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La corsa alle statuette ha inizio. Sorprese e record nelle nomination agli Oscar 2026

Nella foto, in alto: la statuetta degli Academy Awards

Il momento della verità è finalmente arrivato. Con il tradizionale annuncio mattutino dal Samuel Goldwyn Theater di Beverly Hills, l’Academy ha svelato le nomination per la 98ª edizione dei Academy Awards, incendiando definitivamente la stagione dei premi. Se i Golden Globes avevano offerto una prima mappa geopolitica delle preferenze dei giurati, le candidature agli Oscar 2026 ridisegnano completamente i rapporti di forza, regalando una cinquina (anzi, una decina, per il miglior film) densa di colpi di scena, esclusioni eccellenti e storici primati.
L’atmosfera che si respira a Hollywood è quella delle grandi annate: un perfetto equilibrio tra il cinema d’autore più intimo, quasi viscerale, e il ritorno in grande stile di storie epiche capaci di far tremare i botteghini e i cuori dei cinefili.
A guidare la carica delle nomination sono due pellicole che non potrebbero essere più diverse per stile e concezione, confermando l’eclettismo dell’Academy di quest’anno.
Da un lato c’è il dramma storico e struggente di Hamnet, che fa bottino pieno di candidature tecniche e artistiche, imponendosi nella categoria Miglior Film e blindando la nomination per una monumentale Jessie Buckley come miglior attrice protagonista. Dall’altro, il cinema iper-autoriale e labirintico di Paul Thomas Anderson con One Battle After Another, che dopo il trionfo ai Golden Globes fa incetta di nomination pesanti, tra cui Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Originale.
Ma la vera sorpresa nella categoria regina è l’ingresso dirompente del thriller politico brasiliano The Secret Agent. La pellicola non solo ha conquistato la nomination come Miglior Film Internazionale, ma è riuscita nel raro miracolo di entrare nella rosa dei dieci migliori film assoluti, trascinando con sé il carismatico Wagner Moura nella cinquina per il Miglior Attore Protagonista.La categoria del miglior attore si preannuncia come un vero e proprio bagno di sangue mediatico. Timothée Chalamet agguanta la nomination per il suo ruolo vulcanico in Marty Supreme, confermando uno stato di grazia che lo vede ormai pupillo indiscusso della Hollywood contemporanea.
A contendergli la statuetta, oltre al già citato Moura, ci saranno le performance intense di una cinquina maschile mai così internazionale e agguerrita, che ha lasciato fuori a sorpresa nomi della vigilia che sembravano blindati, scatenando le prime, inevitabili polemiche sui social media.
Sul fronte della regia, la cinquina è un manifesto di diversità stilistica e generazionale. Accanto al veterano Anderson, l’Academy ha voluto premiare sguardi nuovi e visioni geometriche che hanno segnato l’anno cinematografico appena concluso, rendendo il pronostico per la notte del Dolby Theatre incredibilmente incerto.
Le nomination sono ormai scritte sulla pietra. Da oggi i giurati avranno poche settimane per rivedere le pellicole, mentre gli uffici stampa delle major affileranno le armi per l’ultima, decisiva campagna promozionale. I giochi sono aperti: il 2026 ha ufficialmente trovato i suoi eroi cinematografici, e la notte degli Oscar non è mai stata così imprevedibile.

Riccardo Motta

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