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“Fight Forever”, Bergamo, 6 ottobre 2018: Il Mezzo Demone è tornato Umano

Nella sua parodia musicale “Una vita sul ring” ( https://www.youtube.com/watch?v=l50SD3e8CXI ), The Entertrainer chiede e si chiede: “Perché lo fai?”. Eh, già, sarebbe bello avere una risposta da dargli. Il fatto è che la passione per questo strano sport, periodicamente ci porta a notti in bianco, viaggi in treno, in auto e in aereo, a mangiare dove e quando capita, weekend interi che non bastano mai per tutto quello che c’è da fare, talvolta a pagare invece di essere pagati ma soprattutto, nel nostro caso, spostarsi senza sapere in realtà se arriveremo mai a destinazione, quando, e in che condizioni. Tantomeno se e quando riusciremo a tornare indietro.

Nella foto, in alto: The Entertrainer e Kronos nel loro video comico "Una vita sul ring"
Nella foto, in alto: The Entertrainer e Kronos nel loro video comico “Una vita sul ring”

Infatti il nostro amico che avrebbe dovuto aspettarci davanti alla stazione di Bergamo non c’è. Mentre eravamo già in viaggio sul treno verso Bergamo abbiamo ricevuto un messaggino in cui ci ha fatto sapere che ci sono stati dei problemi col volo dell’ospite straniero David Starr, che ci sono ore e ore di ritardo e di non sapere se riuscirà a venire a prenderci per portarci allo show. Una volta scese dal treno, allora, cerchiamo di capire se  esistano degli autobus per arrivare alla palestra, vorremmo chiedere a qualcuno ma a quest’ora è tutto chiuso e ci sono in giro solo extracomunitari. Non parliamo abbastanza lingue straniere da poter chiedere informazioni a loro. Ma non ci perdiamo d’animo, e dopo qualche giro a vuoto per la piazza della stazione il nostro contatto si fa vivo e dice che i problemi sono risolti e se abbiamo pazienza, tra una decina di minuti ci verrà a prendere. Grazie, Tom! Ti vogliamo bene! Ci hai salvate!

Nella foto, in alto: un episodio di softair
Nella foto, in alto: un episodio di softair

Grazie alla sua devozione alla causa arriviamo. All’ultimo minuto, ma pur sempre in tempo utile. Non ci troviamo in una palestra, come ci saremmo aspettate ma in uno spazio ludico in cui si pratica il softair, ovvero combattimenti simulati di tipo militare con tanto di armi giocattolo, divise e attrezzature varie. In questo stabile hanno allestito su due piani la ricostruzione meticolosa di un’area urbana, con la possibilità di modificare l’ambiente cambiando l’illuminazione oppure saturandolo di fumo. E pensate un po’: questo spazio è disponibile su prenotazione ventiquattr’ore su ventiquattro!

Lo spazio che i gestori hanno riservato a questo evento di wrestling, tutto sommato è modesto, ma in compenso è ben pulito e dispone già di tutte le strutture necessarie per gli impianti luci e audio, il merchandising e i posti a sedere. Considerando lo spazio disponibile, non è un male che qui il ring sia “formato tascabile” (ci eravamo dimenticate che la ICW avesse un ring piccolino che pare comprato all’IKEA, ma chissenefrega?) Va bene lo stesso! Anche se ha pur sempre la sua importanza, quello che conta davvero è chi ci sta sopra, al ring. Come del resto per le misure di certi attributi fisici… non conta quanto ce l’hai grande, ma come lo sai usare, come lo proponi, quali acrobazie ci sai fare e se qualcuno strilla di gioia mentre lo usi e quando l’hai usato.

Queen Maya è come quella marca di pasta: dove c'è lei, c'è casa.
Queen Maya è come quella marca di pasta: dove c’è lei, c’è casa.
Facciamo appena in tempo a decidere dove piazzarci per le riprese in modo da non dare fastidio a nessuno, e lo show sta già per iniziare. In giro, sparsi per la sala, vediamo Hardcore Cassi, Taurus, Mary Cooper, David Silas, Emilio, Adele… va tutto bene, allora. Adele è come la pasta Barilla: dove c’è lei c’è casa!

