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Addio a James Senese. Napoli piange il padre del Neapolitan Power

Nella foto, in alto: James Senese al sassofono

La musica italiana perde una delle sue anime più libere e rivoluzionarie. James Senese, leggendario sassofonista, compositore e cantante, si è spento ieri, 29 ottobre, all’età di 80 anni presso l’ospedale Cardarelli di Napoli, dove era ricoverato in rianimazione dalla fine di settembre a causa di una grave polmonite.
Nato nel quartiere di Miano il 6 gennaio 1945, figlio di un soldato statunitense afroamericano e di una donna napoletana, Senese ha incarnato nel fango e nell’oro delle sue note l’essenza stessa della contaminazione culturale. Nel 1975 ha fondato, insieme a Franco Del Prete, i Napoli Centrale, dando vita a un jazz-rock viscerale, cantato in dialetto, che è diventato colonna sonora delle rivendicazioni sociali e della Napoli “nera a metà”.
Fratello d’arte e mentore di Pino Daniele, con cui incise capolavori immortali a partire dallo storico album Nero a metà del 1980, James ha suonato il suo sassofono fino all’ultimo, portando in tour anche nel corso del 2025 la sua rabbia, la sua passione e il suo soffio inconfondibile.
«Il suo sax risuonerà per sempre», ha dichiarato il sindaco di Napoli, unendosi al cordoglio di colleghi come Enzo Avitabile e Clementino. Con la morte di James Senese se ne va l’ultimo grande pioniere di una stagione musicale irripetibile, un uomo che ha sconfitto i pregiudizi armato solo di sentimento e del suono del suo sax.

Riccardo Motta

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