Ieri, nobile arte marziale. Oggi, sport d'alta classe.
Nella foto: materiale per la scherma sportiva
La scherma come sport. Due avversari si confrontano in un incontro convenzionale e cavalleresco.
“… E AL FIN DELLA LICENZA IO NON PERDONO E TOCCO! IO NON PERDONO! NON PERDONO E TOCCO!”. Questo remoto “distico” di Cyrano de Bergerac, uno dei più illustri spadaccini di tutti i tempi, elargisce a tutto tondo il concetto di “scherma”. Concetto, peraltro, parecchio esaustivo. Perciò nobiltà, eleganza, abilità, coraggio, onore, cortesia, onestà, determinazione, precisione, ottimismo. Certo! Elevatezza d’animo e nella storia lontana combattimento pressochè esclusivamente ad appannaggio dell’aristocrazia (nobiltà). Commistione di mosse -attacchi e parate- raffinate (eleganza). Agilità, sveltezza, scioltezza (abilità). Sangue freddo, intrepidezza (quindi coraggio). Dignità, decoro, rispetto (onore). Il saluto prima della contesa (cortesia). Morigeratezza e lealtà verso regole, codici e il proprio antagonista (onestà). Decisione, risolutezza (determinazione). Puntualità, scrupolosità, accuratezza nel portare a termine le mosse (precisione). Infine, Bergerec ancor prima di infliggere la “stoccata” già custodisce in cuor suo la tranquillità, la certezza della vittoria (pensiero positivo). La scherma, come già riportato, è uno sport con radici nobili e fondato su alti valori umani e sportivi. Da secoli le più importanti e ricche famiglie assoldavano maestri di scherma per insegnare i segreti di questa disciplina ai propri rampolli. Forse per questo motivo, ancor oggi, quest'arte (nell’ambito della scherma antica arte marziale) è vista da molti come esclusiva e insolita. L’etimologia italiana della parola “scherma” (coprire, schermare, ndr.) è probabilmente collegato all’idea della spada come strumento nato non per colpire, ma come strumento difensivo. La scherma ai giorni nostri è uno sport altamente educativo tanto da essere stato definito “la forza intelligente”. La scherma moderna, è uno sport di scontro, con la sua eredità di tradizione, “codici” e “regole”, discende direttamente dalla storica arte di maneggiare la spada in combattimento, o in duello ed è collocata tra le discipline olimpioniche. Tecnicamente la scherma comprende tre armi bianche. E ogni specialità ha le sue regole e i suoi bersagli. Il “fioretto” arma leggera sviluppatasi nel diciottesimo secolo, pesa non più di 500 grammi. Il bersaglio valido è delimitato al solo tronco. Colpisce solo di punta. E’ definita “arma convenzionale” (cioè soggetta a convenzioni di combattimento). Gli incontri di fioretto richiedono una tecnica eccellente e possono essere molto animati. Il fioretto, di fatto, è lo strumento più difficile. La sciabola, di contro, può infilzare, tagliare e colpire di taglio. E’ la versione leggera della sciabola da cavalleria. L’obiettivo idoneo è costituito dal busto, la testa e gli arti superiori (escluse le mani). Anch’essa è “arma convenzionale”. “Di punta”, ancora, come il fioretto, è la spada. Erede della spada da duello. L’arma più pesante in assoluto. La mira, questa volta, include tutto il corpo. Non comprende alcuna convenzione di competizione. E le azioni fondamentali di base? Il saluto. Nella scherma, come in ogni sport di combattimento la gentilezza e il rispetto sono di fondamentale importanza. La guardia. Posizione di base dello schermidore. E’ pronto per un’azione di difesa o di attacco. Il passo avanti. E’ il movimento con il quale ci si avvicina all’avversario. Il passo indietro. All’opposto, si evita l’avvicinarsi dell’avversario. L’affondo. E’ la posizione finale del corpo in una situazione d’attacco. E’ la volta delle parate. “Prima, o mezzo cerchio”. “Seconda”. “Terza”. “Quarta”. “Quinta”, ma solo per la sciabola. Ora le dinamiche d’attacco. La “botta dritta”. La”cavazione”. La “battuta” e “botta dritta”. E il “filo”. La spada, colpendo di taglio dà luogo a differenti azioni. Grande avvento d’evoluzione nella scherma! Nel 1938 l’invenzione del fioretto elettrico vince il concorso indetto dalla Federazion International d’Escrime e rivoluziona il mondo della scherma. E’ il risultato dello studio di un appassionato schermidore e insieme tecnico scrupoloso e brillante, ingegner Sergio Carmina. Il sistema di segnalazione viene definitivamente adottato nel 1952 ed è tuttora in uso in tutto il mondo schermistico. Ampio successo! La scherma deve molto all’Italia. I nostri schermidori alle Olimpiadi hanno sempre ben figurato, basti pensare che l’arte del “tirar di scherma” è la disciplina che nella storia dei giochi olimpici ha portato più medaglie al bottino italiano. Divertimento, competizione con gli altri, socializzazione, miglioramento dello stato di salute sono ragioni ragguardevoli per affacciarsi propensi a questa ex arte marziale d’élite!
09 / 03 / 2008
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