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Rise with Heart, 22 settembre 2018. Seconda parte

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Siete ancora caldi? Ancora sintonizzati? E allora andiamo avanti con a seconda parte dello show! Iniziamo con una bella caramellina!

Nella foto, in alto: il pluricinturato Mišo Mijatovič
Nella foto, in alto: il pluricinturato Mišo Mijatovič

Mišo Mijatovič vs Flavio Augusto della Roman Dynasty, che questa sera però combatte da solo, senza Blasco. La entry di Mišo è sempre adorabile, e siamo in parecchi ad enfatizzarla marciando da fermi a ritmo di “popom, popom, popom”. Flavio, invece, arriva in compagnia di Mr. Malvezzi, manager, che somiglia in modo straordinario all’arbitro Filippo Malvezzi. Che siano lontani cugini? Il match inizia con il balcanico Mišo che non perde occasione per rifilare al romano Augusto tutto quello che gli viene in mente. Ma commette l’errore di voltare le spalle al suo avversario per inveire contro il manager Malvezzi, e Flavio ne approfitta subito per piazzare a segno una sitout facebuster. Non visto, Malvezzi tenta di strangolare Mijatovič sulle corde d’angolo. Flavio infierisce ulteriormente ma Mišo non ci sta. Atterra l’Augusto con una school boy e lo blocca in una specie di nodo Gordiano (data l’angolazione non ci è dato di capire di più) indistricabile da cui il nostro imperatore romano esce solo aggrappandosi alle corde. Mišo, se non bastasse, ora si becca un dropkick dalla terza corda e un diving tornado DDT.

Nella foto, in alto: Filippo Malvezzi incontra la nostra Erika Corvo
Nella foto, in alto: Filippo Malvezzi incontra la nostra Erika Corvo

Ma dato che Mišo è Miscio e non è Moscio, si rialza come se non fosse successo niente e rifila a Flavio un vertictal suplex di quelli potenti, poi inaugura la sagra del calcione come se piovesse. Cerca di dare il fatto suo anche a mr. Malvezzi e si sposta giusto in tempo perché sia proprio il romanaccio ad impattargli addosso. Malvezzi vola di sotto e Mišo gli tira sulla zucca un imperatore volante. Non basta? Ci si butta anche lui: frittatina di avversari che nemmeno chef Ramsay avrebbe fatto di meglio! I due contendenti risalgono sul ring e stavolta è Flavio a mettere a segno una jumping reverse STO. Ma non c’è niente da fare: una snapmare dalla terza corda, una olimpic slam, e assistiamo alla caduta dell’Impero Romano. Popom, popom, popom, ha vinto Mišo e se ne va sulle note della sua entry music.

Nella foto, in alto: Paxxo e Jokey, fanno coppia anche nella vita
Nella foto, in alto: Paxxo e Jokey, fanno coppia anche nella vita

“Chi viene fuori adesso?!” gridava Paolo Villaggio agli inizi della carriera, quando faceva “Kranz il Prestigiatore Tedesco” Adesso vengono fuori i Loony Fools, ovvero Paxxo e Jokey contro gli Urban Guerrilla, Tony Callaghan e Riot.

Secondo match! I palloncini che i Loony Fools portano con loro servono a distrarre gli avversari e colpirli poi di sorpresa. Paxxo usa la sua compagna come arma impropria, lanciandola su Callaghan. Lei non usa nessuno ma tira al guerrigliero una bulldog tremenda. Non appena i Guerrilla scendono dal ring, Paxxo gli si fionda addosso con uno springboard moonsault, Jokey lo segue con un pescado. Paxxo colpisce di nuovo Callaghan con Jokey usata come proiettile, lui svolazza con una senton.

Nella foto, in alto: gli Urban Guerrilla, tra i migliori tag team italiani
Nella foto, in alto: gli Urban Guerrilla, tra i migliori tag team italiani.

