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“Lampi di luce” alla Biblioteca Ambrosiana. Dall’emozione estetica, alla riflessione profonda

Oro, riflessi. Bellezza che si rifrange e moltiplica nello sguardo di chi osserva. E’ quanto dona allo spettatore la mostra “Lampi di luce”, a cura di Francesco Braschi e Matteo Crimella, esposta presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana dal 6 novembre 2025 al 10 febbraio 2026.

Una bellezza non meramente estetica, ma che invita a una riflessione profonda. Le miniature preziosamente rifinite dei volumi esposti in mostra ci narrano scene evangeliche, episodi della vita di Cristo. Ci portano, tra le loro splendide pagine, a sperimentare un’immersione diretta in quei momenti salienti per la storia dell’umanità. 

Basti pensare al Libro d’Ore francese del XV secolo, esposto nella prima sala, che raffigura la presentazione di Gesù al tempio. Non solo la precisione grafica e cromatica della scena, ma anche il sontuoso apparato decorativo che incornicia l’immagine, fatto di intrecci floreali in foglia d’oro, catturano lo sguardo, suscitano ammirazione, conducono a una riflessione sul significato profondo di quanto rappresentato.

Così, la Crocifissione del Libro d’Ore polacco esposto in mostra (sec. XV) trova corrispondenza con l’episodio evangelico di Giovanni 19, 25-27 e, nei dettagli, ci mostra l’interpretazione che ne ha dato il suo maestro, nel suo tempo. Il blu intenso dell’abito della Madonna addolorata ai piedi della croce è ripreso sapientemente in alcuni dettagli della decorazione fitomorfa che incornicia la scena. Il volto sofferente e dimesso di Giovanni è quello di un uomo del Rinascimento, avvolto da vesti vaporose e finemente curate. Il panno che copre la cintola del Cristo crocifisso volteggia nell’aria come un velo impalpabile. Dettagli che ci parlano di un’epoca. Impressioni che catturano l’occhio, per sollecitare la mente.

Tra i tesori dell’Ambrosiana esposti in mostra, degni di menzione sono i Libri d’Ore in formato tascabile, impreziositi da miniature di straordinaria fattura. La sapienza dei maestri che li hanno realizzati è rara e apprezzarne i dettagli è irrinunciabile. Un esempio tra i tanti, il Libro d’Ore Borromeo, opera di Cristoforo de Predis (XV sec.), celebre miniaturista milanese. Le scene della vita di Cristo sono decorate finemente, con precisione lenticolare, anche con foglia d’oro. La ricca cromia e la varietà iconografica delle cornici decorative è impressionante, tantopiù in relazione alle dimensioni della pagina. Angeli, volti, perle, cammei, colonne, ghirlande, fiori policromi, animali mitologici e non convivono in armonia perfetta. Colpiscono lo spettatore con i vividi colori e le forme intrecciate. Avvolgono l’animo comunicando puro splendore.

Quale occasione migliore del Giubileo per offrire ai visitatori tanta bellezza? Dall’emozione estetica, alla riflessione profonda. Lo scintillio delle miniature, i lampi di luce che colpiscono lo sguardo si riflettono negli occhi di chi osserva e si centuplicano. Di non trascurabile importanza è quanto ci ricorda Dante in Purg. XV, vv. 67-75: della stessa capacità di rifrazione e moltiplicazione della luce gode l’amore. E Bellezza, Luce e Amore sono proprio attributi di Dio. Per rifarci nuovamente a Dante, lo stesso Empireo è il luogo “che solo amore e luce ha per confine” (Par. XXVIII, v. 54). 

Nella foto, in alto: monete esposte in mostra

La seconda sala dell’esposizione, curata dal prof. Giancarlo Alteri, ci offre invece l’occasione di ammirare alcune monete dell’epoca di Cristo, tesori della collezione numismatica dell’Ambrosiana.

Un ulteriore percorso di riflessione, in questo tempo di Giubileo, sull’epoca di Gesù, sulla sua vita, sulla sua figura storica. Quelle monete, in uso nella Palestina intorno al I sec., passate per tante mani, sono depositarie di molte storie da raccontare. Le stesse utilizzate da Gesù nella vita di tutti i giorni, come raccontato dai Vangeli, e protagoniste a volte delle sue parabole. Ecco che allora l’osservazione di questi reperti archeologici ci porta a una riflessione sui temi evangelici e sul senso, talvolta nascosto, delle parole racchiuse nelle Scritture.

Le dimensioni stesse delle monete, tanto piccole ed effigiate nel dettaglio, ci inducono a soffermarci e dedicare del tempo ad un’osservazione accurata. In un’epoca in cui gli stimoli sono rapidissimi e frenetici, la Biblioteca Ambrosiana ci riporta ad una dimensione diversa, di cura, di attenzione. 

Si pensi alla prutah di Erode il Grande, coniata dalla zecca di Gerusalemme tra il 40 e il 4 a.C., con ancora sul dritto e doppia cornucopia sul rovescio. O all’asse dell’imperatore Augusto, coniato dalla zecca di Roma sotto Tiberio. Denari simili saranno stati gettati come obolo dalla vedova povera di Marco 12, 41-44 o saranno stati protagonisti di passi come quello di Matteo 10, 26-29.
Insomma, “Lampi di luce” rappresenta una rara occasione di riflessione storica e teologica. Un’immersione nella bellezza. Un evento da non perdere.

Luana Vizzini

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