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Abusivemania! Pero, 13 ottobre 2018

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Anche se il ring è già montato da ieri arriviamo lo stesso per le 14. Gli allievi dell’academy FCW ormai sono così tanti da dover dividere le lezioni in due giornate: venerdì e sabato sera. Fa parte dell’istruzione degli allievi saper montare e smontare il ring e prendere confidenza con la struttura, così come quando si fa la patente bisogna conosce il motore. Ma anche la comodità e il rientrare a casa più presto talvolta hanno il loro peso, quindi spesso e volentieri si lascia il ring montato andando via al venerdì per ritrovarselo già a posto al sabato.

Erika Corvo prepara le sue cose
Nella foto, in alto: Erika Corvo prepara le sue cose

Montato o no, qui c’è sempre qualcosa da fare. Qualcuno ha portato un aspirapolvere, e finalmente i tappeti a terra hanno un’aria simpatica. Posizioniamo e nominiamo le sedie, prepariamo i “tavoli da sfascio”, si monta il proiettore, si allestiscono i tavoli di merchandising e a questo punto è quasi tutto a posto. Arriva anche il catering, e diamo volentieri una mano a Entertrainer ad assemblare le collanine che conta di vendere stasera. Iniziano ad arrivare atleti ed ospiti. Ci sono gli A2A, l’insostituibile Andrea Malalana, Fabio Tornaghi con l’adorabile mamma Magda che lo segue e lo supporta dovunque.

Nella foto, in alto: Magda Tornaghi, insostituibile.
Nella foto, in alto: Magda Tornaghi, insostituibile.

È tornato Brutus più in forma di prima (beh, sempre a forma di cinghiale, comunque) dopo un intervento al piede, The Greatest non può mancare nonostante sia ancora convalescente, fresco fresco anche lui di un intervento chirurgico. C’è tutto il roster FCW e c’è anche un ospite, un ragazzo della PWE che arriva da Matera, Danny The King. E se ci sono tutti, tutti sul ring a scaldarsi!

A proposito di caldo, anche se siamo a metà di ottobre fa ancora un caldo da fine giugno: 28 gradi!

Nella foto, in alto: Sembra che Erika abbia una flebo attaccata
Nella foto, in alto: Sembra che Erika abbia una flebo attaccata

Oh, cavolo! Ci rendiamo conta adesso di aver dimenticato a casa il bastone da selfie a cui attaccare la videocamera, e non abbiamo nessuna intenzione di starcene tutta la sera con il braccio alzato per fare le riprese! Siccome non ci perdiamo mai d’animo e l’improvvisazione è il nostro regno, non ci vuole molto a rimediare: attacchiamo l’apparecchietto ad un manico di scopa con qualche elastico per capelli, et voilà! Il gioco è fatto. Efficiente, lo è. Solo che il risultato è a dir poco esilarante: adesso la Erika Corvo sembra una degente ospedaliera che si aggiri per le corsie col trespolo della flebo attaccato al braccio.

Ecco che Fabio Tornaghi sale a presentare, e abbia inizio lo show! Sorpresa! Un match non annunciato!

Nella foto, in alto: TG contro Danny The King
Nella foto, in alto: TG contro Danny The King

TG contro Danny The King per la cintura PWE. Ma non chiedetemi di raccontarvelo. Invece vi racconterò cosa ci fosse dietro a questo, sorvolando sulla scarsità di contenuto del match e la totale differenza di bravura, tecnica ed esperienza tra i due atleti, perché questo è solo un lato della medaglia. Mai sparare giudizi senza conoscere il retroscena, e questo mestiere è bello anche perché ci permette di scoprire cosa si nasconde dietro ai fatti. Cosa è successo, in realtà? L’altro lato della medaglia? Veniamo a sapere che Chris Tyler è in forte ritardo a causa di vari contrattempi (arriva in aereo e tutti sappiamo come vadano queste cose), quindi bisogna prender tempo per dargli modo di arrivare, allungare il brodo, e allora TG si inventa un match con Danny, anche se lui non è in grado di prendere botte o bumpare pesante (ha ancora i punti) e sapendo che Danny non sia all’altezza di una grande performance. Ma anche se non c’entrava una cippa, The King ha avuto il fegato di mettersi in gioco senza che si fosse preparato nulla, di rischiare fischi e pomodori, beccarsi sberloni e ossa rotte, senza guadagnarci un cavolo. TG ha avuto il coraggio di salire sul ring rischiando di pigliare una botta sbagliata e finire di nuovo sotto i ferri. Perché? Di certo non per fare i fighi, tutti e due. Perché anche solo dieci minuti in più, stasera fanno la differenza.  Perché the show must go on, e allora sali e combatti. In tutti i sensi. Beh, nonostante le apparenze direi che questo sia l’unico match della storia in cui abbiano vinto tutti.

