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Catch is back, Pero 21 aprile 2018

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Ed eccoci in quel di Pero. È aprile ma sembra luglio: i vari termometri in giro sopra le insegne dei negozi segnano 28 gradi. La settimana scorsa, sopra i mille metri, nevicava. Boh? Dal piumino alla tintarella. Vabbè, l’importante non è il meteo ma che siamo tutti qua, sani, vispi e con spirito collaborativo. È in corso un interessante esperimento di collaborazione atletica tra la nostrana FCW e la APEX, federazione d’oltremanica: show congiunti con atleti di ambo le parti. Funzionerà? Ci auguriamo di sì, sarebbe stimolante riuscire a confrontarsi, migliorarsi e interfacciarsi in modo costruttivo tra diverse culture sportive! E nel primo pomeriggio, eccoli che arrivano, gli inglesi! Ma quanti sono? È un’invasione, sono tantissimi e tutti diversi tra loro: ce n’è di nerboruti e di mingherlini, di grassi e di magri, alti e bassi, alcuni di aspetto truce e altri così paciocconi che mai diresti possano salire sul ring. Un intero campionario, insomma, e siamo davvero curiosi di vedere cosa riusciranno a combinare… E poi c’è Chris Tyler, il giovane wrestler già sotto contratto con la WWE che ci onora spesso della sua partecipazione, sempre di altissimo livello. I trainer nostrani si riscaldano, e notiamo con piacere come in questi mesi siano cresciuti e diventati ancora più bravi. Altri finiscono di allestire la sala, preparare gli oggetti di scena e sistemare gli impianti di luci e suoni. L’atmosfera che si vive nei preliminari è sempre magica, elettrizzante. Abbiamo sempre sostenuto – e ogni volta ve lo possiamo confermare – che quello che si vede sul ring è soltanto la punta dell’iceberg. Quello che conferisce stabilità al blocco di ghiaccio è la parte sommersa, sotto il pelo dell’acqua. Lo show sarà dedicato alla memoria del grande Bruno Sammartino, scomparso mercoledì 18 aprile all’età di ottantadue anni, dopo una vita intera dedicata al wrestling. Famosissimo, osannato e venerato all’estero, praticamente sconosciuto in Italia. Per chi non lo sapesse, probabilmente il miglior atleta italiano all’estero di tutti i tempi, capace di far registrare il tutto esaurito al Madison Square Garden ben centottantotto volte. Anche stavolta la risposta del pubblico è notevole e si sfiora il centinaio di biglietti già venduti in prevendita. La sala si riempie a dovere e come ormai consuetudine, bisogna continuare ad aggiungere sedie per quelli che arrivano senza biglietto.

Nella foto, in alto: Horus e Kent Nelson
Nella foto, in alto: Horus e Kent Nelson

Iniziamo: Horus vs Kent Nelson.

Nella foto, in alto: il meraviglioso attire in stile egizio di Horus
Nella foto, in alto: Erika corvo vi mostra il meraviglioso attire in stile egizio di Horus

Horus sfoggia un meraviglioso attire nuovo: si è fatto confezionare un completo in stile egizio: il dio Horus, appunto, con tanto di maschera, spallacci e mantello: lo fa sembrare talmente imponente che perfino la Erika Corvo, vicino a lui, sembra piccola! La sua entry è spettacolare, ma… c’è un ma. Le luci sono completamente sbagliate: non sono puntate su di lui, non si vede assolutamente niente e quando arriva al ring si è già tolto tutto. Ma non è valido! Ci tenevamo una cifra a vederlo arrivare, marziale e maestoso… e invece niente. Vabbè, dai, la prossima volta andrà bene. Nel frattempo ve lo mostriamo almeno in foto, che di attire così, in Italia se ne vedono proprio pochini! Parte subito all’attacco Kent Nelson mentre Horus le prende e basta: belly to back mat slam, sitting bodyslam, bodyslam senza sitting e sitting senza bodyslam, insomma ne prende un fracco e una sporta in tutte le salse! Sembra una lezione di anatomia con nomenclatura di tutte le parti del corpo con cui viene colpito: addome, gomito, braccio, gamba, testa… non ci facciamo mancare nulla, da queste parti! Verso metà match Horus si sveglia. Potremmo dire che si sia innamorato del suo avversario, dato che sembra “volere la sua mano”, seppure ancora attaccata al suo braccio sinistro. Povero quel braccio, gliene tira di ogni! Glielo torce, lo sbatte sulle corde, sull’apron, ci sginocchia sopra, cerca di svitarglielo, di staccarlo tirando… Il buon Cesana, all’arbitraggio, sembra voglia chiedergli: “Ma quando glielo stacchi, poi, te lo devo incartare o lo porti via così?” Poi è il turno di Kent Nelson di svegliarsi, e anche senza un arto abile non se la cava poi tanto male, ma ormai è tardi. Un ultimo calcione sul braccio sinistro e sovvertiamo la storia: è Nelson a trovare la sua Waterloo e a venire sconfitto. Vive la France! Ah, ma non era Napoleone, era Horus! Allora viva l’Egitto!

