Wu-Taiyo. Piatti cinesi e giapponesi. Una gara di bontà… dopo un duro allenamento nel dojo. 
(Taiyo, significa Sole)
Milano. Sono le sei del pomeriggio. Famosa palestra di karate, nelle vicinanze del Parco Ravizza. Tutti in fila per il saluto: oss! La lezione ha inizio. Un po’ di streching. Almeno un quarto d’ora e… poi: “ ichi, ni, san, shi, go, roku…” (uno, due, tre, quattro, cinque, sei…, traduzione in italiano dei numeri giaponesi, ndr.) il maestro dà il via ai khyon (tecniche fondamentali, ndr.). Seguono i kata (combattimenti simulati, ndr.). In ultimo, il kumite (combattimento vero e proprio, ndr). Di nuovo, il saluto finale… oss!!

Nella foto, in alto: dei praticanti di karate in fase di saluto: oss!
Gli spogliatoi si riempiono per la doccia e il cambio del karate-gi (kimono, ndr.) con i vestiti normali. Dieci minuti e gli atleti escono all’aria aperta. L’orologio segna le sette e trenta di sera. Si decide per una cena, tutti insieme con il maestro.Ma dove? La decisione è unanime: il ristorante cino-giapponese Taiyo, di via Adige. Uno dei tre che a Milano, formano la catena Wu-Taiyo. La preferenza è stata accordata, solamente, in base alla comodità della zona. Quello più vicino alla palestra, di arti marziali, in questione. Il Taiyo, di via Adige, per l’appunto, è stato inaugurato nel 2000. Poi, ampliato e ristrutturato nel 2005. Accoglie i clienti con un giardino coperto di circa trenta posti, dove possono assaporare le specialità nei mesi più miti. All'interno, il Wu-Taiyo è dotato di due sale non fumatori per un totale di circa cento posti e una sala appositamente creata per chi, purtroppo, ha ancora il vizio del fumo, ottimamente aerata, di circa quarantacinque posti. Ambiente molto grande, elegante e…, soprattutto, tranquillo.

Nella foto, in alto: una delle tante vaste sale deil Taiyo di via Adige
Ampio. Luminoso. A dir poco, molto positivo. Il personale, ben selezionato, è giovane, altamente cortese e veloce. I tavoli sono adeguatamente distanziati tra loro e, in un ambiente informale e di design. Le sale, eleganti e intime, sono animate da colori moderni e arredate con linee essenziali e originali dell'architettura giapponese. Gli ideogrammi sulle pareti completano l'arredamento dei locali, con soggetti della natura (fiore, uccello, vento, luna). Questi ideogrammi sono, particolarmente, amati dalla cultura orientale. Tanto che, spesso, i giapponesi, li usano nelle loro poesie. Il design delle sale dei ristornati Wu-Taiyo è stato affidato all'architetto giapponese Naoki Matsunaga. Ottimo per una cena tra atleti. Perfetto, per le famiglie. Ad hoc, senza ombra di dubbio, per gli innamorati. Azzeccato, pure, per i pranzi e le cene d’affari. Cosa molto importante? Oltre all’ambiente accattivante, troviamo pesce freschissimo e importato solo dal Mar Mediterraneo. Niente paura, perciò, per le eventuali radiazioni che potrebbe aver subito il prodotto ittico, originario dei mari del Sol Levante. La salute, infatti, al Taiyo è protagonista. Cibi sani. Pesce. Pollo. Qualche volta del vitello. Moltissime sono le verdure.

Nella foto, in alto: un succulento piatto cinese di verdure
Zuppe leggere, ma saporitissime. E tanta, tanta frutta. Al naturale, o elaborata da qualche ricetta estremo-orientale. Poi? Piatti della casa. Alla "Taiyo". Dall’aspetto allettante, profumo gradevole e sapore squisito. Il prezzo? Molto modesto, se lo paragoniamo alla qualità delle portate e del servizio. Al Taiyo, celerità e gentilezza si uniscono armoniosamente e con successo.Il responsabile del Taiyo di via Adige? Non è altro che il nipote del signor Wu. Quest’ultimo è il titolare e l’ideatore della catena Wu-Taiyo. Un vero uomo d’affari. Molto distinto ma di poche parole. Senza dubbio, molto professionale.Il nostro team di atleti di karate e il loro sensei (maestro, ndr.) sono giunti felicemente a fine sera. Hanno chiacchierato serenamente e sembrano molto soddisfatti. Hanno mangiato molto bene e si sentono leggeri come… sport comanda. Il conto? Leggero anche quello. Soddisfacente, a dir poco. Il menu vastissimo ti invita a ritornare. Ci vogliono mesi per provare tutte quelle belle e buone ricette. Belle per la vista e… buone per il palato. Un "oss" e… via! Il gruppo si divide per raggiungere ognuno il proprio mezzo di trasporto. Hanno tutti fretta di correre a casa per farsi abbracciare e accarezzare dalle dolci braccia di Morfeo.
Radouane Chegdal

09 / 11 / 2011
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