Le arti marziali italiane
Quando si parla di arti marziali italiane, il pensiero corre
subito alla
lotta greco romana.
Specialità olimpica fin dalla
prima edizione del 1896,infatti la lotta libera vi entrò nel 1904,fu rilanciata
e codificata dall’italiano Basilio Bartoletti, al quale si attribuisce
l’invenzione del termine lotta greco-romana.Diversi furono i successi olimpici
di atleti italiani,il primo fu Enrico Porro nel 1908, fino al successo di
Andrea Minguzzi nel 2008.
Ultimamente si sta sviluppando una
ricerca del patrimonio culturale italiano nelle arti marziali.
Tra queste troviamo la nova
scrimia ,la parola scrimia deriva dalla
parola longobarda
schirm che significa riparo ed ombrello,e rappresenta la
protezione e la conservazione della propria integrità fisica. I praticanti si
esercitano sia a mani nude sia con bastoni,spade e pugnali ed usano come motto quello coniato da un maestro
d’arme del 500 che recita: "l’arte si studia per diletto,scienza e conservazione
della vita".
Altre arti marziali in via di
riscoperta sono: il bastone lungo medioevale, il bastone napoletano
(u’taccaro), il bastone da passeggio italiano, il coltello, la scherma antica.
La ricerca spesso è difficoltosa
perché la tradizione tende ad esaurirsi,sia perché sopraffatta da sistemi
d’arte marziale più “mediatici” come quelli che sono discipline olimpiche,sia
da quelli con rapporti con componenti filosofico culturali.
Se il judo può fare riferimento
all’armonia della filosofia zen,e il kung fu a Sun Tzu e alla tradizione culturale cinese,il motto
romano “mens sana in corpore sano”è stato destrutturato da 2000 anni di cultura
cristiana.
Un altro archivio naturale
dell’arte marziale è l’esercito, infatti molte tecniche sono importanti per lo
sviluppo del corpo a corpo e delle pratiche d’assalto,ma l’unificazione
italiana in particolare degli eserciti non ha recuperato il meglio delle varie
tradizioni,ma le ha esaurite. Non a caso la prima prova del neonato esercito
unitario fu la bruciante sconfitta di Custoza,la prima di una lunga serie.
Un altro aspetto interessante di
questa ricerca che speriamo di contribuire a sviluppare è la scoperta che molte
tecniche, in particolare nella posizione d’attacco siano simili a quelle
orientali. Questo non dovrebbe stupirci infatti,nonostante differenze
culturali,siamo tutti della stessa struttura fisica.
E molte tecniche sono le stesse
che usano in nostri parenti primati, infatti anche gli scimpanzè usano una
“guardia”simile alla nostra,o meglio noi ne usiamo una simile alla loro.
Massimo Cingolani
22 / 11 / 2009
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