La serata si apre con un minuto di silenzio per ricordare la prematura scomparsa di DJ Skualo, al secolo Eros Dissegna. È sempre una cosa brutta vedere andar via un ragazzo giovane e tormentato come lui. Una sconfitta di tutti noi.

Ma parliamo di cose più liete.

Primo match! A dirigere l’incontro l’onnipresente ed insostituibile Andrea Malalana, che se continua a dimagrire, la sua maglietta da arbitro avrà una riga sola.

Nella foto, in alto: Akira vs Harrison Bourne
Nella foto, in alto: Akira vs Harrison Bourne

Akira vs Harrison Bourne, quel ragazzino inglese che sembra il suo clone vivente. Come fossero l’uno l’alter ego dell’altro, iniziano a rimbalzare da tutte le parti come palline di gomma, una serie di tenta e ritenta, mordi e fuggi, cadi e torna in piedi. Ci si inizia a scaldare con un bel crossbody di Bourne, seguiti da un bodyslam e un handspring legdrop. Akira replica con un enziguiri e un dropkick. Avalanche, snapmare e un drop basso, poi un’eco-eco-chop e un vertical suplex. Ma Bourne è anche lui fatto di gomma e ci vuole ben altro per schienarlo! Inizia a tirare calci, gomitate e ginocchiate  da tutte le parti, concludendo l’azione con una corscrew senton. Akira non ci sta e se ne viene fuori con una meteora, un enziguiri e una samoan drop. Bourne replica con una diving tornado ddt, con una bellissima double jump spanish fly e con una suicide moonsault plancha, che non guasta mai. Il pubblico inizia a gridare “This is awesome”, e dopo uno spinning enzeguiri kick, tutti siamo più felici. Akira che fa? Una bella tombstone piledrive. Harrison Bourne si inventa un diving dropkick che più che altro è un doppio footstomp, ma si becca un superkick da paura. Come ormai consuetudine arriva Kobra con una sedia e tante intenzioni bellicose, ma si becca anche lui un superkick e se ne torna da dove è venuto. Harrison tenta lo schienamento ma non gli riesce, e dopo una tilt a whirl cutter che è un vero pezzo di bravura è invece Akira ad ottenere il pin vincente.

Nella foto, in alto: Psycho Mike solleva la cintura.
Nella foto, in alto: Psycho Mike solleva la cintura interregionale ICW. Photo by Alessandro Fascini

Secondo match: Mr Excellent vs Psycho Mike, un bel submission match. Il regno del chain incontrastato. Più che altro, un match di lotta greco romana, per quel poco che ne capiamo di quella disciplina. Mike maltratta Il Purista per un bel pezzo, poi questi si stufa e, dopo un giretto fuori ring, scatena la sua ira arrotolando l’avversario come un fusillo. Prese alle braccia, alle gambe, alle caviglie… se Mike avesse tre gambe, Mr Excellent ne avrebbe già fatto una treccia. Le azioni proseguono e Psycho Mike si salva soltanto attaccandosi alle corde, ma nulla può contro una kneebreaker. Si vendica subito impacchettando e ripiegando Il Purista come se dovesse riporlo in un cassetto, nel minore spazio possibile. Mr Excellent non vuol saperne di entrare nel cassetto e con una Texas cloverleaf trasforma Psycho in un cubo di Rubik vivente. Superkick di Excellent seguito da una spinebuster tremenda, ed ecco che Psycho Mike  a sorpresa non solo non cede ma reversa il tutto in una double wristlock . Tutto è bene quel che finisce bene! Here is your winner: Psycho Mike!

