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New Rapallo Wrestling Back in Town! Che spettacolo! (parte seconda)

le cinture

Rieccoci qui, siamo tornate! Pronti per la seconda parte del report? Dai, che l’evento di Rapallo è stato davvero memorabile, sopra le righe! Eravamo arrivati, dove?…

Gianni Verga coi bambini
Nella foto, in alto: Gianni Verga, simpatico e colorato, beniamino dei bambini. Foto by Massimo Di Mauro.

QUARTO MATCH for #1 contender Cross Road Title: GEMINI (w Kaos) VS GIANNI VERGA

Gianni Verga: coloratissimo, simpatico, beniamino dei bambini, coriandoli e stelle filanti.

Gemini: incazzato col mondo intero.

Seppure fisicamente molto simili, due avversari più diversi di così, non li potevano trovare! Verga inizia con una shoulder block, ma Gemini reagisce con una serie di pugni. Verga riparte con una running crossbody e una headlock takedown.

Irriverente e divertente, improvvisa la mossa “dito pollice a missile tra le chiappe nemiche” e una sidewalk slam.

Nella foto, in alto: Gemini, battagliero e scontroso
Nella foto, in alto: Gemini, battagliero e scontroso. Foto by Maurizio Cesari.

Gemini gli si lancia contro ma con una finta, Verga si scansa e Gemini vola fuori dalle corde. Incazzatissimo per il volo, cerca di rendere pan per focaccia e lancia il povero Verga sulle sedie dopo che il pubblico è scappato a gambe levate. Risalito sul ring si becca una scarica di legnate mica da ridere, suonato indebitamente anche da Kaos, accompagnatore di Gemini. Mezzo stordito, Gemini ne approfitta per rifilargli una bella vertical suplex e una eco-lariat (traduzione dal dialetto Erikese: una lariat che produce l’eco da tanto che la botta è violenta). Verga riesce a reagire e, a dire il vero, dopo una sunset flip avrebbe anche schienato l’avversario. Solo che l’arbitro Marinaro è distratto da Kaos e non batte il pin, cosicché Gemini ha l’opportunità di tirare al povero Gianni una spinning enziguiri kick da ribaltarlo come una frittata in padella.

Nella foto, in alto: Gemini tenta lo strangolamento dell'avversario
Nella foto, in alto: Gemini tenta lo strangolamento dell’avversario. Foto by Giada Gabetti.

Non contento, sempre con l’arbitro impegnato da Kaos, Gemini si srotola la striscia di scotch da uno dei polsi e la usa per strangolare il rivale. Scusate ma non vediamo niente: abbiamo la visuale coperta da cinque fotografi a bordo ring, dal lato in cui siamo noi. Ma che bisogno hanno di stare lì appiccicati a tre centimetri dagli atleti, quando hanno dei teleobiettivi e degli zoom lunghi un chilometro? Non li sfiora il pensiero che, oltre alla povera Erika Corvo che tenta di filmare, nemmeno il pubblico vede una cippa con questa mandria in costante migrazione seguendo gli atleti ad ogni spostamento? Come ci piacerebbe piazzarci davanti alla tv nel salotto di casa loro mentre guardano il derby, da fargli capire che non è un bel comportamento da tenere! Un amico che ha visionato i nostri video ha commentato: “Ma che c***o c’è, a bordo ring? La processione della Via Crucis a Pasqua?!?”

Ma – a Milano si dice: “San Giuan fa minga ingann”, ovvero “San Giovanni non fa inganni” – e lo si dice quando qualcuno cerca di imbrogliare ma il destino vuole che non ci riesca. Con tutta la mandria di fotografi al pascolo, le foto più belle sono di Giada Gabetti, che poi era la sola autorizzata dalla dirigenza.

Riusciamo ad intravedere un a sidewalk slam e poco dopo una slingshot backdrop suplex. Verga decide di tentare la carta della distruzione dei gioielli di famiglia dell’antagonista ed esegue due atomic drop, una normale e una inverted. A questo punto una spinebuster non guasta, ma va a vuoto col moonsault. Gemini ne approfitta e chiude con una lifting butterfly buster, ed è stato un gran bel match! Almeno, quello che siamo riusciti a vedere.

PAUSA

Nella foto, in alto: il pubblico che affollava le gradinate
Nella foto, in alto: il pubblico che affollava le gradinate

Interessante in questo show: il pubblico! Non solo erano davvero tantissimi, ma anche bollenti. Un tifo da curva sud come abbiamo visto spesso e volentieri ad Almenno San Bartolomeo. Non solo bollenti, ma anche competenti: non lì per caso, ma per passione. La netta impressione era che questi guardassero la WWE in tv da mille anni. I bambini: entusiasti di vedere dal vivo quello che di solito possono soltanto guardare in tv, sospirando. La gioia nei loro occhi, la partecipazione totale era uno spettacolo nello spettacolo.

Nella foto, in alto: architettura demenzial-impossibile
Nella foto, in alto: architettura demenzial-impossibile.

Nota folcloristica: un cameo di “architettura demenzial-impossibile”: una porta che non portava da nessuna parte, come nei post da ridere che talvolta si vedono su facebook! Come da foto, la porta dà accesso ad una ringhiera che non ha il minimo sbocco all’interno del locale.

