
Nella foto, in alto: la medaglia del Premio Nobel
C’è un filo invisibile che unisce le grandi menti premiate a Stoccolma e Oslo nell’edizione 2025 dei Premi Nobel: la capacità di trovare ordine e speranza là dove regnano il caos, l’invisibile o la minaccia dell’oscurità. Dalla fisica microscopica applicata ai computer del domani, fino alle piazze di Caracas in cui si lotta per la libertà, i riconoscimenti di quest’anno celebrano la tenacia umana nel superare i limiti della conoscenza e dell’oppressione.
Nel centenario della nascita della fisica quantistica, il comitato di Stoccolma ha voluto premiare chi ha saputo traghettare questa disciplina dalle lavagne dei teorici alla realtà tangibile. Il Nobel per la Fisica 2025 è stato assegnato a John Clarke, Michel H. Devoret e John M. Martinis per la scoperta dell’effetto tunnel quantistico macroscopico in circuiti elettrici. I tre scienziati hanno dimostrato che le leggi bizzarre dell’infinitamente piccolo possono manifestarsi anche in sistemi abbastanza grandi da poter essere tenuti in mano, ponendo le basi hardware per la nascita dei moderni computer quantistici.
La materia si fa invece “architettura su misura” nel Nobel per la Chimica, andato a Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar M. Yaghi per lo sviluppo dei Metal-Organic Frameworks (MOF). Si tratta di strutture spugnose e cristalline rivoluzionarie, capaci di intrappolare i gas serra o addirittura di estrarre molecole d’acqua dall’aria dei deserti. Una scoperta che promette di ridefinire la nostra lotta contro la crisi climatica e la scarsità idrica.
Il Nobel per la Medicina ha premiato Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi, i pionieri che hanno identificato e compreso il ruolo dei linfociti T regolatori (Treg) e del gene FOXP3. Le loro scoperte sulla “tolleranza immunitaria periferica” spiegano i sofisticati meccanismi con cui il nostro corpo impedisce alle proprie difese di aggredire gli organi interni, sbloccando la strada a terapie rivoluzionarie contro le malattie autoimmuni e il cancro.
Per l’Economia, i riflettori si sono accesi su Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt. Gli studiosi sono stati premiati per aver decodificato i motori della crescita economica sostenuta, dimostrando come il progresso tecnologico e il concetto di “distruzione creativa” siano le vere leve per l’evoluzione delle società industriali moderne.
Da Oslo è arrivato il segnale politico e civile più potente dell’anno. Il Premio Nobel per la Pace 2025 è stato conferito a María Corina Machado, leader dell’opposizione democratica in Venezuela. Il comitato norvegese ha voluto premiare il suo straordinario coraggio civile e la determinazione nel tenere accesa la fiamma della democrazia in una nazione piegata dall’autoritarismo, unificando un popolo attorno alla richiesta di elezioni libere in una transizione pacifica e giusta.
Infine, il Nobel per la Letteratura ha celebrato la penna dello scrittore ungherese László Krasznahorkai. Nelle motivazioni dell’Accademia Svedese si legge l’omaggio a un’opera “visionaria e travolgente che, pur immersa in un terrore apocalittico, riafferma con forza il potere salvifico dell’arte”. La sua scrittura epica e grottesca ci ricorda che, anche quando il mondo sembra crollare, la parola resta l’ultimo baluardo della nostra umanità.
Riccardo Motta