Nella foto, in alto: la grande agilità di Eron Sky
Nella foto, in alto: la grande agilità di Eron Sky. Photo by Alessandro Fascini

Terzo match: Eron Sky vs Danny Black, laddove Eron Sky non è altri che Gravity che, tanto per confonderci le idee, ha cambiato nome. Il suo avversario è della stessa pasta di cui è fatto egli stesso: acrobatico e scattante. Dopo un paio di ruote ciascuno allo scopo di liberarsi da membra ritorte, eccoli partire con dei bellissimi dropkick in velocità. Più che un arbitro, servirebbe un multavelox. Black inizia con un vertical suplex e un double stomp. Piazza un crossbody dalla terza corda e già restiamo tutti a bocca aperta vedendo Eron lasciare i piedi attaccati al ring e inarcare la schiena fino a terra. Un arco perfetto, in modo da tentare lui lo schienamento invece di poter essere schienato. Non contento, piazza una handstand corner double knee strike sul petto di Danny a terra all’angolo del ring, una bodyslam e una variante della bow n’arrow hold. Mentre l’avversario è ancora a terra, Eron gli si siede sopra con una spaccata. Ma anche Danny sa fare acrobazie spettacolari e dopo un german suplex lo vediamo andar giù e rimbalzare come una molla per evitare una lariat. La serie di calci reciproci che si tirano dopo fa venire in mente il can-can al Moulin Rouge di Parigi. Eron cerca di stordire Danny con un bel calcione sul muso, ma Danny risponde con un Pelé kick da urlo. Ricominciano a menarsi a suon di calci e sacrosanti ceffoni, fino che Danny cerca di intraprendere qualcosa sulla terza corda, Eron lo acchiappa, l’altro non ci sta e ne viene fuori una mitica single knee facebreaker. Segue una serie di roll up uno dietro l’altro finché Eron si incazza e se ne viene fuori con una dragon suplex. Danny Black replica con una springboard diving cutter ma alla fine è proprio il nostro atleta pieghevole Eron Sky ad aggiudicarsi il match con una pazzesca variante del jacknife hold pin. Evviva! Spettacolo!

Nella foto, in alto: Doblone
Nella foto, in alto: Doblone. Photo by Alessandro Fascini

Passiamo al quarto match? Su, forza che c’è ancora tanto da vedere e da entusiasmarsi! Abbiamo tra noi Doblone e Rick Barbabionda contro CJ Connors e Joe Black, incontro valido per le cinture di coppia ICW. Abbiamo già avuto il piacere di vedere all’opera i due inglesi al Cartoomics di quest’anno e sappiamo che non sono affatto male. Cosa combineranno, ora? Ma qui bisogna tenere conto della straordinaria capacità degli atleti ICW di intrattenere il pubblico con gag comiche e trovate coinvolgenti ed esilaranti. Basti dire che Doblone è stato soprannominato “Umpa Lumpa” (sono gli gnomi aiutanti nel film “La Fabbrica del Cioccolato”) a causa della sua conformazione fisica, e lui è stato abilissimo nel farne un punto di forza della sua gimmick. Rick Barbabionda (soprannominato “Mozzo Zozzo”) fa lo scemo in maniera eccezionale, roba da fare scomparire il nostromo Spugna nel film “Hook”. È proprio Rick a iniziare il match contrapposto a CJ Connors. Dopo una snapmare e un bodyslam, CJ chiede al compagno di venire usato come corpo contundente facendosi bodyslammare su Barbabionda, a terra. Ora è il turno di Black e Doblone. Questi ne prende un po’, poi tira un piedone tremendo a Black che stava tentando qualcosa dalla terza coda. Aiutato dal Mozzo, il pirata tira una serie di zuccate a Joe terminando con una single knee facebuster. Ora la zucca del povero Joe viene sbattuta ancora sul cuscino del paletto della terza corda sia da Doblone che dal mozzo, che guarda da un’altra parte ostentando noncuranza e disprezzo per l’avversario. Ma quando l’inglese riesce a levarsi dall’impiccio mettendo davanti a sé il pirata, Rick non se ne accorge e va avanti a sbattere la testa del suo comandante contro le corde ben trenta volte (ebbene sì, lo confessiamo: non abbiamo resistito alla tentazione di contarle), in rapidissima sequenza. Inutile dire che il pubblico ride a crepapelle e scandisce “Sce – moo, Sce – moo!”

