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Luci d’inverno sul grande schermo. Il nuovo anno dei cinema tra miti musicali, brividi gotici e passioni proibite

Nella foto, in alto: la locandina di Emilia Perez di Jacques Audiard

Il freddo di gennaio si combatte tradizionalmente nel buio confortevole delle sale cinematografiche, e l’inizio del 2025 non fa eccezione, regalando al pubblico un cartellone densissimo, sospeso tra il ritorno di miti intramontabili e l’audacia di visioni d’autore. È un mese che parla molte lingue, capace di oscillare tra la potenza biografica delle icone del Novecento e le sfumature più oscure del thriller e del melodramma.
Le prime luci dell’anno si accendono nel segno del mito musicale e dell’immaginario gotico. Con Maria, il regista Pablo Larraín chiude la sua ideale trilogia sulle grandi donne del passato portando sullo schermo gli ultimi, intimi giorni parigini di Maria Callas. Nei panni della Divina si muove una straordinaria Angelina Jolie, che restituisce al pubblico la fragilità dietro la leggenda. Quasi contemporaneamente, per chi cerca atmosfere diametralmente opposte, Robert Eggers squarcia lo schermo con il suo attesissimo Nosferatu. Questa nuova incursione nel cinema espressionista ridisegna l’orrore ancestrale del vampiro con immagini cupe e ipnotiche, promettendo di ridefinire il genere per le nuove generazioni. Ma il viaggio nelle vite straordinarie dei grandi della musica non si ferma qui: la seconda metà del mese vede infatti l’arrivo di A Complete Unknown, il biopic in cui James Mangold affida a Timothée Chalamet il compito monumentale di far rivivere il giovane Bob Dylan e la sua storica, discussa svolta elettrica nella New York degli anni Sessanta.
Accanto alle grandi storie d’oltreoceano, il cinema europeo e italiano risponde con una forza narrativa altrettanto magnetica. Jacques Audiard spiazza tutti con Emilia Pérez, un’opera audace e vibrante, a metà strada tra il musical e il noir, che segue la metamorfosi e il riscatto di un boss del narcotraffico messicano, illuminata dalle interpretazioni di Zoe Saldaña e Selena Gomez. L’Italia risponde invece con la firma inconfondibile di Roberto Andò e il suo L’abbaglio, una pellicola che unisce la ricostruzione storica a un cast eccezionale guidato da Toni Servillo e dall’irresistibile coppia formata da Ficarra e Picone, muovendosi con sottile intelligenza tra le pieghe della memoria e della commedia drammatica.
Le battute finali del mese scelgono infine di esplorare i territori della provocazione e dei legami sentimentali più complessi. A scuotere gli spettatori ci pensa Halina Reijn con Babygirl, un thriller erotico ad alta tensione che vede Nicole Kidman nei panni di una potente manager disposta a mettere a rischio la propria carriera e la stabilità familiare per una travolgente relazione con un giovane stagista. È una riflessione affilata sui desideri e sui giochi di potere contemporanei, che dialoga a distanza con Itaca – Il ritorno, in cui Uberto Pasolini spoglia il mito dell’Odissea da mostri e divinità per concentrarsi sul dramma umano e psicologico del ritorno a casa di Ulisse e Penelope, interpretati da Ralph Fiennes e Juliette Binoche. Si chiude così un gennaio ricco e sfaccettato, che ricorda al pubblico come il grande cinema sia, prima di tutto, un’esperienza da vivere insieme.

Riccardo Motta

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