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Novembre al cinema. Dai successi di Cannes, a magici regni e segreti sussurrati

Nella foto, in alto: la locandina del film Anora

C’è un momento preciso, all’inizio di novembre, in cui l’aria si fa più fredda e le luci delle sale cinematografiche iniziano a brillare di una luce diversa. Non è ancora Natale, ma l’odore di popcorn nell’aria promette già grandi storie. Il novembre del 2024 è rimasto impresso nella memoria degli appassionati come un mese di scommesse colossali, ritorni attesi per decenni e favole destinate a sbancare il botteghino. Se lo scorso autunno avevamo la sensazione che il cinema stesse cercando una nuova direzione, i titoli di quel mese hanno dimostrato che il grande schermo sa ancora ruggire.
Entriamo in sala e riavvolgiamo il nastro di quelle quattro settimane che hanno scosso il box office.
Il mese si è aperto sotto il segno del grande cinema d’autore e delle sorprese spiazzanti. Il 7 novembre ha fatto il suo esordio nelle sale italiane Anora, la pellicola di Sean Baker che ha conquistato la Palma d’Oro a Cannes. Chi si aspettava un dramma polveroso si è trovato davanti a una corsa folle, una commedia umana e drammatica che fotografa la vita di una giovane spogliarellista di Brooklyn. Baker ha confermato il suo talento unico nel dare voce agli ultimi, trasformando una storia di strada in un capolavoro pop.
Nello stesso weekend, per gli amanti del brivido puro, ha fatto capolino il sadico e violentissimo clown Art con Terrifier 3, dimostrando che l’horror indipendente ha ormai conquistato un posto fisso nelle abitudini del grande pubblico.
Il vero terremoto cinematografico si è scatenato a metà mese. Il 14 novembre il pubblico ha assistito a un evento atteso per ben ventiquattro anni. Ridley Scott ha riaperto i cancelli dell’arena più famosa della storia del cinema con Il Gladiatore II. Senza Russell Crowe, ma con il magnetismo emergente di Paul Mescal nei panni di Lucius e un monumentale Denzel Washington, il regista ottantaseienne ha dimostrato di saper ancora orchestrare battaglie navali dentro il Colosseo e intrighi di potere con la forza visiva di un tempo. Un’operazione nostalgia rischiosa, che ha però saputo conquistare i puristi del primo capitolo.
Ma la vera e propria sfida culturale — ribattezzata dai cinefili di tutto il mondo con l’ironico nome di “Glicked” — si è consumata il 21 novembre, quando è arrivato nelle sale Wicked.
L’adattamento cinematografico del celeberrimo musical di Broadway, diretto da Jon M. Chu, ha portato sul grande schermo le origini delle streghe di Oz. La pelle verde di Elphaba (interpretata da Cynthia Erivo) e la bionda popolarità di Glinda (Ariana Grande) hanno incantato le platee, creando un contrasto perfetto con la sabbia e il sangue del Colosseo di Scott. È stato il weekend delle sale piene, delle doppie proiezioni, della riscoperta del cinema come rito collettivo.
Nello stesso affollatissimo giovedì 21 novembre, l’Italia ha risposto con i suoi pesi massimi. Gabriele Salvatores ha commosso il pubblico con Napoli – New York, un viaggio transatlantico tratto da un soggetto inedito di Federico Fellini, guidato da un magistrale Pierfrancesco Favino. Contemporaneamente, Johnny Depp è tornato dietro la macchina da presa per dirigere Riccardo Scamarcio e Al Pacino in Modì – Tre giorni sulle ali della follia, un ritratto caotico e passionale del pittore Amedeo Modigliani nella Parigi del 1916.
Non è mancato lo spazio per il cinema solido e riflessivo. Il 14 novembre è stato il turno di Clint Eastwood con il suo Giurato numero 2. A 94 anni suonati, la leggenda di Hollywood ha firmato un legal thriller teso e morale, incentrato sul dilemma etico di un giurato (Nicholas Hoult) che si rende conto di essere la causa stessa del delitto su cui è chiamato a esprimersi.
Il mese si è chiuso traghettando le famiglie verso l’inverno con il debutto, il 27 novembre, di Oceania 2. La Disney ha fatto centro ancora una volta, rimettendo in mare Vaiana e il semidio Maui per una nuova avventura polinesiana che ha dominato i botteghini della settimana del Ringraziamento.
Per chi cercava emozioni più intime, il 28 novembre ha regalato la straordinaria interpretazione di Cillian Murphy in Piccole cose come queste, un racconto delicato e potente sulle lavanderie Magdalene in Irlanda, e l’affascinante duello intellettuale tra Anthony Hopkins e Matthew Goode in Freud – L’ultima analisi, un ipotetico incontro alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale tra il padre della psicoanalisi e lo scrittore C.S. Lewis.
Novembre 2024 non è stato solo un mese di transizione. È stato il momento in cui Hollywood e il cinema europeo hanno risposto compatti alla crisi delle sale, dimostrando che se la storia è potente, il pubblico spegne lo smartphone, si siede al buio e continua a sognare.

Riccardo Motta

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