Nella foto, in alto: Larry Demon in coppia con Carnage
Nella foto, in alto: Larry Demon in coppia con Carnage

Andiamo avanti! Ora abbiamo Larry Demon e Carnage (accompagnati dalla bella Insanity) contro Psyko e Phantom. Beh, se c’è Phantom la pantomima è assicurata. Notoriamente è uno che arriva sul ring, prende un sacco di legnate da tutti, e se ne va tutto felice nel suo costume che più che Phantom sembra Calimero. Psyko, invece, convince e piace moltissimo. Seppure giovanissimo e inesperto tiene banco e sfodera una grinta e una decisione invidiabili. Quello che fa, lo fa bene e basta. Inizia lui contro Larry. Determinato, inizia a bodyslammare l’avversario tenendogli testa come un muro di granito. Phantom approfitta di ogni occasione per intervenire scorrettamente e legnare gli avversari appena l’arbitro non vede.

Nella foto, in alto: Per la serie "Trova le differenze"
Nella foto, in alto: Phantom sembra Calimero.

Quando Psyko gli dà il touch atterra Demon con una russian legsweep, ma Demon si rialza e ne fa polpettine. Entra anche Carnage e i due compagni di team si inventano una doppia gorilla press lift into single knee gutbuster davvero mica male. Interviene Psyko in soccorso dell’amico, riprende in mano la situazione e la sua cannonball su Carnage è davvero un gioiellino. Torna Larry e stermina gli avversari dovunque essi siano. La sua “Pelarry Kick” (Pelè + Larry) è meravigliosa e il suplex con delay su Psyko che pesa forse il doppio di lui è da favola. Rientra anche Carnage, e và che altra bella combo che ci fanno vedere! La volete, una double back suplex side slam in offerta speciale? E con Carnage che schiena Phantom si chiude il match. Da notare il nostro adorabile arbitro Malalana, che a tratti è stato più grintoso e aggressivo di tutti e quattro gli atleti presenti. Che abbiano sbagliato e quello da schienare fosse lui? Non sarebbe male, qualche volta, vederlo levarsi la maglia, suonare tutti e vincere lui l’incontro. Ci contiamo, eh?

Nella foto, in alto: Qui fate sempre così perché io sono piccolo e nero!
Nella foto, in alto: “Qui fate sempre così perché io sono piccolo e nero!”

Oh, oh! Ma che bello che bello che bello! Due dei nostri favoriti in un “no disqualification match”, valido per il titolo hardcore! Chi arriva? Horus l’Assoluto contro The Entertrainer, due heel meravigliosi che più heel non si può. Match a cinque stelle, due pianeti, tre satelliti e qualche meteorite. C’è anche un missile: lascio o tolgo? Ma si, lasci pure.

Nella foto, in alto: Horus l'Assoluto
Nella foto, in alto: Horus l’Assoluto

Si inizia con un’esibizione di forza di Horus mentre Entertrainer lo sbeffeggia. Ha poco da sbeffeggiare, dopo che Horus gli tira una cutter rolling neckbreaker. Però pareggia subito il conto con una sitting bodyslam. E qui si scatena la guerra. Sembra veramente che questi due si odino a morte a giudicare dalla intensità che ci mettono, la potenza nei colpi, gli insulti, le urla, la gestualità e l’uso di qualsiasi cosa gli capiti tra le mani. La capacità di interagire col pubblico, poi, è decisamente sopra le righe. Anche se non abbiamo mai fatto mistero di amare alla follia gli atleti acrobatici e scattanti, questi due sono di una tale spettacolarità da starsene comodamente ben piazzati e inamovibili nella nostra top ten!

