
Nel panorama dello stile globale, pochi fenomeni riescono a fondere territorio, storia e sartorialità come la Moda Positano. Nata come un’esigenza pratica nel secondo dopoguerra, questa corrente stilistica ha trasformato un piccolo borgo di pescatori in una passerella a cielo aperto, ridefinendo il concetto stesso di abbigliamento da vacanza. Negli anni ’50 e ’60, Positano iniziò ad attrarre i primi flussi di turisti d’élite e intellettuali da tutto il mondo. I visitatori, tuttavia, arrivavano in Costiera Amalfitana con abiti cittadini, pesanti e formali, del tutto inadatti al clima e alle ripide scalinate del paese. Gli artigiani locali colsero l’occasione con straordinaria inventiva, iniziando a tagliare e cucire teli di canapa e lino, spesso ricavati da antichi corredi familiari o sacchi di iuta. Non disponendo di grandi impianti industriali, i tessuti venivano tinti in grandi pentoloni a casa. Le sfumature uniche e leggermente irregolari di questa tintura in sbiadito divennero subito un marchio di fabbrica, mentre pionieri come Giacomo Cinque e altri sarti locali aprivano le prime botteghe, trasformando stracci grezzi in abiti da sogno.

Nella foto, in alto: un negozio a Positano che vende “moda Positano“
Ciò che rende la Moda Positano immediatamente riconoscibile è il perfetto equilibrio tra la freschezza della materia prima e la ricchezza dei dettagli. La plastica e i materiali sintetici non trovano spazio in questa tradizione. Il re indiscusso è il lino, celebrato per la sua naturale stropicciatura che evoca un lusso rilassato, seguito dal cotone leggero, dalla garza di cotone e dalla canapa, tutti tessuti che traspirano e accarezzano la pelle sotto il sole del Mediterraneo. Un abito di Positano non è mai banale grazie alle applicazioni fatte a mano, come il pizzo macramè e i merletti che creano trasparenze sensuali ma eleganti, i ricami in Sangallo che donano un tocco romantico e rétro, e le applicazioni di perline, coralli e pietre dure che richiamano i tesori del mare. I colori stessi sono un omaggio diretto ai paesaggi della costiera: il bianco ottico delle case, il giallo dei limoni di Sorrento, il blu profondo del mare e le fantasie geometriche ispirate alle maioliche della chiesa di Santa Maria Assunta. I tagli rimangono fluidi, ampi e privi di strutture rigide, caratterizzati da gonne a balze, camicie oversize da portare slacciate e scolli generosi.

La Moda Positano non sarebbe completa senza le sue calzature iconiche. Camminare sui ciottoli e sulle scalinate del borgo richiede scarpe piatte ma stabili, ed è così che è nata la tradizione dei sandali in cuoio rasoterra. Ancora oggi, i calzolai storici del paese realizzano queste calzature al momento e su misura per il cliente. Si sceglie la base in cuoio, si misura il piede e si selezionano i listini in pelle, che possono essere minimali o tempestati di cristalli. In meno di venti minuti, si indossa un pezzo di artigianato unico. Il successo definitivo arrivò quando icone planetarie del calibro di Brigitte Bardot, Jackie Kennedy ed Elizabeth Taylor scelsero Positano per le loro vacanze, mostrandosi ai paparazzi con i leggeri abiti locali e i piedi scalzi. Oggi, la Moda Positano ha superato i confini della Campania. Le boutique storiche esportano in tutto il mondo, ma l’esperienza di acquistare un capo sartoriale tra i vicoli profumati di limone resta ineguagliabile. È la celebrazione della Dolce Vita: un’eleganza che non ha bisogno di sforzo per farsi notare.
Tiziana Giglioli

