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Lo stress da Telemarketing

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Quante volte ci è capitato, nel momento meno opportuno, che il telefono squilli e dall’altro capo si sente la voce di un operatore che sciorini tutte le qualità del prodotto offerto senza lasciarci via di scampo? Molte. Il fenomeno del marketing telefonico ha assunto modalità invadente nei confronti dei consumatori, quindi, per limitarne gli effetti negativi, tramite il D.P.R. 178/2010,all’utente iscritto negli elenchi telefonici pubblici era stata riservata la possibilità di iscriversi nel registro delle opposizioni, in modo da disabilitare la ricezione di chiamate ai fini commerciali e ricerche di mercato. Un diritto sul quale molti non erano informati e quindi il telemarketing ha agito incontrastato in modo spropositato fino al gennaio 2018, con la Legge n. 5, in cui sono contenute le nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e istituzione di prefissi nazionali per le chiamate telefoniche a scopo statistico, ricerche di mercato e promozionale. L’obbiettivo principale di questa Legge, è il diritto alla protezione dei dati personali e, alla riservatezza dei cittadini che non vogliono ricevere tali telefonate, naturalmente nel rispetto del libero esercizio dell’attività di impresa. I codici o i prefissi specifici che dovranno utilizzare gli operatori, serviranno per distinguere le chiamate telefoniche finalizzate ad attività statistiche da quelle per compiere indagini di mercato e pubblicitariad oggi non sono stati ancora identificati; sul sito Agcom è disponibile da poco uno strumento, col quale gli utenti possono verificare se, il numero che li sta chiamando, appartenga o meno ad un call center, in modo da poter inserire tale numero in una blacklist del proprio telefono. Un’altra novità di questa Legge è la possibilità, da parte degli utenti, di annullare i consensi pregressi a finalità pubblicitarie o di vendita, ne sono esenti i consensi prestati in rapporti contrattuali con oggetto la fornitura di beni o servizi ancora in essere o cessati da non più di 30 giorni. Infine, ma non meno importante, è la possibilità di iscrivere nel Registro delle opposizioni oltre che la propria utenza fissa anche quella mobile o riservata; se nonostante l’iscrizione al Registro, i call center continuassero a chiamare bisogna denunciare il caso all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, anche on line, accedendo al sito del Garante.

                                                                                                                                         Giuliano Regiroli

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