
Nella foto, in alto: David Gilmour, in concerto
Con la fine dell’estate e il rientro alla routine autunnale, il mercato discografico si risveglia bruscamente dal torpore dei tormentoni balneari per inaugurare una stagione ricca di sfumature, nostalgie d’autore e attesissimi ritorni. Settembre 2024 si è dimostrato un mese cruciale per gli equilibri musicali dell’anno, capace di intercettare le esigenze del pubblico più colto e nostalgico e, contemporaneamente, di ridefinire i confini del pop e del rap contemporaneo, sia in Italia sia oltreoceano.
L’evento che ha senza dubbio catalizzato l’attenzione della critica e degli appassionati di rock è stato il ritorno solista di David Gilmour. Lo storico chitarrista e pilastro dei Pink Floyd ha spezzato un silenzio discografico durato quasi un decennio con un’opera intima e densa di riflessioni sul tempo che passa. Il suo nuovo lavoro in studio si muove su territori malinconici ma profondamente suggestivi, dimostrando come la classe e il tocco della sua sei corde non abbiano risentito del passare degli anni, regalando ai fan atmosfere che profumano di leggenda ma che guardano al presente con estrema onestà intellettuale.
Sul fronte del pop planetario, la seconda metà del mese ha visto accendersi i riflettori su due regine indiscusse delle classifiche degli scorsi decenni, entrambe pronte a reclamare il proprio trono con progetti speculari ma ambiziosi. Katy Perry ha cercato il riscatto commerciale cavalcando sonorità prettamente dance, nel tentativo di ricreare la formula magica dei suoi primi e storici successi da club. Quasi contemporaneamente, Nelly Furtado ha confermato la ritrovata fertilità creativa della scena pop globale, offrendo una produzione fresca e variegata che gioca con l’elettronica contemporanea e le radici della world music.
In Italia, il mese si è aperto e chiuso sotto il segno di un netto contrasto generazionale, muovendosi tra la trap più cruda e il ritorno del cantautorato pop da stadio. La scena urban ha trovato nuova linfa nelle barre di Shiva, che ha fotografato le complessità e le ombre della periferia milanese in un racconto sonoro duro e senza sconti. Sul versante opposto, gli ultimi giorni di settembre hanno visto il ritorno radiofonico di Cesare Cremonini, capace di spiazzare e incantare con un nuovo singolo che ha immediatamente ridisegnato i confini della sua produzione artistica, preparando il terreno per quello che si preannuncia come uno dei tour più imponenti dei prossimi mesi.
Questo inizio d’autunno si congeda così, lasciando agli ascoltatori una playlist ricca e stratificata. Settembre non è stato soltanto il mese dei bilanci post-estivi, ma si è confermato il vero motore immobile della discografia, un laboratorio a cielo aperto dove i giganti del passato e i pesi massimi del presente continuano a sfidarsi a colpi di stream e copie fisiche, per la gioia di un pubblico che non ha mai smesso di cercare storie da ascoltare.
Riccardo Motta