Jayde, Jack Holmes e TJ Tainio  vs Insanity, Larry Demon e Steve McKee

Nella foto, in alto: La locandina del match
Nella foto, in alto: La locandina del match

Che bello, due donne sul ring! Sembra il derby Inter Milan: Jayde in nero coi capelli azzurri e Insanity sempre in nero ma coi capelli rossi. I cambi sul ring si alternano velocissimi e subito dopo le ragazze arrivano Steve McKee e Jack Holmes. Steve appioppa una head scissor bellissima al suo avversario. Larry Demon gli dà il cambio e si becca una hurricanrana da paura, un belly to back suplex da Holmes e un neck breaker da TJ Tainio. Ma subito restituisce loro la gentilezza con gli interessi. Soprattutto, gli rende un Pelé kick che neanche il vero Pelé avrebbe fatto meglio, e due bodyslam perché “dù slam is megl che uan”. Torna Steve, e il suo vertical suplex è da fargli una foto. Non contento, gli rifila un wheelbarrow bulldog. Torna anche Tj che, dopo aver bodyslammato l’Ultimo Rinnegato, richiama il compagno di tag e insieme lo disintegrano, una gamba ciascuno, con una double legslam. Riecco Jayde, (leggiadra ed eterea, dolce creatura che però mena come un camionista bulgaro ubriaco) prendersela anche lei con il povero Steve, e se ne danno di santa ragione. Ma quante se ne danno! Se non c’eravate, non ne avete un’idea! Esce lei e rientrano entrambi i suoi compagni di team. Proseguono la sua opera demolitrice con una double vertical suplex, ma Steve non ci sta e replica con uno springboard forearm. A vederlo sulle corde sembra una nota musicale sul rigo, e come suona bene! Suona anche Tj nel senso che gli rifila una elevated DDT. Ancora un cambio: entrano Larry Demon e tutto il team opposto. Ma Steve sale sulle spalle di Larry, all’angolo, e si lancia su tutti e tre, sfrittellandoli a dovere. A causa di uno spintone, Larry e Steve impattano tra loro e iniziano a litigare e spintonarsi, Larry atterra Steve e come se non bastassero tutte quelle che ha preso finora, le prende anche da lui. Rimangono al centro del quadrato Jayde e Insanity. Questa viene sorpresa da una shining wizard e viene schienata dalla bella inglese, sicuramente la migliore di tutto il team straniero.

ELIMINATION FATAL FOUR WAY. FCW Tag Team championship. Disaster e Khifie vs AB Knight e O’Malamente vs Ronnie Fontaine e Kyle vs Saul Reaver e Alex Bianco

Nella foto, in alto: la locandina del Fatal Four Way
Nella foto, in alto: la locandina del Fatal Four Way

Il match inizia con Disaster e AB Knight sul ring mentre tutti gli altri si menano in giro per la sala, metafora della litigiosità umana uniformemente sparsa nel mondo. A sorpresa, Disaster si lancia in un suicide dive sul mucchio selvaggio, momentaneamente riunito. AB non vuole essere da meno e si lancia anche lui, e più che un “sumersault senton plancha” è un “bowling dive” e fa strike su una decina tra avversari e amici, spatasciandoli al suolo. Se non fossimo al chiuso passerebbe il camion dell’Amsa a portarsi via tutti come rifiuti organici. Pian piano si rimettono in piedi tutti quanti. Arrivano sul ring Khifie e Alex Bianco, ma dato che Disaster non perde occasione per metterci il becco, Reaver e Bianco gli rifilano una double chokeslam in  stereofonia. A parte l’inizio a bomba, il ritmo cala di brutto: solo due sono sul ring e gli altri otto sono sull’apron  a guardare e basta, come i pensionati davanti ai cantieri dei lavori stradali. Khifie prende il posto di Disaster e si mette a suonare Reaver senza troppa convinzione mentre il pubblico invoca a gran voce Pasquale O’Malamente. Ronnie Fontaine prende il posto di Khifie e Pasquale il posto di Reaver giusto in tempo per beccarsi una stereo suplex da Reaver e Bianco poi una vertical suplex dal solo Reaver. Khfie prende il posto di Disaster che stava per venire schienato. Fontaine defenestra Khifie e termina la demolizione di Reaver con un fisherman suplex. Eliminata la coppia Bianco – Reaver. Entra Pasquale e si becca un double suplex, un bodyslam e una frog splash da Fontaine e Kyle. Gli dà il cambio AB Knight che propina a Kyle un bel paio di lariat e una snapmare. Torna Khifie e spatascia Kyle con una Michinoku driver che mette fuori gioco la coppia Kyle – Fontaine. Già che c’è, va avanti con una fallaway slam su AB Knight. Disaster tenta una slingshot corkscrew corner splash ma va a vuoto. Interviene Pasquale con una rocket launcher su Disaster, poi lo mette a cavallo della terza corda e cerca di fargli cambiare sesso, dondolandocelo sopra. AB gli dà il cambio e ci pensa lui a fare di Disaster una polpettina prima che torni Pasquale, ma anche in versione polpetta non molla e si lancia in un pescado su AB, poi viene usato come proiettile da Khifie per atterrare entrambi gli avversari. Il combattimento prosegue tra il pubblico e le sedie giusto per fracassarne qualcuna anche oggi, se no che gusto c’è? Tornano sul ring e nel giro di tre secondi vediamo due head scissor: Disaster su AB e AB su Disaster. Slingshot DDT su AB.  Disaster si lancia in una cutter su diving crossbody ma AB replica immediatamente con una diving DDT e dopo tanto patire chiude e si aggiudica il match con un moonsault. Bah, che ci volete fare? Italians do it better!

