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Nunchaku. Straordinaria arma portata alla ribalta dalla maestria del grande Bruce Lee.


Nella foto, in alto: un paio di Nunchaku

Il Nunchaku, meno noto come Sosetsukon, con ogni probabilità fu, nei tempi dei tempi, usato in Cina come strumento per pestare il riso e il grano. Solo dopo venne trasformato in un’arma utile ai contadini e ai monaci, privi di altri oggetti di autodifesa. La storia del Nunchaku comunque è molto titubante. E parecchie delle storie che lo narrano non hanno trovato approvazioni ufficiali. C’è chi dice che, nel VII secolo, la dinastia cinese Zui abbia ideato un’arma ispirandosi alla morsa dei cavalli. Altri ancora, e questa pare la versione più consona, affermano che il Nunchaku nacque come vero e proprio strumento per battere il grano e il riso, divenendo poi al tempo stesso un’arma, non convenzionale, semplice e di facile reperibilità, utilizzata, come già detto, dai contadini per l’auto-difesa. Ancora, secondo diverse teorie, gli abitanti di Okinawa avrebbero appreso i primi rudimenti sull’uso marziale del Nunchaku dai cinesi immigrati presso il centro di Kumemura. Ma, anche questa ipotesi non è dimostrabile con certezza. Quest’oggetto d’offesa/difesa, chiamato inizialmente “Nunchakun”, era formato da tre bastoni uniti insieme mediante una catena o una corda. Poi, con lo scorrere del tempo, l’oggetto fu leggermente modificato in un bastone snodato in due pezzi, unito sempre da una catena o da una corda. A questo punto, il suo nome fu contratto e variò in “Nunchaku” Arma dalla concezione molto semplice e di facilissima reperibilità in quanto strumento di lavoro. Il Nunchaku, come mezzo di difesa è usato in diverse arti marziali e soprattutto nel “Kobudo” e nel “Karate Tsunami”. Qualche altra curiosità. Il Nunchaku è formato da “kon”, i due bastoni le cui estremità si chiamano “konto” (la superiore) e “kontei” (l’inferiore) e da “himo”, la corda o la catena che li unisce. Esiste, come già anticipato, una variante a tre bastoni del Nunchaku, denominata “San setsu-kon” (san, in giapponese è il numero tre). In Giappone, il combattimento sportivo con il Nunchaku è chiamato “Nunchaku Kiso Kumite” . Esistono anche tre kata di base con quest’arma. E sono: il “Nunchaku Shorei No Kata Dai Ichi”, il “Nunchaku Shorei No Kata Dai Ni” e l’ultimo, il “Nunchaku Shorei No Kata Dai San”. Presso gli occidentali, inoltre, il Nunchaku è conosciuto come “flagello”. Senza ombra di dubbio, attualmente è l’arma più popolare tra quelle messe a disposizione dall’arsenale delle arti marziali. E le barre del Nunchaku come sono costruite? Utilizzando legni duri e pesanti come quelli di ebano e di quercia. In alcuni casi, poi, è praticato un foro su uno dei due bastoni in modo che con la rotazione produca un suono simile ad un sibilo. Esistono molte varianti di Nunchaku: il “Nunchaku di Okinawa”, lo “Shuang Chin Kun”, ecc. Alcuni Nunchaku, ancora, presentano delle effigi sui bastoni e possono svolgere due diverse funzioni: la semplice valorizzazione estetica del legno o possono essere utili a mantenere più salda la presa. Generalmente s’impugna con una mano sola e può essere fatto ruotare in ogni direzione. I colpi vengono messi a punto sfruttando la forza centrifuga prodotta dal movimento rotatorio delle barre di legno. Diversamente, può essere usato come una morsa per bloccare le armi o gli arti degli avversari. Inoltre, è possibile sferrare colpi utilizzando l’estremità o la cima di uno o di entrambi i bastoni. Il successo cinematografico dell’arma? Naturalmente, è dovuto al favoloso Bruce Lee, nel film “Dalla Cina con furore”. Dove, per la prima volta, dà sfoggio della sua eccellente abilità col Nunchaku. E il saluto col Nunchaku? Può essere effettuato in piedi e seduti. Nel primo caso ci sono due modi: con il Nunchaku dietro la schiena con la catena o la corda verso il basso infilato nella cintura, oppure con il Nunchaku nella mano destra con le punte verso il basso e il braccio teso lungo il fianco. Nella seconda ipotesi, invece, si appoggia l’arma davanti alle proprie mani prima di chinarsi in avanti. Diamo spazio, perciò, a questa fantastica disciplina che è “maneggiar il Nunchaku”!

Nella foto, in alto: Bruce Lee, impegnato con i Nunchaku

Ennio Pasquinucci

12 / 12 / 2010



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