Dai, basta ridere! Ricominciamo!

QUINTO MATCH. TRIPLE THREAT TAG TEAM: FIL BANE E DALE OLD BOY VS TURBO E SAETTA VS BIG MARCUS E VIOLENT JOE.

Nella foto, in alto: l'ipertricotico Dale Old Boy
Nella foto, in alto: l’ipertricotico Dale Old Boy. Foto by Maurizio Cesari.

Oh, qualcosa di diverso dai soliti inglesi! Ecco due greci: Fil Bane (quello meno brutto) e Dale Old Boy (quello ipertricotico). Li vediamo contro due italiani “normali” e due italiani enormi. Turbo, tutto sommato è bello grosso, ma vederlo iniziare il match contrapposto a Violent Joe, beh, sembra piccolo! Non solo non riesce a spostare Joe di un millimetro, ma appena prova a fare qualcosa si becca una reverse figure four leglock  e solo l’intervento di uno dei due greci, Fil Bane, lo salva. Bane a quanto pare vola, e il suo dropkick butta giù Violent Joe. Anche lui, però, se la prende con le gambe di Turbo e le figure four a gogò ci insegnano la tabellina del quattro: quattro per uno, quattro, quattro per due, povero Turbo. Big Marcus acchiappa il greco e gli zompa addosso. Forse prima si chiamava solo “Bane”, e dopo Big Marcus è diventato “Fil”. Turbo utilizza Marcus come sacco da boxe e viene utilizzato a sua volta da Saetta come sgabello, che zompa addosso al gigante con una poetry in motion. Il greco Bruttissimo Dale Old Boy, invece, usa Saetta come straccio dei pavimenti. Arriva Marcus e in tre organizzano la Sagra della Chop, poi Saetta tira una tilt a whirl head scissor a Fil Bane. Rientra Turbo con la pretesa di ammazzare tutti.

Nella foto, in alto: i due fratelli italiani, Turbo e Saetta
Nella foto, in alto: i due fratelli italiani, Turbo e Saetta

Marcus gli fa BÙ e Turbo cade giù come una pera, poi tra un fotografo e l’altro, vediamo che gli arriva una legdrop. Compresi i suoi limiti cambia avversario e bodyslamma Dale Old Boy, ma un attimo dopo è lui a doverla subire. Dopo un suplex di Big Marcus sull’irsuto abitante del Peloponneso, Turbo prende coraggio e ci riprova, ma proprio non ce n’è per nessuno: Marcus può strapazzarlo come gli pare e piace. Anche i greci trovano il modo di unire le forze e suonarlo come una campana. Ora viene il momento di Violent Joe di strapazzare tutti quanti, ma torna Bane il greco volante, e ci strabilia con una electric chair driver. Alla fine, Bane solleva Joe (incredibile!) ma questi si libera subito. Arriva Turbo e atterra Bane con una spear tremenda. Marcus chockeslamma Turbo e fa fuori Old Boy, infine con Joe si esibiscono in una Hart attack su Bane e l’arbitro batte il pin vincente.

SESTO MATCH: FABIO FERRARI VS SHADOW

Nella foto, in alto: il polacco Shadow, figura viscida e sinistra
Nella foto, in alto: il bravissimo polacco Shadow dall’aspetto  sinistro. Splendida foto by Giada Gabetti.

Fabio Ferrari lo conosciamo bene: un grande. Un grande e basta, uno dei wrestlers italiani più famosi all’estero. Shadow lo vediamo stasera per la prima volta. Un ragazzetto magrolino, a vederlo in borghese. Appena esce dal tunnel dà tutt’altra impressione. Mascherato, oscuro, marziale, un bell’attire semplice ma efficace e una bella presenza scenica. Ci dicono sia il miglior atleta polacco… Promette bene, vediamo! Sì, sì, inizia proprio col botto, con una hurricanrana dal nulla allungando le gambe da terra. Armbar, dropkick, armbar, velocissimo e potente. Poco più tardi, Ferrari carica una powerbomb e Shadow la inverte in hurricanrana. Altroché se ci piace, questo ragazzino polacco!

Nella foto, in alto: Ferrari, il nostro atleta più famoso nel mondo
Nella foto, in alto: Fabio Ferrari, il nostro atleta più famoso nel mondo

Naturalmente, durante una sunset flip, casualmente afferra le mutande di Ferrari e gliele tira giù. Ma sì, le chiappe di Ferrari sono sempre un gran bel vedere, oltre che un gran bel sedere! Era tanto che non lo vedevamo, e ci sta benissimo. Ridono tutti, dai bambini ai fotografi, e c’è chi riesce a scattare un primo piano delle rotondità gluteiche. Il dropkick di Shadow è altissimo e raggiunge le vette del Kilimangiaro. Fa per caricare un moonsault o qualcosa del genere ma Ferrari scappa dal ring e il polacco torna giù. Come diciamo spesso, non conta cosa fai, ma come lo fai: questo qua, in meno di cinque minuti ha già tutto il pubblico dalla sua. E vedere in mezzo al pubblico un piccolo esercito di bambini che tifano strillando: “Teschio, Teschio” perché non ricordano più che questo si chiami Shadow, è davvero bello. Talmente bello che al general manager Frank Basilico si inumidiscono gli occhi. Crossbody al volo dalla terza corda, Ferrari si aggiudica il match e non facciamo che ripeterci che questo sì che è wrestling!