Ora tocca a Callaghan prendere il controllo della situazione con una butterfly backbreaker, Riot infierisce con un piedone cadente. Insieme gli propinano un doppio elbow, e un suplex non guasta mai. Paxxo stende Riot con “l’Urlo di Chen” (famoso film di kung fu degli anni ’70, con Bruce Lee) mentre Jokey ci mette del bello e del buono con una springboard bulldog ma è costretta poco dopo a subire una kneeling powerslam con ceffone sul muso in combo. Non bastasse, si becca anche una Romero Special. Che bello, era da un pezzo che non ne vedevamo una! Invece di ricominciare a menarsi, Paxxo se la prende con l’arbitro Cesana, cosicché, non visto, Riot può cercare di uccidere Jokey strozzandola sul paletto. Riot stende Paxxo con una cutter e Jokey stende Riot con un pezzo di bravura, una tilt a whirl DDT. Ma mica finisce qui: spinning sitout powerbomb! Questa mossa potremmo benissimo chiamarla “Frullatore Move”, e Jokey diventa un frappé. Il frappé si vendica trasformando una casadora in una hurricanrana. Ora tutti cercano di schienare tutti e ci manca davvero poco quando i Guerrilla mettono su una tombstone in coppia su Jokey (ma quante ne ha prese, stasera, porella?) Dopo un bellissimo carosello di finisher di tutti quanti su tutti quanti, pensate un po’, è proprio la bella Jokey a trovare il pin vincente su Callaghan. Quando una donna ha le palle, ha le palle!

Nella foto, in alto: i protagonisti del main event della serata. Nemesi, Tyler e Manero
Nella foto, in alto: i protagonisti del main event della serata. Nemesi, Tyler e Manero

E adesso tenetevi forte perché questo match diventerà parte della storia del wrestling italiano. È il penultimo match della carriera di Nemesi, e i suoi avversari sono di pari valore: Tony Manero e Chris Tyler! Fuochi d’artificio e festa grande, stasera! Inizia Tyler abbattendo i due italiani con un doppio dropkick di quelli belli, avalanche ai due angoli del ring (un avversario di qua e uno di là) con un ritmo impressionante e un lionsault su entrambi quando i due crollano al centro del tappeto. Il pubblico grida “This is awsome” dopo nemmeno un minuto, ma questo non è che l’inizio! Nemesi e Manero sembra si coalizzino contro Tyler: per farlo andare giù sono d’accordo e collaborano attivamente, ma poi litigano per chi dei due debba schienarlo. Tyler approfitta delle loro beghe e gli tira una DDT effetto domino con cui ne acchiappa uno e ne tira giù due. In pratica Tyler fa una DDT su Manero mentre questi faceva una neckbreaker su Nemesi. L’effetto scenico è fenomenale. La reazione avviene sempre in modalità due contro uno con un doppio enziguiri dannatamente spettacolare. Tyler rende subito il servizio a Nemesi, poi dà spettacolo con un dropkick con cui butta tutti giù dal ring, e suicide dive di conseguenza. La battaglia prosegue ad un ritmo serrato, Tyler e Manero se le suonano come se non ci fosse un domani. Arriva Nemesi e non c’è più nemmeno ieri, l’altro ieri e anche dopodomani. Il pubblico è in delirio per questo match: ritmo, bravura, perizia, fantasia, dinamicità, acrobazie, teatralità, spettacolo allo stato puro, insomma! Un triplo german suplex rincara la dose, e un triplo pugno in faccia vicendevole in perfetta sincronia è una delizia per gli occhi. Le mosse da maestro si sprecano ma nessuno dei tre riesce ancora a prevalere sugli altri. Ecco di nuovo una serie di avalanche, enziguiri, german suplex, calcioni e cutter di una potenza esplosiva. Manero mette a segno una Staying Alive su Tyler poi tenta una Style clash ma Nemesi gliela reversa in una hurricanrana. Grosso modo, è quasi un quarto d’ora che il pubblico strilla “This is awsome!” e il match non è ancora finito. Il gran finale? Il meraviglioso Demon Driver di Nemesi su Manero, Tyler salta a piedi uniti sulla schiena di Nemesi (‘sta cippa che il wrestling è finto, non abbiamo idea di come abbia fatto a non spaccarlo in due!). Mentre quest’ultimo cerca rifugio sulla terza corda Tyler gli tira anche una ropehung codebreaker, e la meraviglia delle meraviglie: la 450 splash. Senonchè mentre l’arbitro Cesana batte il pin, Manero schizza sul ring, butta via Chris Tyler e lo schienamento riesce a farlo lui!

Nella foto, in alto: i tre atleti, in realtà ottimi amici.
Nella foto, in alto: i tre atleti, in realtà ottimi amici.