Nella foto, in alto: CJ Connors e Joe Black
Nella foto, in alto: CJ Connors e Joe Black

Rick riprende posto sul ring e resta stupito nel vedere Doblone malconcio. Doblone gli rifila una vagonata di calci punitivi che se li merita tutti e anche di più, spedendolo fuori. Rick gradirebbe la pace ma doblone lo incalza: “Non mi toccare!” Il pubblico urla a gran voce “This is awesome” perché la scenetta è troppo comica e ben recitata! Il combattimento riprende, serrato, con Barbabionda che si piazza sulla schiena di Joe Black mentre questi è chinato. Doblone si piazza a sua volta sulla schiena del pirata compagno di Team, ma il trenino si sbilancia subito e tutti cadono giù senza combinare niente. Ora tocca a Connors saccagnare tutti con il massimo entusiasmo e, dopo due dropkick mica male si accanisce sul povero Doblone con una backbreaker. Un  lionsault va a vuoto perché il pirata si sposta in tempo, e mentre Connors è a terra si becca una zuccata nei gioielli di famiglia (diving headbutt low blow) da parte di Rick, mentre Doblone lo tiene fermo. Black pensa bene di compiere una swanton bomb.

Nella foto, in alto: Rick Barbabionda con la nostra Erika Corvo
Nella foto, in alto: Rick Barbabionda con la nostra Erika Corvo

La pantomima prosegue con Doblone che strizza i capezzoli di Black. Arriva Connors e ribalta la situazione strizzando assieme al compagno i capezzoli di Doblone. Mentre il pubblico è in delirio, il nostro capitano tira a Black una jaw breaker da paura. Un tentativo di superplex da parte di Black sul pirata viene trasformato in sitting powerbomb dall’intervento di Barbabionda. Torna Doblone che tira una Jolly Roger DDT. Gran finale con fuochi d’artificio, venghino, signori venghino! Botte da orbi per tutti! Connor si incazza e frulla Doblone con una spinning rock bottom. I due pirati tentano di eliminare Black, ma questi non si fa fregare: prima li impila a panino e li comprime bene bene, poi si inventa dal niente una meraviglia: mentre lui carica un casadora su Rick, Connors gli tira un curbstomp e il tutto termina in un german suplex devastante che chiude i conti e tutti a casa. Magnifica vittoria della coppia Connors Black, tifo alle stelle e tutti vivremo più felici.

Nella foto, in alto: la divertente pantomima di Taurus e Sonny Vegas
Nella foto, in alto: la divertente pantomima di Taurus e Sonny Vegas

Quinto match: un’esilarante incontro tra Taurus e Sonny Vegas: Abbiamo passato due ore a domandarci chi caspita fosse Sonny Vegas, per poi scoprire che è Coach Lillo che adesso si chiama anche lui in altro modo, che poi nel privato si chiama chissà in quanti altri modi ma noi non lo vogliamo neanche sapere! Come dicevamo nel nostro articolo precedente, i wrestlers hanno più nomi di un elenco telefonico e memorizzarli tutti è compito arduo ed ingrato. Bon, veniamo al ring. In questo match vince chi defenestra l’avversario facendolo volare oltre la terza corda e facendo in modo che la caduta sia totale, ovvero toccare terra con ambo i piedi. Naturalmente Sonny viene mazzuolato ancora prima che suoni la campana, e Taurus si diverte ad infierire! Le chop sono ecochop, così tremende che hanno l’eco e rimbombano in sala. Sonny ha una teatralità e una mimica esilarante nell’accusare i colpi di Taurus, che per impedirgli una fuga ingloriosa lo afferra per le mutande tra le risate fragorose del pubblico. Tutti cantilenano “Fight forever” (combattete per sempre) perché la cosa è troppo divertente. Convinto a combattere suo malgrado, Sonny parte coraggiosamente all’attacco ma non riesce a spostare Taurus di un millimetro anche mettendo in gioco tutte le sue forze. A Taurus, invece, basta un buffetto per ribaltare il suo avversario e rigirarlo come un calzino. Lo lancia oltre le corde, ma per sua fortuna Vegas atterra tra le braccia di uno spettatore. Non hai poggiato i piedi? Rialzati e torna sul ring, che sei ancora in gioco! Ma nemmeno fa in tempo a rientrare: è ancora sull’apron quando l’altro lo riacchiappa con una bella chockeslam e lo ributta giù. Questa volta, anche l’intervento dello spettatore non può evitargli di andar giù come una pera a toccare terra con entrambi i piedi. Tutto è durato due minuti solo, ma sono stati due minuti molto, molto intensi!

