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Il trionfo delle ferite taciute. Andrea Bajani vince il Premio Strega 2025

Nella foto, in alto: Andrea Bajani, vincitore del Premio Strega 2025

Nella notte romana di Villa Giulia, dove il fruscio delle pagine si mescola tradizionalmente al brusio della mezza estate, la LXXIX edizione del Premio Strega ha incoronato il suo re. Con 194 voti, Andrea Bajani ha conquistato la celebre lavagna sollevando il liquore dorato grazie a L’anniversario (Feltrinelli), un romanzo potente e geometrico che recide i fili della sottomissione familiare per esplorare la via, impervia ma necessaria, del riscatto personale. È la vittoria di una letteratura che non cerca la consolazione, ma scava nei cunicoli della memoria e del distacco.
La cinquina di quest’anno, specchio di un’Italia letteraria inquieta e intimista, ha visto un’accesa sfida all’ultimo voto. Subito dietro Bajani si è posizionata Elisabetta Rasy con Perduto è questo mare (Rizzoli, 133 voti), un’intensa ricognizione nella Napoli degli anni Cinquanta tra assenze paterne e fantasmi del passato, seguita dalla densa indagine generazionale di Nadia Terranova, Quello che so di te (Guanda, 117 voti). A chiudere la cinquina, i toni accorati di Paolo Nori con Chiudo la porta e urlo (Mondadori, 103 voti) e la rivelazione stilistica di Michele Ruol, Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (TerraRossa, 99 voti). Tra i tavoli del ninfeo, sotto lo sguardo attento della presidente di seggio Donatella Di Pietrantonio, l’edizione 2025 del premio più ambito d’Italia saluta così una stagione di straordinaria intensità, capace di rimettere al centro del dibattito culturale la fragilità dei legami umani e il valore terapeutico della parola.

Riccardo Motta

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