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Mondadori. Non sarà il Coronavirus a uccidere il Mio Papa

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Speciale per “Senza Bavaglio”
by Valerio Boni
Da Bergamo

Nei momenti del bisogno si scoprono i veri amici, ma anche gli sciacalli che approfittano della situazione. Perché maggiori sono le difficoltà, più grandi sono le possibilità di trarre profitto. Spiace dover tornare sull’argomento, ma la Mondadori non perde occasione per mostrare nuovi elementi del suo disegno, senza una strategia precisa, di liberarsi di testate e soprattutto di giornalisti.

L’arrivo della pandemia, a poche settimane dalla nascita di Mondadori Periodici e dal passaggio fisico delle testate condivise con La Verità, ha apparentemente frenato quelle che erano le azioni già programmate in questo 2020. La più significativa è attualmente quella che mira a dividere chi scrive e chi impagina. Una soluzione non nuova in assoluto, che era già stata parzialmente applicata in occasione di un primo contratto di solidarietà di una società consociata nell’ormai lontano 2009. In quel caso furono identificati quattro esuberi, numero che casualmente coincideva con quello dei grafici, scorporati dall’organico e rientrati in carico alla capogruppo e rimpiazzati da un service amico di amici, che garantiva allo stesso tempo risparmi alla redazione e altri vantaggi non meglio specificati, ma certi.

Oggi non ci sono più i termini per una strategia di questo genere, ma i tagli sono sempre possibili. A grandi linee il concetto è questo: “perché pagare come giornalisti persone che si limitano a sostituire delle foto all’interno di impaginati che nella maggior parte dei casi sono preconfezionati nel progetto editoriale e si ripetono a ogni numero?” Degradando chi impagina da giornalista a grafico editoriale, con cambio di contratto, si otterrebbe un nuovo taglio delle spese, poiché i livelli retributivi e contributivi sono su livelli differenti. Quindi prima dell’emergenza a Segrate si stava lavorando su questo progetto. Ma non solo.

Ci sono sempre i rami secchi da tagliare, quelli che non rendono anche se realizzati con microredazioni, che non hanno potuto rientrare nel piano di conferimento alla newco Stile Italia. Sulla rampa di lancio ci sono Spy, un settimanale di gossip che si inserisce in un segmento superaffollato senza avere elementi di richiamo particolari, e Il Mio Papa, il periodico dedicato al pontefice le cui vendite si sono rapidamente sgonfiate dopo il successo al momento del lancio.

Se nessuno se li prende, nemmeno gratuitamente e con dote, non resta che la chiusura e il problema di che cosa fare dei (pochi) giornalisti che li realizzano. Il coronavirus, ma più precisamente il decreto Cura Italia del 17 marzo pone dei paletti alla creatività dei manager Mondadori, garantendo ai dipendenti una protezione almeno fino al 17 maggio, quando scadrà la moratoria sulle procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Poi si vedrà.

Meglio comunque cancellare da subito ogni pensiero positivo, perché se non ci sono dichiarazioni ufficiali non mancano le ammissioni esplicite. Come quella che arriva da https://solidarietadigitale.agid.gov.it/, il sito governativo che contiene una lunga lista di servizi gratuiti messi a disposizione da numerose aziende per aiutare i cittadini a superare la lunga clausura. Ci sono corsi online, videoconferenze, aule didattiche virtuali per autoscuole, estensioni di validità di abbonamenti telefonici, oltre ad abbonamenti a giornali e riviste. Mondadori ha aderito (peraltro scegliendo un sistema piuttosto complesso di adesione) mettendo a disposizione 50.000 abbonamenti gratuiti per tre mesi ai magazine del Gruppo Mondadori, messi a disposizione per la lettura in formato digitale.

Le testate disponibili sono: CasaFacile, Chi, Donna Moderna, Focus, Focus Junior, Focus Storia, GialloZafferano, Grazia, Icon, Icon Design e Tv Sorrisi e Canzoni, praticamente tutto il bouquet disponibile oggi, ben più ridotto rispetto a quello del passato, anche recente. Nella lista non compaiono proprio Spy e Il Mio Papa, le riviste “sotto osservazione”, che sarebbe più corretto classificare come ormai avviate nel braccio della morte. Se non sono offerte per la lettura gratuita è lecito pensare che il motivo sia solo uno: non c’è nessuna certezza di poter rispettare un contratto trimestrale con i lettori.

Valerio Boni
valeboni2302@gmail.com

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