Nella foto, in alto: gli Urban Guerrilla, uno dei nostri tag team preferiti
Nella foto, in alto: gli Urban Guerrilla, uno dei nostri tag team preferiti

Ullallà! “È il comandante che vi parla: allacciate le cinture di sicurezza, siamo pronti al decollo” Ci siete? Siete caldi? Arriva un triple threat tag team match: Urban Guerrillia (RIOT & Tony Callaghan) Vs Miroslav Mijatovic & Tenacious Dalla Vs Dagon l’Angelo Caduto & Luke Basham. Putiferio tremendo, come prevedibile. Un po’ di gente viene buttata giù dal ring e l’Angelo Caduto inizia a picchiare gli Urban Guerrilla, ma non dura molto: Callaghan lo acchiappa con una double underhook backbreaker e Riot completa l’opera con una diving single foot stomp. Mijatovič chiude Callaghan in un angolo, si distrae un attimo per interagire col pubblico e nel frattempo è il suo compagno Tenacious a tirare al Guerrillero una monkey flip. Quando si rigira l’avversario non c’è più e un ceffone colpisce solo l’aria. La pantomima non è che all’inizio: La Lama Dei Balcani protesta col compagno di avergli soffiato il Guerrillero e i due litiganti iniziano a darsi vicendevolmente dello scemo. Mišo tira un ceffone a Tenacious, questi si sposta e viene colpito Riot. Tocca un ceffone tremendo anche a Callaghan non appena Tenacious percepisce una presenza dietro di sé. Callaghan vien ora sbattuto in avalanche contro il suo compagno, Mišo colpisce entrambi e i Guerrilla escono momentaneamente di scena. È il turno di Dagon e Basham di tornare sul ring e suonarne tante ma tante ma tante! In coppia, naturalmente, e con un sincrono perfetto organizzano una specie di quadriglia con clothesline. Sembra un  film di Bud Spencer, buonanima… Ne sarebbe orgoglioso!  Bellissima anche questa combo con Basham che fa una diving over castle a Mijatovic in contemporanea a Mijatovic che esegue una DDT su Tenacious Dalla! Tornano i Guerrilla ed escono di scena Dalla e Mišo per rientrare subito dopo con una combo a sei uomini: Tenacious e Mijatovic eseguono degli slingshot sunset flip pin su Dagon e Basham in modo che questi ultimi trascinino gli Urban Guerrilla in german suplex. Tenacious si lancia sui due Guerrilla in un suicide dive. Un attimo dopo arriva anche il guerriero Balcanico con un pescado. Due attimi dopo è il turno di Dagon, e vanno tutti giù che sembra di stare al bowling! Che bei momenti! No, beh, non possiamo fare un lunghissimo elenco di mosse singole, doppie e triple che si susseguono ogni due secondi l’una dall’altra. Non finiremmo più. Ma sappiate che questo match è stato un fuoco di fila pazzesco senza respiro, un’azione dietro l’altra e tutte sincronizzate alla perfezione. Inutile raccontare: dovevate esserci, spellarvi le mani dal batterle, urlare da restare senza voce, occupare ogni sinapsi del vostro cervello con i ricordi di questo match da immagazzinare. Citiamo comunque una adorabile Spinning Blu Thunder Bomb di Callaghan su Mišo, una deliziosa satellite DDT di Dalla su Callaghan e una splendida half Nelson driver di Basham su Dalla.

Nella foto, in alto: Nick Lenders contro Dave Starr, il primo wrestler "di pelouche" della storia
Nella foto, in alto: Nick Lenders contro Dave Starr, il primo wrestler “di pelouche” della storia. Photo by Alessandro Fascini

Il match si chiuderebbe qui, senonché l’arbitro viene sfilato dal ring per non dargli modo di contare fino a tre. E Dalla, cosa si inventa? Una super canadian destroyer, che è già abbastanza difficile e pericolosa di per sé… lui la fa lanciandosi avvinghiato a Dagon dalla terza corda, e se tutti gridiamo “This is awesome” ci sarà pure una ragione! Diamo a questo match cinque stelle piene, e tutti zitti, eh?