Nemesi annuncia che questo è stato il suo penultimo match e che quello finale lo disputerà il 6 ottobre a Bergamo, sempre contro Manero. Dolore, sconforto e disperazione! Ma no, non te ne puoi andare, Nemesi! Eppure deve, perché ormai è tutto rotto, ogni volta che si rompe qualcosa i tempi di recupero sono sempre più lunghi, e anche se visto da fuori sei il ritratto della salute, bello, figo e palestrato, dentro sei conciato uno spezzatino e allora non va più bene. Ci dobbiamo rassegnare, così è perché così dev’essere. Ma versiamo lacrime amare per quello che il wrestling italiano sta perdendo.

Piccolo break, panino e sigaretta, poi tutti di nuovo seduti che si ricomincia! Quarto match: Doblone contro Steve McKee.

Nella foto, in alto: Doblone con la nostra Erika Corvo
Nella foto, in alto: Doblone con la nostra Erika Corvo

Ogni tanto anche un match “tranquillo” ci sta bene, almeno riprendiamo fiato e i battiti del cuore tornano regolari. Un po’ di chain, qualche micro scenetta comica, poi Steve mette a segno una bella headscissor e un dropkick. Doblone replica con una backstabber, McKee con un bel crossbody . Poco dopo un doppio crossbody vicendevole mette entrambi ko, Doblone va a segno con un suplex into tornado DDT e un german suplex, Steve lo bodyslamma a dovere ma subito dopo si becca una lifting double knee gutbuster e una Jolly Roger DDT in rapida successione. Mentre l’arbitro Malalana è distratto, il pirata nostrano tira fuori qualcosa di liquido che nascondeva nello slip e lo sputa in faccia a Steve, poi ripete la Jolly Roger DDT ma il Rinnegato non molla nemmeno dopo una fireman’s Carry facebreaker. Pensa u n po’, anche se il match l’ha dominato Doblone, è invece Steve a conquistare la cintura dopo una unpritter. E chi l’avrebbe mai detto? Carino e rilassante.

Quinto match: gli M&M ovvero Maverick Mayhew & Connor Mills vs i BBB (Brixia Bones Breakers) cioè Mirko Mori e Nick Lenders.

Nella foto, in alto: Mirko Mori che una volta era Mark Fit, che però si chiama Mirco Moreschi, che fa parte dei BBB che poi significa Brixia Bone Breakers
Nella foto, in alto: Mirko Mori che una volta era Mark Fit, che però si chiama Mirco Moreschi, che fa parte dei BBB che poi significa Brixia Bone Breakers.

Ma quanti nomi hanno, questi qua? Adesso mettetevi nei panni della povera Erika Corvo che frequenta praticamente tutte le federazioni del Norditalia e deve conoscere tutti gli atleti. Hanno un nome, un cognome e talvolta un soprannome. Hanno un ringname, ma non fidarti mai perché ogni tanto lo cambiano. Se sono in un tag team c’è da memorizzare anche il nome del team, che però di solito è una sigla – vedi ad esempio i Brixia Bone Breakers – e devi memorizzare anche quello. Poi capita che interpretino più di un personaggio, magari uno mascherato e uno no, e tutto questo si moltiplica per due.  Capita anche che se combattono in  altre federazioni, oltre alla loro, debbano per forza avere un altro ringname per questioni di copyright, e tutto si complica ulteriormente. Potresti salvarti ricordando che Tizio ha i capelli lunghi, Caio li ha lisci e Sempronio li ha ricci? No, ti fregano anche qui, perché in questo periodo sono tutti calvi e con la barba folta che gli nasconde metà della faccia! E come li riconosci?? A memorizzare le Pagine Gialle si fa prima, e gli agenti segreti della CIA sono più identificabili di un wrestler. Per cui, quando la Erika si avvicina a qualcuno di voi dicendo: “Ah, ma tu sei coso!“, vi preghiamo, abbracciatela con tanta comprensione.

