La scherma salentina. Chiamata anche, impropriamente, danza armata. 
Nella foto, in alto: due sfidanti di pizzica scherma
Nel grande numero delle svariate “danze armate” famose nel nostro Paese, la danza scherma salentina, detta anche “pizzica a scherma” è una simpaticissima e bellissima tradizione che è sopravvissuta sino ad ora. Anche se, esiste un limitato numero di autentici praticanti. Un duello rituale scandito dalla musica autoctona. La sua notorietà è legata sicuramente alla festa di S. Rocco, a Torrepaduli (Ruffano, LE), che ne offre il momento di massima visibilità. Fenomeno abbastanza complesso, con varianti esecutive differenti per personalità e identità di maestri e allievi. La danza scherma del Salento si deve oggi misurare con profonde modificazioni socio-culturali che tendono a stravolgere il suo naturale contesto popolare. “Pizzica a scherma”? La pizzica, detta nella sua forma più tradizionale “pizzica pizzica”, è una danza popolare attribuita oggi particolarmente al Salento. Una sorta di tarantella. Questa è la danza che si abbraccia l’assalto di scherma salentina. La “pizzica pizzica”, chiamata spesso non fedelmente “danza delle spade” e ancora annoverata, ma anche in questo caso non esattamente, nelle “danze armate”. Cioè, di quel peculiare tipo di spettacolo danzato nella quale gli sfidanti fingono un combattimento con armi. L’origine delle danze armate? Il più delle volte, fungono da spettacolo, come “parata” pubblica. Nella pizzica a scherma, però, è definitivamente scomparsa l’arma, ossia il coltello o pugnale. Non esiste la rievocazione di un combattimento ufficiale. Poi non esiste, assolutamente, la pubblicità e la spettacolarità della “kermesse”, trattandosi, nel caso della scherma, di questioni private. Ai giorni nostri la scherma del Salento è praticata col dito indice e medio della mano che rappresenta il coltello dei tempi passati ma anche con tutto il palmo brandito di taglio. La scherma che si esegue è pressochè come la simulazione di un vero duello al coltello. Non ci si tocca. E, il perdente esce dalla “ronda”, formata da curiosi e simpatizzanti e lascia il posto a un altro sfidante. Moltissimi movimenti effettuati e mosse praticate sono quelli tipici della scherma classica, come parate, affondi, passetti, finte, ecc. Tutto ciò, infatti, è molto vicino a quello che si conosce come classico duello. Praticato, fino al XX Secolo, da galantuomini per questioni d’onore. La verità? La scherma salentina si pratica con la “pizzica” Suonata con un ritmo cadenzato e con l’utilizzo di tamburelli, armoniche a bocca e organetto. Ma, non necessariamente. Molti dei danzatori/schermidori dichiarano che la musica nonè indispensabile per la pratica della loro arte. Essendo, questa, più vicina a un’arte marziale che a una danza. L’elemento musica, si pensa, sia stato aggiunto in tempi recenti per mascherare i veri duelli sanguinosi che si trasformavano, all’arrivo delle forze dell’ordine, in giocose danze tra uomini, con i coltelli che sparivano immediatamente nelle maniche delle giacche dei duellanti. Una scherma che puzza lontanamente di sangue ma che adesso ha il profumo della festa.

Nella foto, in alto: la scherma salentina
Irene Pasquinucci
29 / 11 / 2011
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