Avete ancora fame? C’è ancora spazio per digerire qualche bel match? E allora beccatevi Nick Lenders vs David Starr. Qui abbiamo poco da dire: chain, chain e ancora chain. Ma di quello fatto bene, che anche se fai tre mosse in venti minuti va bene lo stesso e tutti vissero felici e contenti. Giusto qualche suplex, una meteora, un paio di lariat che rimbalzi su da tanto che erano potenti, una last shot, e sul finire il meglio: reversal con pinfall finale (repertorio del leggendario Johnny Saint), Yoshi tonic, canadian destroyer, crippler crossface e infine una sharpshooter di Starr su Lenders con cui il pelosissimo atleta d’oltremanica si aggiudica l’incontro.

Nella foto, in alto: Nemesi e Andy Manero, l'ultimo scontro
Nella foto, in alto: Nemesi e Andy Manero, l’ultimo scontro. Photo by Alessandro Fascini

E a questo punto ecco il main event. Mainissimo Event. Quello per cui siamo qui. Il match di abbandono di Nemesi, stasera contro Andy Manero. Coloro che hanno iniziato la carriera in tag team come “Gli Epici Eroi” si incontrano di nuovo per lo scontro finale. Epico, naturalmente. Di solito tutti i match iniziano con qualche clinch, un po’ di chain… Naaa! Non loro, non questa volta. Qui si parte sgommando, da zero a cento in due secondi netti come la Ferrari, roba da formula uno! La potenza che mettono in ogni singolo gesto, in ogni azione, in ogni mossa, la perfezione nel selling è una cosa impressionante e ci rendiamo conto che stanno dando veramente il massimo. Calci, pugni, zuccate… non si fanno mancare nulla! La faccenda entra nel vivo con un reciproco dropkick dove entrambi finiscono a terra, poi compaiono una sedia e un coperchio da bidone, e giù legnate come se piovesse.

Nella foto, in alto: sediate a gogò
Nella foto, in alto: sediate a gogò. Photo by Alessandro Fascini.

Sul ring, giù dal ring, hurricanrana. Spunta da sotto il ring una catena così grossa che puoi legarci una nave al molo, e giù catenate! Oh, guardate che anche se questo è wrestling e sappiamo tutti come funzioni la cosa, le catenate fanno male. Tanto. Manero acchiappa la catena e ci strozza Nemesi al paletto. Appena questi si rialza lo scaraventa giù dal ring con una clothesline, poi gli zompa sopra per due volte con un suicide dive. Quando tenta la terza volta si becca una clamorosa sediata in testa. Cade giù, e Nemesi gli si fionda addosso con una corkscrew plancha. Ma Manero non molla, e messo l’avversario seduto lo disintegra con un dropkick. Entrambi provano qualche mossa ma è Nemesi ad andare a segno con una satellite DDT. Ne segue una parentesi di fighting spirit che dà loro il tempo di rialzarsi, poi tornano a suonarsele di santa ragione. Nemesi tira una cutter favolosa, e mentre il pubblico urla “Fight Forever”, il self-control inizia a cedere.

Nella foto, in alto:
Nella foto, in alto: il Mezzo Demone piange, e il mondo perde i suoi colori.

