
Nella foto, in alto: l’ex presidente degli USA Jimmy Carter
Si è chiusa un’epoca per la storia americana. Domenica 29 dicembre 2024, all’età di 100 anni, si è spento serenamente nella sua storica residenza di Plains, in Georgia, Jimmy Carter, 39º presidente degli Stati Uniti d’America. Ad annunciare il decesso è stata la sua famiglia, precisando che il leader si è spento circondato dagli affetti più cari, dopo aver trascorso quasi due anni — dal febbraio 2023 — in regime di cure palliative domiciliari. Il presidente in carica Joe Biden ha proclamato per il successivo 9 gennaio 2025 una giornata di lutto nazionale, culmine delle solenni esequie di Stato iniziate il 4 gennaio 2025.
Nato l’1 ottobre 1924, Carter è stato il presidente più longevo della storia degli Stati Uniti. Alla guida del Paese tra il 1977 e il 1981, la sua amministrazione democratica affrontò sfide durissime, come la crisi energetica e il drammatico sequestro degli ostaggi americani a Teheran nel novembre 1979, evento che ne compromise la rielezione.
Tuttavia, la sua figura è stata ampiamente rivalutata nel tempo grazie ai monumentali successi diplomatici — su tutti gli Accordi di Camp David del settembre 1978 che sancirono la pace tra Egitto e Israele — e a un post-presidenza interamente dedicato ai diritti umani e alla risoluzione dei conflitti, sforzi coronati con il Premio Nobel per la Pace nel 2002.
L’ex coltivatore di arachidi diventato leader globale lascia i quattro figli e un’eredità morale immensa, ricongiungendosi all’amata moglie Rosalynn, scomparsa poco prima di lui, il 19 novembre 2023, dopo 77 anni di matrimonio.
Riccardo Motta

