A scuola di Kung Fu con gli animali 
Nella foto: Kung Fu Panda
Nel sequel di Kung Fu Panda (Kung Fu Panda 2), il panda obeso e pasticcione di nome Po non è più l’unico e vero protagonista, ma acquistano spessore i suoi cinque amici. i “Cinque cicloni” (Mantide, Gru, Scimmia, Tigre e Vipera). In questo secondo episodio, uscito da pochi mesi nelle sale italiane, il panda deve affrontare il Pavone Shen e soprattutto il suo passato. Al guerriero dragone manca soltanto la “pace interiore” di cui parla il maestro Shifu. La ritroverà nel rapporto con i suoi amici e soprattutto andando al fondo delle sue origini. Sebbene sia un semplice cartone animato, è un lungometraggio ricco di rinvii al kung fu e niente è lasciato al caso. Ad esempio, il maestro di Po è un panda rosso di nome Shifu, definito da Po “l’ultimo maestro Zen Zen”. Il nome Shifu è la traslitterazione di una parola cinese che significa proprio “maestro, insegnante”. Nel primo film compariva anche la saggia tartaruga Oogway, maestro a sua volta di Shifu. Oogway in cinese significa appunto “tartaruga”.L’interesse per la pace interiore più volte presente nel cartone rimanda alla cosiddetta “Fioritura Marziale” in cui è necessario che ogni Shifu ricordi agli allievi che alla base di tutto deve esserci l'umiltà. E Po è soprattutto umile.Inoltre, la scelta dei cinque cicloni non è casuale. Rimandano infatti agli stili imitativi (Xiangxingquan) chiamati così perché imitano le movenze di alcuni animali. I cinque animali rappresentano cinque di questi famosi stili: Huquan lo stile della tigre, Sequan lo stile del serpente, Hequan lo stile della gru, Tanglangquan lo stile della mantide religiosa, Houquan lo stile della scimmia.Molto interessante è l’inizio, secondo la leggenda, del pugilato della scimmia (houquan): un membro importante della corte imperiale, all'epoca della dinastia Han, eseguì una danza della scimmia o del macaco sotto l'influenza dell’alcool durante una grande festa.Del pugilato del serpente (Shequan) ci sono vari stili sia al nord (Shequan Beipai), sia al sud (Shequan Nanpai). Molti dei movimenti dello shequan includono le torsioni fluide e le onde del corpo. È un’arte marziale veloce e flessibile. Il Nanpai usa qualche tecnica simile al Wing Chun e allo Hung Gar. Movenze del serpente sono presenti anche in altri stili.Il pugilato della gru (Hequan) è un insieme di stili di arti marziali cinesi praticati al sud ed è una delle sette grandi scuole di pugilato del Fujian. La leggenda narra che durante il regno dell'imperatore Kangxi (1662-1772) della dinastia Qing, nel tempio Bailian, nella regione di Funing (Fujian) viveva una donna chiamata Fang Qiniang, figlia di Fang Zhong, esperto di Shaolinquan. Conosceva le arti marziali fin dalla tenera età. Un giorno mentre lei stava tessendo una gru bianca si posò sul tetto, alzando la testa ed agitando le ali, usando il becco per pizzicare le penne, sporgendo il collo per cercare cibo: Fang Qiniang si sorprese della sua gestualità. Stupita dall'abilità dell'animale, Fang Qi-Niang cercò di applicare quotidianamente al suo kung fu i movimenti della gru bianca. In seguito Fang Qiniang e suo marito furono esiliati a Yongchun. È nella città di Yongchun (Fujian) che si è sviluppato lo stile della Gru Bianca più autentico dal quale, in seguito, sono derivate tutte le altre forme.Riguardo al Pugilato della Mantide Religiosa (Tanglangquan) esistono due scuole che utilizzano questo nome: una nel sud e una del nord della Cina. Quest'ultima è la più conosciuta e maggiormente diffusa. La leggenda tramanda che il creatore di quest’ultima scuola sia Wang Lang, personaggio semi-storico sul quale le informazioni spesso non coincidono o si assiste a una mescolanza di racconti diversi. Una storia che ritorna spesso in tutte le leggende è quella che Wang Lang poiché era molto piccolo, spesso veniva battuto dai suoi compagni di allenamento. Un giorno, vide in una foresta una mantide che lottava con una grossa cicala e la piccola mantide vinse la cicala grazie alla velocità delle sue movenze. Wang Lang mischiò i movimenti della mantide all’utilizzo delle gambe tipico dello stile della scimmia, dando così origine al Tanglangquan. Nel Tanglangquan si usano anche delle armi dai nomi incantevoli ed eleganti: spada delle Sette Stelle, spada che segue il vento della Scimmia Bianca, sciabola del Fiore di Prugno, bastone delle Sei Coordinazioni, bastone delle Cinque Tigri e del Gregge di Pecore, lancia del Fiore di Prugno, alabarda delle Primavere e degli Autunni, ecc. Per questa suggestività i nomi e le movenze del kung fu sono spesso usate e citate in opere letterarie, film e con il pigro panda anche nei cartoni animati.
Irene Pasquinucci
09 / 11 / 2011
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