Nemesi è visibilmente commosso, perché il “forever” si ferma con stasera. E non facciamo finta di niente e non ci nascondiamo dietro i fili d’erba: siamo tutti commossi, in sala. Abbiamo tutti le lacrime in tasca, anche se facciamo i duri e cerchiamo di non darlo a vedere. Manero mette a segno la staying alive e anche lui inizia ad avere gli occhi lucidi. Tenta una style clash ma Nemesi gliela reversa in hurricanrana. Ci riprova e questa volta va a segno. Nemesi gli appioppa uno spinning kick e poi, meraviglia delle meraviglie, la spiral tap come la faceva AJ Styles, pari pari. Bellissima. Che bel match, ragazzi. Che brutto match, ragazzi. Ora piangono tutti, anche se fanno finta di no. Manero tira un low blow bello potente e una cutter da paura. Nemesi gli restituisce il low blow, e adesso sul ring abbiamo due signorine. Beh, ora che sono donne possono anche esternare i loro sentimenti senza che nessuno ci trovi molto da ridire, no? Porca zozza, in ogni caso fa male vedere Nemesi scuotere la testa con il viso tra le mani, chiaramente in lacrime. E adesso tirano fuori tutto quello che hanno ancora da dare: Nemesi parte con una package piledrive, che se non la sai fare ammazzi qualcuno. Manero è tenerissimo quando se ne viene fuori dicendo: “Tu non te ne vai, rimani qui con noi”. Nemesi ribatte: “Smettila, Andre!”perché “the show must go on”. Anzi, è il contrario: in questo caso, “the show has to come to an end”. “Mi spiace, Andrea” conclude il Mezzo Demone.  Prova la Demon Cutter ma  Manero lo ferma e connette la Staying Alive in una frazione di secondo, e ci viene in mente il match di addio di Rick Flair, quando Shawn Michaels disse “I love you, Rick” prima della sweet chin music finale. “Resti qua con noi”, ripete Manero sottovoce. “Fight forever”. Forse non si sono nemmeno accorti che abbiamo intercettato il loro dialogo. E chissenefrega? È una di quelle cose che non dimenticheremo mai. Immaginiamo che Manero sia stato felice di ricevere una cutter di quelle tremende e una tombstone piledriver micidiale. Uno, due, tre. Din din din, here is your Demon winner.

Nella foto, in alto: Il grido epico di Nemesi
Nella foto, in alto: Il grido epico di Nemesi

E a questo punto i due si abbracciano come solo due ragazzi che hanno trascorso vent’anni insieme possono fare. Lacrime a fiumi da fare invidia alla Carrà, mentre il pubblico scandisce “Grazie, Ale!” e il ring viene invaso da una moltitudine di atleti, uno più commosso dell’altro. Anche noi ci asciughiamo le lacrime. Qualcuno ci si avvicina e ci confessa: “Non volevo piangere ma le lacrime venivano fuori da sole senza che riuscissi a fermarle, e un po’ mi vergognavo. Poi mi sono guardato attorno, e ho visto che piangevano tutti. Allora ho pensato eccheccavolo, e che male c’è se piango anch’io?!” La sola volta che abbiamo visto tanti wrestlers piangere è stato quando è morto Eddie Guerrero. Dopo un interminabile appaluso gli arriva in mano il microfono. Ringrazia tutti, e si congeda. I segni neri sul viso del suo personaggio non ci sono più. Il Demone è tornato Umano.

Nella foto, in alto: l'ultimo tributo a Nemesi
Nella foto, in alto: l’ultimo tributo a Nemesi

Nemesi… il solo uomo al mondo che abbia potuto sentire amici e parenti elogiarlo e lodarlo, sfatti di lacrime, senza che sia già morto! Quando sei speciale, sei speciale!

Come al solito grazie a Birrachiara per la consulenza tecnica. Grazie anche a qualcun altro di cui non faremo il nome. Grazie ad Alessandro Fascini per alcune foto, compresa quella in copertina. Grazie a Nemesi e Manero per tutte le emozioni che ci hanno dato in tutti questi anni. Signore, se esisti ti ringraziamo di averci dato il wrestling. Di averci permesso dapprima di sognarlo, poi di poterlo vedere dal vivo. Di aver potuto salire sul ring anche se per troppo poco tempo. Di aver conosciuto i suoi eroi e i suoi miti, i suoi padri fondatori e i suoi figli. Grazie di averci messo in mano una penna per poterne scrivere. Se esisti, grazie di averci permesso di essere a Bergamo per una serata a dir poco EPICA, di aver potuto abbracciare Nemesi, il Mezzo Demone per dirgli che gli vogliamo bene per quello che è e per quello che ha fatto in tutto questo tempo. Già, il “Mezzo Demone”… Se esiste un Mezzo Demone, dovrà esistere per forza anche un Dio. Grazie a tutti, allora, a Demoni, Dei ed Esseri Umani.

                                                                                                                                                                 Erika Corvo

 

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