Wu-Taiyo. Cucina del Sol Levante ma il pesce ha origini mediterranee

(Taiyo, significa Sole)
Nella cucina nipponica si utilizza come base per le ricette il riso, utilizzando degli appositi bollitori elettrici.

Nella foto, in alto: il classico riso della cucina giapponese
Quest'ultimo, risulta essere pressochè colloso, in maniera da poter essere, agilmente, consumato con l'aiuto dei tradizionali chopstik (ndr, bastoncini), con cui mangiano i giapponesi. In tavola vengono portati contemporaneamente tutti i cibi, slegandosi dalla classica separazione tra primo, secondo, contorno e frutta. Cosa tipicamente occidentale. Molti piatti sono conviviali, cioè si attinge tutti da un unico piatto centrale. Oltre al riso, sono utilizzate molte verdure cotte che al palato risultano essere croccanti. Stupirà, ai molti fan del sushi, sapere che il loro piatto preferito non ha in realtà origini puramente nipponiche.
In effetti, molti elementi fondanti della cultura giapponese, non solo culinaria, in verità, hanno origini straniere. E' successo di frequente. Ad esempio, con il ramen, il tofu,
Nella foto, in alto: tofu detto, anche, formaggio di soia
il tempura, ma anche con il buddhismo Zen, i bonsai e le stesse arti marziali.Tutte cose importate in Giappone da altri Paesi. Ma, che col tempo sono stati così modificati, adattati al gusto e allo stile del Sol Levante da divenire qualcosa di molto diverso da ciò da cui derivano. Tanto da poterli, tranquillamente, definire propriamente e originariamente nipponici.
La nascita del sushi risale al IV Secolo, dove in varie zone del sud-est asiatico era diffuso un peculiare metodo di conservazione del pesce. Era eviscerato, salato e posto in mezzo a riso cotto. La fermentazione del riso provocava l'aumento dell'acidità dell'ambiente, in cui si trovava il pesce, che poteva per questo motivo durare anche vari mesi. Essere trasportato e stoccato. Al momento di consumare il prodotto ittico, così conservato, il riso però veniva, in questo caso, eliminato. Questa tecnica di conservazione fu introdotta in Giappone dalla Cina e dalla Corea, insieme con la coltivazione del riso, tra il III e l'VIII Secolo. Ancora oggi, in alcune regioni del Giappone è in uso con il nome di Narezushi, o Funazushi a secondo la zona di produzione e del pesce utilizzato. A Milano, negli anni 90 inizia a diffondersi il cibo giapponese. Controindicazione: i ristoranti erano molto, molto cari e riservati a una certa clientela. Molto limitata. A dir poco, digrande elitè. Ecco, da quel mentre, la fantastica intuizione del signor Wu. Crea una catena di ristoranti, chiamati: Wu-Taiyo. Con questa idea, Mr. Wu riesce a coniugare la cucina giapponese e l'alta qualità, portandola all' altezza di tutti.

Nella foto, in alto: un dojo
I suoi tre ristoranti sono location, ideali e confortevoli, per appuntamenti mangerecci e salutari di appassionati di arti marziali che dopo un duro esercizio fisico, nel Dojo, abbiano voglia di passare un po' di tempo insieme, seduti intorno ad un tavolo. Ancora, il pesce usato per la preparazione delle pietanze è tutto pescato nel mediterraneo, per cui esente dai problemi che assillano in questi giorni il territorio giapponese. La salute, per tutti, è al primo posto e al Wu-Taiyo... non la esporrete mai a rischio!!!
Nella foto, in basso: qualche esemplare di pesce freschissimo proveniente dal Mar Mediterraneo

Per saperne di più potete navigare nelle acque sicure, salutari e mediterranee del sito www wutaiyo.com.
Carlo Augusto Pasquinucci

13/04/2011
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