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Lina Cavalieri, la donna più bella della Belle Époque

La Belle Époque, a cavallo tra XIX e XX secolo, è un periodo storico che si distingue per il culto della bellezza: le belle arti, il bel canto, le belle donne, la bella vita… Una figura femminile riassume in sé tutti questi concetti ai più alti livelli: Lina Cavalieri, considerata nei primi del Novecento la donna più bella del mondo.

Nella foto, in alto: Lina Cavalieri

Chi era costei? Nata nel 1874, Lina, o meglio, Natalina Adelina Cavalieri, visse la sua infanzia a Roma. Il suo carattere forte le permise di far fronte alle  difficili condizioni economiche della famiglia e, fin da piccola, trovò sempre delle occupazioni per guadagnarsi da vivere. Prima vendendo violette per le strade della capitale, poi piegando  giornali presso la Tribuna. Fino a quando non iniziò a frequentare il Luna Park di piazza Guglielmo Pepe, dove ebbe l’occasione di prendere parte a qualche esibizione canora presso il “Baraccone delle Meraviglie”.

Da quel momento, Lina iniziò a prendere le prime lezioni di musica e questo le permise di avviarsi alla carriera di canzonettista. Fu così che iniziò a cantare alla “Torre di Belisario” e in altri tipici café-chantant della Belle Époque. Se le sue doti canore non erano eccellenti, la sua straordinaria bellezza non la faceva passare inosservata. Infatti, la notò Nino Cruciani, impresario che la scritturò immediatamente per il café-chantant di piazza Esedra. Fu l’inizio di una carriera di successo, che la vide esibirsi su palchi calcati da artisti di fama internazionale, come quello del Grande Orfeo o del Diocleziano, fino al celebre Salone Margherita. Da lì, debuttò a Napoli e poi a Parigi. Possiamo allora immaginarla ritratta in un quadro impressionista di Degas o di Toulouse-Lautrec, a esibirsi tra gli applausi e l’euforia del pubblico.

Il successo di Lina era in continua ascesa. Ormai celebrata come diva a livello internazionale, si esibì nei teatri di tutta Europa: dall’Empire di Londra a Berlino, fino a San Pietroburgo. Qui incontrò il principe Alessandro Bariatinskij, di cui si innamorò perdutamente. Fu un amore travolgente, che spinse i due amanti a sposarsi e a partire per romantici viaggi in luna di miele. Tuttavia, il sogno si infranse presto. Rientrati in Russia, dopo qualche anno i due sposi furono costretti a divorziare dallo Zar, che giudicava sconveniente la carriera musicale di Lina. In seguito a questa delusione, la diva si trasferì a Parigi e prese a dedicarsi allo studio del bel canto.

Fu così che iniziò per lei una nuova stagione di successi. Con l’inizio del nuovo secolo, Lina esordì come soprano al San Carlo di Napoli, come la Mimì della Bohème di Puccini. Dal 1900 fu scritturata presso i teatri di tutto il mondo. Celebre è il ritratto che Giovanni Boldini, artista della bellezza femminile, le dedica proprio in questi anni. Nel 1906, spinta dal suo carattere irruente e passionale, si rese protagonista di un episodio scandaloso: esibendosi al Metropolitan Opera House di New York con Enrico Caruso, al termine di un duetto d’amore della Fedora di Giordano, stampò sulle sue labbra un bacio appassionato. Lo scandalo fece esplodere la sua fama. Il pubblico scalpitava per assistere alle esibizioni della diva nota come “the kissing primadonna“.

Al culmine del successo, nel 1908 la capricciosa Lina si tolse uno sfizio che, ancora una volta, fece molto parlare di lei: sposò il miliardario americano R. E. Chandler, da cui divorziò solo otto giorni dopo.

Tre anni più tardi si sposò di nuovo. Questa volta con il tenore francese Lucien Muratore, con il quale prese parte a numerose esibizioni. Così, l’affascinante, passionale e travolgente diva giunse al limitare della Belle Époque. E alle soglie della Prima Guerra Mondiale. Questa nuova epoca segnò uno spartiacque: la fine della sua carriera da soprano (1916) e l’inizio della sua carriera da attrice (1914).

Il carattere irrequieto di Lina la portò, però, a un terzo matrimonio, quello con Giovanni Campari, e a un’altra svolta nella sua vita: nel 1926 abbandonò definitivamente le scene e aprì a Parigi un istituto di bellezza. Nessuna attività poteva essere più appropriata, dato che Lina era nota come donna più bella del mondo. L’esperienza durò una decina di anni ed ebbe grande successo. La sua caparbietà e la sua costanza la conducevano ovunque desiderasse. Successivamente, tornò in Italia. Qui morì nel 1944, rimanendo vittima di un bombardamento aereo. Moriva la donna, ma non la diva. Il suo fascino irresistibile continua a incantare ancora oggi.

Luana Vizzini

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