Nella foto, in alto: un bellissimo primo piano di Entertrainer
Nella foto, in alto: un bellissimo primo piano di Entertrainer

Gli antagonisti perfetti. Ecco che compare una sedia, e la faccenda si fa ancora più tosta: dopo una serie di colpi inferti pesantemente a Entertrainer, un delizioso calcione di questi manda la sedia sul muso di Horus. Wow, ma c’è anche la kendo stick! Quella sì che fa male! Bastonate violentissime arrivano sulla schiena di Horus come se piovesse, poi, naturalmente, le parti si invertono. Un po’ per uno fa male a tutti e due (nuovo proverbio cinese). Horus mette a segno un bel suplex, poi i due si avvicinano ai tavoli, ma ancora nessuno dei due trova modo di schiantarci sopra l’avversario. Bisogna attendere ancora qualche minuto per vedere Horus trasformare il povero Entertrainer in tovaglia! Sul tavolo? Certo, la morte sua! E adesso? Più che un ring è un uovo di Pasqua: le sorprese che ci si trovano dentro sono meglio dell’Uovo Kinder gigante. Sapete che da sotto appare lo sledgehammer? Anche se è Horus a brandirlo per primo, è The Entertrainer a farne ampio uso. Non contento, acchiappa un altro tavolo e se lo porta sul ring, se lo posiziona per bene e poco più tardi, dopo alterni tentativi, riesce a schiantarci sopra l’Assoluto ma questi ancora non  cede. Entertrainer è così furioso da sembrare tarantolato. Richiama a suon di urlacci gli altri due headhunters dal backstage, ed ecco apparire Kronos e Matt Disaster… una triple cutting head sul nemico bergamoegiziano e si chiude la partita!

Nella foto, in alto: Marcio Silva e Kronos
Nella foto, in alto: Marcio Silva e Kronos

E arriviamo al quarto match: Marcio Silva, il Gigante Carioca, vs Kronos, l’Ultimo dei Titani. Per semplice virtù del peso, Kronos non lo sposti neanche se piangi in turco. Casomai è lui che fa volare via il brasiliano come fosse una piuma. Marcio prova allora a svitare un braccio al Titano, ma gli va male anche stavolta. Per giunta si becca quattro ecochop che si sente il rimbombo ancora adesso, come il rumore di fondo del Big Bang che ancora vaga nello spazio dopo due miliardi di anni. Spaziochop. Meraviglioso come al solito il nostro superarbitro Andrea Malalana che ha grinta e determinazione a sufficienza da tener testa a chiunque: conta, minaccia squalifiche e interviene fisicamente così bene, ma così bene, che dovrebbero dare una cintura anche a lui. La sola differenza tra la sua cintura e quelle dei wrestlers è che queste ultime le fanno sempre più grandi, mentre quella di Andrea, attualmente, a forza di dimagrire è sempre più piccola e ha bisogno di sempre più buchi. Dimensioni a parte, non si potrebbe organizzare un match tra arbitri, un giorno?

Nella foto, in alto: un istante del match
Nella foto, in alto: un istante del match

Ma torniamo ai nostri due atleti: Silva si lancia in un cross body e naturalmente Kronos lo acchiappa al volo. Si immagina di poter sollevare il suo monumentale avversario in un vertical suplex, naturalmente fa fiasco e lo ritroviamo due secondi dopo spatasciato sul ring. Almeno gli riesce una spinebuster e con uno spinning kick butta giù il Titano. Sale sul top turnbuckle e con un dropkick lo butta giù di nuovo, ma subito dopo è lui a cadere giù secco a seguito di un elbow così potente che sembrano due. A questo punto tornano in scena gli altri due componenti dell’Headhunters Army, e mentre Matt Disaster tiene occupato l’arbitro, Entertrainer fa lo sgambetto a Silva. Kronos ne approfitta al volo e schiena il povero Carioca con una spinebuster.

Nella foto, in alto: una delle tante acrobazie degli A2A
Nella foto, in alto: una delle tante acrobazie degli A2A

Quinto match: Pasquale O’ Malamente in coppia con AB Knight contro gli A2A (Addicted to Adrenaline, Harrison Bourne e Joe Lando). E qui andiamo sul pesante perché, oltre a pianeti e satelliti, a questo match siamo obbligati a mettere solo cinque stelle non potendo metterne sei o sette. Gli A2A sono due ragazzini esili color fantasma, ma quanto sanno fare! Si inizia con Bourne che zompetta qua e là con degli handsprings che al momento opportuno diventano magicamente hurrianrana e dropkick su Ab Knight. Entra Pasquale ma le prende da Lando, spiattellandosi al suolo quando l’avversario invece rimbalza come una molla sulla stessa azione. E vai con un moonsault dal nulla ad appiattirlo ancora di più sopra il ring. Il fatto è che Pasquale si rialza e ribalta la situazione: più grosso e pesante del suo avversario bonsai, lo stende con un paio di clothesline (in inglese, clothesline è la corda per stendere i panni. A cosa dovrebbe servire, se non a stendere?) e un bellissimo dropkick. Bodyslam e frogsplash completano la sua azione, ma ora rientra in gioco anche Bourne.

