
Nella foto, in alto: la copertina del romanzo Luisa di Paola Jacobbi
Dicembre, per il mondo editoriale, è tradizionalmente il mese della stasi riflessiva: le grandi corazzate da classifica sono già posizionate sugli scaffali da settimane, pronte per la corsa ai regali di Natale. Eppure, a scorrere i cataloghi di fine anno, le sorprese dell’ultimo minuto non mancano. Tra ritorni d’autore e operazioni di riscoperta, le novità di questo mese si muovono tra il fascino del passato e il brivido dell’indagine.
Sul fronte biografico e della ricostruzione storica spicca l’attenzione per le grandi figure femminili del passato. Paola Jacobbi, con il suo Luisa (Sonzogno), decide di raccontare le origini di Luisa Spagnoli, prima che diventasse l’icona industriale che tutti conosciamo. Un viaggio che parte da una piccola pasticceria di Perugia e attraversa le complessità del primo Novecento. Le risponde, sul versante internazionale, Esther Cross con La donna che scrisse Frankenstein (La Nuova Frontiera), un’opera ibrida tra narrazione e saggio che indaga il genio inquieto di Mary Shelley. Anche Melania G. Mazzucco sceglie la via del recupero storico regalando ai lettori il ritratto di Diana Karenne, una delle regine più enigmatiche e dimenticate del cinema muto italiano.
Per gli amanti della tensione e della suspense, le festività si tingono di nero. Maurizio de Giovanni torna a dare voce alle atmosfere malinconiche del Commissario Ricciardi, mentre Nita Prose, con Il portafortuna (La nave di Teseo), riporta in scena la sua celebre e meticolosa cameriera Molly, questa volta alle prese con misteri e segreti natalizi tra i corridoi del lussuoso Regency Grand Hotel.
Infine, non mancano le operazioni nostalgia e i grandi fenomeni di ritorno. Tillie Cole firma un’edizione speciale e arricchita del suo bestseller Dammi mille baci, pronta a riconquistare il pubblico dei giovanissimi, mentre riemerge dai cassetti della memoria Cinema fra le donne di Giorgio Scerbanenco, un’occasione per riscoprire una Milano nebbiosa e frenetica attraverso la sensibilità psicologica del maestro del noir italiano. Un dicembre breve, forse meno affollato del solito, ma densissimo di storie da scartare
Riccardo Motta