Nella foto, in alto: Nick Lenders il Goleador
Nella foto, in alto: Nick Lenders il Goleador

Torniamo a noi e alle cose serie, vah! Lo scontro è valido per la cintura Rising Sun Tag Team  Championship Ladder Match. In pratica, questi se le suoneranno di santa ragione per conquistare le cinture appese su, in alto, al centro del ring. Il match inizia con un putiferio fuori dal quadrato, con il lungochiomato Mills (almeno lui si riconosce al volo! Non tagliarti i capelli, ti prego!) che riesce anche ad appendersi ad un canestro pur di zompare addosso al suo italico avversario con una inaspettata hurricanrana. Ed ecco che dal nulla compare una scala! Potremmo aprire un banchetto di scommesse fantasticando su chi ci si spantega su per primo. Mori? no. Mills? Nemmeno. Intanto volano botte da orbi tra un tentativo e l’altro di posizionare la scala. Mori si stufa di venire suonato in stereofonia e disintegra tutti e due gli avversari con una furia degna di Hulk (quello verde, non il wrestler).

Nella foto, in alto: Connor Mills dai lunghi capelli
Nella foto, in alto: Connor Mills dai lunghi capelli.

Iniziano i tentativi di scalata, ed ecco che il primo a spalmare il naso sui gradini metallici è Mills, e quando arriva giù, Landers gli rifila un bodyslam accompagnato.  Entra in scena la seconda scala, e il povero Mills si becca anche un back bodydrop eseguito in stereofonia dai BBB. Mayhew si becca la seconda scala di rimbalzo sulla testa ma non si fa nulla e ne approfitta per appioppare una hurricanrana a Lenders usando Mori come rampa di lancio. Spedisce entrambi fuori ring, sale quasi fino a raggiungere le cinture, ma a sorpresa si lancia in un bel dive su entrambi gli italiani. Il pubblico ulula alla luna “This is awesome”, e hanno ragione. I due ragazzi d’oltremanica ritentano insieme la scalata ma prontamente ci pensa Mori a buttarli di sotto, poi decide di usare  la scala come Stanlio e Ollio usavano le assi di legno girandosi d’improvviso.

Nella foto, in alto: Maverick Mayhew
Nella foto, in alto: Maverick Mayhew

Arriva Maverick Mayhew e lo sistema a dovere con una sediata. Ci prova anche Connor Mills , Mirko però non ci sta e tira un pugnone sulla sedia che se non si frattura un mucchio di ossicini del metacarpo è un miracolo. Poi arriva Lenders e anche lui se la prende con il lungochiomato e lo stende con un rolling release suplex. Fantastico! Ma Connor è ancora vivo e vegeto, bene in grado di reagire: posiziona il Goleador su una scala posta in orizzontale e ci zompa sopra con un double stomp dalla terza corda. Il pubblico si riversa a battere le mani sull’apron, entusiasta di come proceda la faccenda. Mills lancia il compagno come un proiettile e fa fuori Mirko. L’ululato “This is awsome” oltrepassa la Luna e raggiunge la sonda Voyager nello spazio siderale. Sempre più difficile! Venghino, signori venghino che qui ci si diverte sempre! Maverick sale in piedi sulle spalle di Mills e Mirko sulle spalle di Nick Lenders, cavalieri di umani destrieri. Ma non cavalcano. Si prendono a ceffoni e cadono giù tutti quanti. Ora ci pensa Mayhew! Sale fino a toccare le cintura ma è obbligato a saccagnare il Goleador che voleva tirarlo giù. Eh, no! Ecco Lenders che si rialza e ritenta la scalata, e finalmente agguanta entrambe le cinture! Pubblico in delirio, atleti mezzi morti di fatica… sapete che questo match è andato avanti venti minuti abbondanti? Ok, adesso dovrebbe esserci l’evento fuori dall’evento, il match non inserito nella card tra Akira e il suo maestro Kobra… ma scopriamo di avere esaurito 32 giga di memoria nella card inserita nella nostra macchinetta fotografica! Il brutto di fare le riprese in alta definizione. Che poi, alla fine, povera macchinetta, qui lo show è iniziato alle sei di pomeriggio, e fanno cinque ore buone ore di filmati. E vi sta ben e, così imparate a non starvene con le chiappe sul divano invece di venire a vedere qualcosa di veramente interessante! Ok, comunque per Natale promettiamo di munirci di una schedina da 64 giga. Se poi ci arrivasse il video del match, non vi preoccupate che vi forniremo il report in modo celere e preciso come al solito. Ci perdonate? Stay tuned perché abbiamo ancora tanto ma tanto ma tanto da scrivere!

                                                                                                                                                Erika Corvo

 

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