Nella foto, in alto: quando si dice "sbattere l'avversario come un tappeto"
Nella foto, in alto: quando si dice “sbattere l’avversario come un tappeto”

Lando adopera il compagno come trampolino e si lancia-viene lanciato con una aided back senton e poi si piroetta anche lui con una standing shooting star press. Pasquale ne prende ancora, in questo caso una breakdance legdrop carina carina. Ma si ripiglia anche stavolta, e mentre Lando già proclama: “Finitooouu!”, lo acchiappa al volo e lo bodyslamma secco secco. Adesso rientra AB Knight che, più che all’angolo a tenere la cordina da tag team, sembra fosse collegato alla ricarica con la presa, perché entra come una furia scatenata e disintegra Bourne in meno di dieci secondi. Dà il touch al compagno campàno e gli appioppano in combo una backbreaker & diving legdrop. Bourne a sua volta mette a segno un enziguiri dalla posizione supina e Knight reclama vendetta con una clothesline che lo ribalta a 360 gradi.

Nella foto, in alto: Erika Corvo con gli A2A, fenomeni appena adolescenti
Nella foto, in alto: Erika Corvo con gli A2A, fenomeni appena adolescenti

Nuovo cambio: Pasquale contrapposto a Lando, e l’inglesino acrobatico si inventa una asai DDT, sale sul top turnbuckle e tenta una nuova shooting star ma va a vuoto. A Pasquale riesce una Gory bomb e una diving tornado DDT. Per fermare questi ragazzini volanti le mosse non bastano: ci vuole l’antiarerea e i missili Patriot. L’azione prosegue a ritmo sempre più incalzante con una canadian destroyer seguita da una combo formidabile: Una ropehung backstabber seguita da un lionsault sul povero Pasquale. AB si vendica con una swanton bomb che più che altro è una “frittata move” spatasciando tutti insieme. Gli A2A cambiano sport e decidono di darsi al ping pong usando la zucca di Pasquale come pallina e le suole delle loro scarpe come racchette. Appena finiscono di prendersela con Pasquale, ecco una roba strepitosa: Bourne mette a segno una spettacolare double jump spanish fly su Knight dal top turnbuckle e Lando termina l’opera con una shooting star press. One, two, three, din din din, these are your winners! Campioni di coppia FCW! E se lo meritano, hanno fatto un match fantastico!

Sesto ed ultimo match: Chris Tyler contro Matt Disaster, valevole per l’
FCW Championship.

Nella foto, in alto: il bellissimo moonsault di Tyler
Nella foto, in alto: il bellissimo moonsault di Tyler

Il match inizia con Disaster che si becca un calcione sul muso e scende dal ring per riprendere fiato, ma subito Tyler gli si fionda addosso in  un bel suicide dive che spatascia Matt sulle sedie da cui il pubblico si è affrettato a fuggire. Appena questi risale sul ring si becca un crossbody di quelli tosti. Matt non si perde d’animo e gli rende la pariglia con un pescado. Tyler poco dopo gli rifila una backstabber e, siccome gli viene bene, anche un moonsault non fa mai male. Segue il festival del calcione. Se ne tirano tanti ma tanti, e un enziguiri su Disaster chiude la serie. Matt coglie l’occasione per un filotto di belly to back suplex, Tyler replica con un vertical suplex che ne vale tre, e Disaster termina con un superplex mica male. Tyler va via di lionsault ma non coglie il bersaglio e si becca una cutter, ma Disaster nulla può contro una 450 di quelle fatte bene. Bravo Disaster, ma qui TG si è fatto rimpiangere. E che volete? The Greatest è immortale ma non a prova di bisturi. È umano anche lui. Tornerà presto al cento per cento.

E dunque? Dunque, per quanto riguarda la FCW, appuntamento il 17 novembre sempre a Pero, Nel frattempo, c’è un sacco di altra roba che non vediamo l’ora di raccontarvi.

Mi raccomando, stay tuned!

Come al solito, grazie a Birrachiara per la consulenza tecnica, ed a Patrizia Fichera per le belle foto. Baci a tutti!

                                                                                                                                                       Erika Corvo

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