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Il nome L’APELIDO nella Capoeira
La capoeira è un’ arte marziale brasiliana dai molteplici aspetti: mente, corpo, musica, danza, lotta, elementi rituali, filosofici. Praticare capoeira significa comunicare attraverso il corpo, la musica e il canto quello che c'è all'interno di noi stessi, tutto ciò che spesso con le parole non riusciamo a dire
Quindi capoeira è per uomini, donne e bambini.
L'aspetto fondamentale in questa disciplina è l'identità: ogni persona che pratica un'attività fisica deve sempre sapere chi è, senza perdere mai di vista la propria persona e mantenendo la propria identità.
L'apelido nella capoeira (il nome prescelto per praticarla) è un'eredità della tradizione. Nell'antichità, durante il periodo della schiavitù, i capoeristi che praticavano questa disciplina al porto durante le pause di lavoro o per la strada, non potendo utilizzarla apertamente erano costretti a nascondere la loro reale identità. E usavano altri nomignoli o appellativi per non farsi identificare dai poliziotti che li avrebbero picchiati o arrestati.
La tradizione si è mantenuta, quindi il maestro battezza l'allievo con un nome che deriva da una caratteristica fisica, di gioco o caratteriale. Spesso capita che il maestro scelga un nome che sottintenda una presa in giro di una caratteristica fisica o caratteriale, oppure un nome che nasconde un doppio senso o addirittura una leggenda popolare. Ad esempio mestre Gigante in realtà era basso, ma bravissimo a suonare e giocare la capoeira. Mestre Canjiquinha grazie alla sua capacità acrobatica nel gioco di Angola era paragonato alla Canjica (mais bianco) che saltella come il pop corn.
Ecco, per dimostrare la fantasia utilizzata nella scelta dei nomi, gli apelido dei diversi allievi di Mestre Canjiquinha: Manoel Pé de Bode, Antonio Diabo, Foca, Roberto Grande, Roberto Veneno, Roberto Macaco, Burro Inchado, Cristo Seco, Garrafão, Sibe, Alberto, Paulo Dedinho (conhecido hoje como, Mestre Paulo dos Anjos, Madame Geni (conosciuto oggi como Geni Capoeira), Olhando Pra Lua (conhecido hoje como Lua Rasta), Brasília, Sapo, Peixinho Mine-saia, Papagaio, Satubinha, Vitos Careca, Cabeleira, Língua de Teiú, Urso, Bola de Sal, Boemia Tropical, Salta Moita, Melhoral, Lucidío, Bico de Bule, Bando, Dodô, Salomé, Mercedes, Palio, Cigana, Urubu de Botina, Baiano, e molti altri ancora.
Mestre Pellicano era chiamato così per le dimensioni del suo naso. Zaroia o Zarolha significa strabica o con un occhio di vetro. Normalmente il nome viene assegnato una volta soltanto durante il percorso della capoeira, ma spesso capita che l'allievo decida di cambiare scuola e alcuni dei maestri assegnano un nuovo nome alla persona.
GIOVANNA MENICATTI
14 / 07 / 2010
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