli esiti dei controlli delle autorità, la minaccia era priva di riscontri oggettivi. La Procura di Milano e gli esperti di reati informatici hanno avviato un’indagine per rintracciare il mittente dell’e-mail. Il tracciamento dell’indirizzo di posta elettronica e l’analisi dei server da cui è partito il messaggio coordinato sono ora al vaglio degli inquirenti per identificare l’autore del reato di procurato allarme. Nel frattempo, tutte le strutture colpite hanno progressivamente comunicato il ritorno alla normale e regolare attività.
EradisJosende Oberto

