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La percezione del battito cardiaco non è solo umana. Uno studio lo dimostra

La percezione del proprio battito cardiaco parrebbe essere una prerogativa unicamente umana. Ma non è così. Uno studio pubblicato sulla rivista “The Proceedings of the National Academy of Sciences” ha rivelato che anche i macachi hanno questa capacità. 

Il team di ricercatori che ha condotto lo studio ha connesso quattro macachi a un elettrocardiogramma e li ha posti di fronte a uno schermo su cui erano proiettate forme geometriche in movimento, alcune sincronizzate con il loro stesso battito cardiaco, altre fuori sincrono. Qual è stata la reazione dei macachi? La stessa del gruppo di neonati sottoposti precedentemente al medesimo esperimento. Sia i primati che i bambini si soffermavano con lo sguardo più a lungo (dagli 0,68 agli 0,83 secondi in più) sulle figure fuori sincrono rispetto al proprio battito cardiaco, in quanto inaspettate. Fermarsi ad osservare le cose inaspettate, infatti, è un comportamento comune ad entrambi.

Nella foto, in alto: percezione consapevole del proprio corpo

Il fatto che degli animali siano dotati di interocezione, ovvero della capacità di percepire la condizione fisiologica del proprio corpo, è estremamente significativo. L’interocezione, infatti, è un’abilità fondamentale per l’autoconsapevolezza, la memoria e la gestione delle proprie emozioni. Un livello troppo alto o troppo basso di interocezione è strettamente connesso a disturbi psichiatrici, quali ansia e depressione. La scoperta che questa abilità sia innata potrebbe aprire significative piste di studio nel campo della psichiatria.

Peter Paul Huayta Robles

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