Penultimo incontro: The Headhunters vs Blizzard e Sterling

Nella foto, in alto: gli Headhunters, Kronos e The Entertrainer
Nella foto, in alto: gli Headhunters, Kronos e The Entertrainer

Ci dispiace dirlo, ma questo è stato un incontro senza storia e senza wrestling, salvato solo dal carisma dei nostri Headhunters. Questi inglesi, ora che possiamo dire di averli visti in più di un match non ci hanno per niente convinto, anche se non è escluso che la situazione si possa in futuro evolvere in meglio. Certo, è un esperimento ed è bello e giusto sperimentare nuove cose, ma questa sera lo spettacolo, finora non è stato per niente entusiasmante. Questo match, poi, è il nulla totale. Kronos e il suo avversario non fanno altro che prendersi a sediate tutto attorno al ring con sporadiche apparizioni al disopra di esso mentre Entertrainer si cimenta in urla belluine e dà il massimo della teatralità e del carisma di cui solo lui è capace per mascherare il fatto che i due avversari abbiano a stento un nome e un volto e non abbiano nulla di interessante da mostrare. Grazie di esistere, Entertrainer!

Nella foto, in alto: TG e Chris Tyler
Nella foto, in alto: TG e Chris Tyler, il meglio della serata

E adesso veniamo al clou della serata, e qui lo spettacolo è garantito e ci ripaga di tutto il resto: The Greatest vs Chris Tyler! Eh, beh, tutt’altra musica! Tyler non è un inglese qualsiasi ma il fiore all’occhiello del wrestling d’Oltremanica. Questo è quello che siamo abituati a vedere in questa arena e quello che vorremmo veder sempre! Inizia Tyler con un Pelé kick altissimo e una suicide dive. Tg replica con una shoulder block in volo e un flying forearm, poi viene intercettato a mezz’aria da un calcione di Tyler. Finiscono, come è sempre interessante da vedere, in mezzo e anche sopra alle sedie della platea, dove continuano a suonarsele tra il suono delizioso di chop ed ecochop (le chop con l’eco, se ce lo concedete) e, come ovvio, cadono giù. TG ha la testa tra le nuvole nel senso che vive per aria, è sempre in volo e quando atterra è solo per riprendere il volo un’altra volta. Pubblicità: “TG ti mette le aaaaaaliiiii!” Tyler cerca di sfrittellarlo con una avalanche della potenza di un ariete e poi va a vuoto con un a elbow drop. Tg tenta la vertebraker ma anche lui fa cilecca e ripiega su una sitting powerbomb. Tyler lo coplisce con una enziguiri e l’Italiano Immortale gli appioppa due german suplex. Tyler lo copia e fa la stessa cosa, più una 450 a vuoto e già è uno spettacolo. Lo spettacolo nello spettacolo è che Tg va via di canadian  destroyer, e noi ci sciogliamo di goduria al suolo come neve al sole. Un altro paio di sventoloni e Tg inizia a perdere sangue. Tenta una nuova vertebraker ma Tyler non solo ne esce ma lo acchiappa e lo butta via direttamente, coast to coast, con un  vertical suplex, dopodiché lo finisce con una sweet chin music e per due volte va a segno con la 450 splash. Nemmeno l’Immortale può sopravvivere a questo, e Tyler scende dal ring con la cintura FCW. Sapete perché non ci piace fare la “lista della spesa” elencando mosse su mosse? Perché non conta nulla cosa fai. Conta come lo fai. Se lo fai bene, male, se ci metti entusiasmo, se trasmetti qualcosa a chi ti guarda o se fai sbadigliare. Non serve a nulla stare davanti a una telecamera se non sei un bravo attore e non serve a nulla salire sul ring se non vedi il pubblico saltare sulla sedia e urlare il tifo fino a perdere la voce. Un sacco di atleti hanno il ruolo di heel, ma se dovessimo litigare con qualcuno, vorremmo tanto che dietro di noi ci fosse Horus con la faccia da incazzato, che come fa paura lui non c’è nessuno. Se qualcuno dovesse difenderci, vorremmo tanto fossero gli Headhunters, che hanno un carisma e una potenza pari a un intero esercito. E se volessimo perdere la voce per tifare qualcuno, Tg e Tyler sarebbero una degna causa di afonìa. Questi sono wrestlers. Il resto è solo ginnastica.

 

      Erika Corvo

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