SETTIMO MATCH. LUMBERJACK MATCH for Italian Title: SAMI GRAYSON VS ALEX GORGEOUS.

Nella foto, in alto: Botte da orbi nel lum berjack match tra Sami Grayson e Alex Gorgeous
Nella foto, in alto: Botte da orbi nel lum berjack match tra Sami Grayson e Alex Gorgeous. Foto by Giada Gabetti.

Si tratta di un Lumberjack match, ovvero due stanno sul ring a menarsi – in questo caso Alex Gorgeous e Sami Grayson – mentre tutti gli altri, divisi in due fazioni, si aggirano minacciosi intorno al ring pronti a menare come un tamburo chiunque ne voglia scendere. I due contendenti iniziano a suonarsele come camionisti. Sami parte all’attacco con una handstand corner dropkick. Alex replica con una chin lock e come un fulmine incolla insieme una bodyslam e uno standing moonsault. Sami va a vuoto tentando un diving spinning wheel kick. Alex si lancia dalla terza corda ma Sami lo intercetta in aria con un dropkick altissimo e dopo una serie di sacrosanti ceffoni riecco il dropkick lunare più una neckbreaker. Alex scende dal ring, e giù tutti a menarlo e menarsi tra di loro. Madò, volano botte da orbi! Sami si lancia sul mucchio dalla terza corda ma va giù malissimo e resta a terra senza fiato. Sul ring ci salgono Pyro e Timothy Ryan, e Pyro tira a quest’ultimo una bellissima F5 e lo butta di sotto come si esce la sera per buttare la pattumiera. Sale al suo posto Hero e massacra Pyro con una asai DDT. Sale Malto e la sua torture rack powerbomb è una roba mitica, ma Hero si rialza e si vendica con un ropewalk tornado DDT.

Nella foto, in alto: Sami Grayson a terra con i soccorritori
Nella foto, in alto: Sami Grayson a terra con i soccorritori

Malto scende, sale Doc G e sganascia Hero con un superkick. Arriva il Prescelto al posto di Hero e uccide il Doc con una tombstone piledrive. Ma questi ultimi tre minuti sono stati una sorta di riempitivo improvvisato: nel suo volo, Sami ha preso una brutta botta in pieno petto e non si è più rialzato. Grazie al cielo c’era la Croce Rossa in sala e sono potuti intervenire immediatamente con l’ossigeno a rianimarlo mentre gli altri ragazzi si alternavano sul ring cercando di prendere tempo. Il match è stato chiuso e Alex è rimasto detentore del titolo. Raga, pensateci un attimo, per i prossimi eventi che vorrete organizzare: se i soccorritori non fossero stati lì, cosa sarebbe successo? Alla faccia di tutti quelli che ancora sostengono che il wrestling è finto!

E a questo punto potremmo anche concludere, ma c’è ancora qualcosa da raccontare! come al solito, il pubblico torna a casa soddisfatto, noi dobbiamo smontare tutto e lasciare tutto pulito come l’abbiamo trovato all’arrivo. Tra il ring e le assi a protezione del pavimento, pulire in terra e caricare il furgone, si fanno le due del mattino.

Nella foto, in alto: Il giorno dopo non sembrano più così cattivi...
Nella foto, in alto: Il giorno dopo non sembrano più così cattivi…

Non piove più e ci godiamo il fresco della notte con una sigaretta prima di salire in macchina. Ci penserà Big Marcus a portarci al Bed and Breakfast, noi e i polacchi (Shadow e la sua ragazza).

Nella foto, in alto: il porto vecchio di Genova
Nella foto, in alto: il porto vecchio di Genova

Ma se i polacchi vanno subito a dormire, noi ci attardiamo in pizzeria e non tocchiamo il letto prima delle tre e mezza di mattina. Si dorme qualche ora e prima di partire, c’è anche qualcuno che si premura di farci fare un bellissimo giro lungo il porto antico e i vicoli di Genova: nientemeno che il general manager Frank Basilico che ci accompagna dovunque e ci racconta di Genova come solo un genovese verace può fare. Guarda un po’, incontriamo anche i due polacchi che, smessi i panni da spauracchi, visti in borghese sembrano solo due ragazzini innamorati. E Sami Grayson rassicura i suoi fans: si è ripreso perfettamente, e tutto è bene quel che finisce bene!

Nella foto, in alto: Sami rassicura i suoi fans
Nella foto, in alto: Sami rassicura i suoi fans

Al prossimo evento, prendete anche voi in considerazione l’idea di fermarvi qui il giorno dopo e concedervi un bellissimo weekend ligure! Stay tuned!

Grazie come al solito a Birrachiara per la consulenza tecnica.

                                                                                                                                    Erika Corvo

 

 

 

 

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