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Coronavirus. Cronaca di una siciliana a Milano

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Siamo all’inizio del contagio, della pandemia. Le persone non sono preparate, troppo abituate alla pace “ecologica”. Cosa si sperimenta la paura la confusione globalizzata e anche lo scetticismo. In ogni stato ogni cittadino ritrova lo spirito nazionale. In particolare, in Italia, gli italiani all’estero vogliono tornare. All’interno della nostra penisola, tutti vogliono tornare al loro paese. Ci sono flussi migratori dal Nord al Sud molto concentrati anche se fin da subito le frontiere sono state chiuse per contenere il contagio. Ma riportiamo l’esempio di una giovane siciliana venuta a Milano. Fine febbraio si è confusi, frastornati dalle continue notizie di contagi di morti…Lei non sa cosa fare. Il lavoro l’ha perso e desidera andare alla sua amata Sicilia. Ha paura, ma non per questo come se fosse già abituata, ragiona e prende la decisione di restare a Milano. Ama troppo la sua Sicilia per poterla intossicare, avvelenare con il virus della morte. Per amore dei suoi familiari, questa piccola donna si è sacrificata a restare nella metropoli, la città delle opportunità. Un esempio di forza e coraggio… siamo a maggio e ormai sono passati due mesi… Lei vive perché respira, ma non è viva.  Si procede a piccoli passi. vuole tornare nella sua amata Sicilia.

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Tutti scappano tutti vogliono tornare nelle loro case…nei mesi scorsi non si è sentito altro che Milano si è svuotata dai siciliani tutti volevano tornare a casa. Altri come una giovane donna hanno coscientemente preso una decisione di rimanere nella città delle opportunità.  Lei sa ha capito che ha fatto la scelta giusta, quella più dolorosa di rimanere nella metropoli, la città delle opportunità. Il tempo per Lei si è fermato come in quei film di fantascienza si è ibernata, aspettando che il virus passi, ma anche se non passasse avrebbe la consapevolezza di aver vissuto/ non vissuto per amore della sua terra. È una storia di malinconia, fatta di sguardi profondi sulle cose della vita.

cesare pavese

Due mesi son passati e la nostra giovane siciliana è decisa a tornare nella sua terra, dura, aspra e tortuosa per varie ragioni: “un paese ci vuole. Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.” Cesare Pavese “la luna e il falò”. Quando te ne vai dalla Sicilia, quando l’aereo decolla, non stai lasciando un luogo, stai lasciando un modo di vivere.

Stefania Monciardini

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