Il Karate-Do, o la via delle mani vuote 
Nella foto, in alto: il grande Gichin Funakoshi
Se apriamo le mani, possiamo ricevere ogni cosa. Se siamo vuoti, possiamo contenere l'universo intero. Volendo trovare il nocciolo , l'essenza dell'idea del karate, direi che questo è il significato ultimo, di cui possiamo ringraziare il grande Maestro Funakoshi che diede con grande intuito questa denominazione al karate (= mani vuote), aggiungendo ad esso il suffisso -do per indicare la sua appartenenza di diritto alle arti marziali reputate più "filosofiche" ed assimilarlo al Bu-do. Bu-do il cui senso è quello di "Via che conduce alla cessazione della guerra attraverso il disarmo" e di conseguenza di: "Via che conduce alla pace". La determinazione, l'assiduit¨à nello sforzo, l'intuizione, la rettitudine, la serenità, l'equilibrio, la sincerià e la generosità nell'azione -qualità proprie del Bushido (la morale eroica del guerriero giapponese) -possono essere coltivate solo con il perfezionamento della tecnica, seguendo con fedeltà le regole della tradizione. Considerato un po' ai margini di arti marziali ritenute più raffinate e tradizionali poiché vedevano l'uso di armi (spade, bastoni, archi), il karate è da considerarsi invece l'unica arte marziale dove il corpo è libero di esprimersi completamente, nella sua interezza, ed è totalmente coinvolto in primo piano nell'assumere forme - e con esse i relativi contenuti - armoniose ed eleganti, che si ispirano alla natura, sia nel disegno che nel movimento. Movimento che, come in ogni disciplina , deriva dallo studio assiduo della tecnica, dalla giusta respirazione, dallo stato d'animo libero e dalla coscienza limpida, per risultare lento o veloce o scattante nei punti giusti. In questa accezione la pratica del karate si inserisce pienamente nella vita quotidiana, quindi nella società, nella relazione con l'altro, come la capacità di cogliere la propria esistenza come una totalità, completamente e sempre legata a doppio filo all'esistenza dell'altro e dell'universo intorno. Il Dojo-kun (insieme di regole del dojo, luogo dove si segue la Via) che viene recitato a fine lezione, ne è la testimonianza.
Ennio Pasquinucci
09/10/2011
Pagine correlate arti marziali Giappone e Cina
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Il Karate-Do, o la via delle mani vuote '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Mondomarziale scrivere all'indirizzo email mondomarziale@yahoo.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema arti marziali Giappone e Cina giapponesi
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|