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Il risveglio delle pagine: la mappa dei romanzi italiani che accendono il gennaio delle librerie

Nella foto, in alto: la copertina de La sonnambula di Bianca Pitzorno

Mentre le luci di Natale si spengono e le città ripiombano nel freddo e nei ritmi lenti dell’inverno, c’è un luogo dove l’aria ricomincia a farsi elettrica, quasi febbrile. Quel luogo è la libreria. Il mese di gennaio del 2026 non è una semplice ripartenza per l’editoria italiana; è un’esplosione di storie attese, grandi ritorni e promesse narrative che ridefiniscono la geografia dei nostri scaffali.
C’è un profumo inconfondibile nell’aprire un libro nuovo all’inizio dell’anno: sa di promessa, sa di rifugio per i lunghi pomeriggi freddi. E la narrativa italiana, quest’anno, ha deciso di imbandire una tavola ricchissima.
Il colpo più forte, quello che i lettori aspettavano da anni, arriva a metà mese. È il 13 gennaio quando Stefania Auci riporta il pubblico dentro l’epopea che ha stregato milioni di persone con L’alba dei leoni (Nord). Ma questa volta la macchina del tempo dell’autrice compie uno scarto inaspettato: non andiamo avanti, torniamo indietro. Il romanzo ci trascina nella Bagnara Calabra del Settecento, esplorando le radici profonde, i sacrifici e i dolori dei Florio prima della storica emigrazione in Sicilia. Una saga che profuma di sale, ambizione e polvere storica, destinata a dominare le classifiche invernali.
Nello stesso giorno, le atmosfere si fanno decisamente più intime e affilate con il ritorno di Daniele Mencarelli su una piazza prestigiosa come quella di Sellerio. Con Quattro presunti familiari, l’autore torna a scavare con il bisturi della sua prosa poetica e cruda dentro le pieghe dei legami di sangue. Attorno a un enigma silenzioso che agita i personaggi, Mencarelli mette in scena le parole taciute, i dolori mai risolti e quella nostalgia di riscatto che rende ogni sua storia un’esperienza quasi mistica per chi legge.
Per gli amanti delle ombre e della tensione psicologica, gennaio offre pane per i propri denti lungo due direttrici geografiche opposte dell’isola e della penisola. Piergiorgio Pulixi torna in libreria con Il nido del corvo (Feltrinelli), un thriller ipnotico ambientato nelle lande desolate e battute dal vento della Sardegna. I suoi detective si muovono sulle tracce di un serial killer spietato che trasforma i delitti in macabre installazioni. La scrittura di Pulixi, affilata come un coltello, scende dritta nei chiaroscuri dell’anima umana, regalando un ritmo che mozza il fiato.
Spostandoci al Nord, lungo le rive nebbiose del Po, Paolo Roversi risponde con L’ultima cosa che sai (Marsilio). Torna in azione il giornalista-hacker Enrico Radeschi per un’indagine metropolitana dal sapore squisitamente noir, dove il paesaggio fluviale diventa il coprotagonista silenzioso di un delitto efferato.
Non mancano le grandi firme della nostra letteratura che scelgono l’inverno per spiazzare. È il caso di Bianca Pitzorno, che con La sonnambula (Bompiani) tesse un racconto magnetico, elegante e sottile, capace di rapire il lettore sin dalle prime pagine.
E mentre gli scaffali si riempiono, c’è spazio per le scommesse: il 15 gennaio segna un debutto particolarissimo, quello di Sandro Ferri (storico fondatore della casa editrice E/O) che passa per la prima volta dall’altra parte della barricata, firmando come autore Altro l’anima cerca. Un esordio tardivo che sa di maturità, sogni onirici e riflessione politica.

Riccardo Motta

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